La casa dei massacri (2004)

La casa dei massacri

Un giorno il celebre regista Tobe Hooper inciampa e cade in un varco spazio-temporale, risvegliandosi nel 2004: scopre che nessuno vuole più lo splatter nei film horror, così decide di girare un film horror con dello splatter.
Fa un sondaggio e scopre che nessuno si ricorda più del film Lo squartatore di Los Angeles (The Toolbox Murders, 1978) di Dennis Donnelly, così prende questa grande decisione: fare il remake nel 2004 di un film del 1978 ma facendolo sembrare girato nel 1986. Geniale, no?
squartatoreDurante le riprese qualcuno gli ha fatto notare che era dal 1995 che non presentava un film al cinema, e già The Mangler non è che fosse stato tutto ’sto successo; qualcun altro gli ha fatto notare che gli anni Ottanta sono lontani, il cinema ha fallito e ora si vive solo di ricordi. Tobe Hopper non ha ascoltato nessuno e nel 2004 ha preso una piccola casa fondata proprio negli anni Ottanta (la Alpine Pictures), s’è inventato due altre case produttrici (morte il giorno stesso della fine delle riprese) e contando su ottimi distributori internazionali come LionsGate e Paramount fa uscire il suo film Toolbox Murders prima in vari festival poi in sala.
In Italia nasce un bel problema: chi mai distribuirà un film che sembra girato negli anni Ottanta? Una casa distributrice alza subito la mano: la Multivision, storica firma che a noi Zinefili ha regalato fior di porcate nei mitici ’80. Il 21 giugno 2006 il film esce in DVD a noleggio, in vendita il 31 ottobre successivo, con il ridicolo titolo La casa dei massacri, grande e ispirato omaggio ai titoli stupidi che hanno reso frizzanti quegli anni maledetti.

Un condominio pieno di morti

Un condominio pieno di morti

Il film si apre con una lunga sequenza che ci mostra una bionda e i suoi problemi quotidiani: andiamo, Tobe, ma che ci hai presi per quei ragazzini dementi che vanno oggi al cinema? Siamo cresciuti con gli horror anni ’80, sappiamo benissimo che a quella bionda le tiri il collo, non farcela tanto lunga. Invece ce la fa lunga e già questo dà il ritmo a tutto il film: una piattolata lentissima e noiosa come solo una volta si sapevano fare…
Insomma ’sta bionda finisce a martellate in faccia e ben presto scopriamo che tutti gli inquilini dello storico condominio Lusman Arms fanno una brutta fine, prima o poi. Perché bla bla bla, e poi bla bla bla e poi altre stupide chiacchiere dal film horror: l’unica parte intrigante dell’intera storia è il fatto che esista un palazzo dentro al palazzo, un progetto ingegneristico molto intrigante.

Ormai non si spia più attraverso la serratura, ma con le webcam

Ormai non si spia più attraverso la serratura, ma con le webcam

C’è il ragazzino guardone che usa la webcam (qualcuno avrà aggiornato il povero Tobe Hooper, che era rimasto alle serrature delle porte); c’è la protagonista che si guarda nello specchio in bagno (come se non sapessimo che quando lo richiuderà succederà qualcosa); c’è qualcuno che senza motivo apparente va in giro per il palazzo a spiaccicare la testa dei condomini a martellate. Ovviamente lo fa con un volto che rimarrà sempre mascherato, in Myers-Leatherface Style, altro grande simbolo di vecchiezza cinematografica.
La trama è davvero inutile: ci sono personaggi che appena restano soli nel palazzo vengono uccisi, e la protagonista decide di infilarsi in buchi oscuri per scoprire cosa stia avvenendo.

L'anacronistico assassino dal volto sempre coperto

L’anacronistico assassino dal volto sempre coperto

Se La casa dei massacri fosse uscito negli anni Ottanta, avrebbe avuto un suo perché – e infatti l’originale Lo squartatore di Los Angeles aveva senso, nel 1978 – ma essendo un film del 2004 va visto con gli occhi di quella data, ed è una minchiata inguardabile. Qualche scena splatter si lascia gustare, Tobe non è certo un novizio, ma nel complesso è un torture movie: guardarlo cioè è una tortura…

L.

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