Badges of Fury (2013)

Badges of Fury (4)Ormai Jet Li è in pensione dal faticoso ruolo di più grande attore marziale vivente (negli anni Novanta), a cui in realtà aveva rinunciato appena messo piede in America e iniziato a fare filmacci che lo avrebbero distrutto. (È usanza americana chiamare i più grandi divi stranieri e dar loro ruoli da coglioni così da smerdarli con il pubblico statunitense.) Il buon Jet non è più l’austero attore di Pechino che portava una ventata di patriottismo e rigore comunista nella corrotta e occidentale Hong Kong, non è più il volto del maestro e filosofo Wong Fei-hung: è un normale attore cinquantenne che nel 2013 accetta di fare un piccolo ruolo irriverente e irridente nel Bu er shen tan dell’esordiente Tsz Ming Wong, film noto all’estero con il ridicolo e assolutamente fuorviante titolo Badges of Fury.

Sottolineo che sebbene sia girato con lo stile tipico di Hong Kong, questo è un film cinese. Per chi non sapesse la differenza, Hong Kong è un avamposto occidentale incuneato nella Cina, paese forse ancora comunista ma di sicuro oscurantista e rimasto al Medioevo per quel che riguarda i diritti umani. Visto che però è l’unico paese al mondo ad avere ancora i soldi, e visto che sta conquistando i mercati internazionali dove magari pare brutto mostrarsi troppo arcaici, ecco che prova a fare un film alla maniera di Hong Kong.
Uscito in Cina il 21 giugno 2013, la One Movie lo porta in DVD italiano il 17 luglio 2014.

L'ispettrice Angela (Michelle Chen), il vecchio detective Wong (Jet Li) e il giovane Wang Bu’er (Wen Zhang)

L’ispettrice Angela (Michelle Chen), il vecchio detective Wong (Jet Li) e il giovane Wang Bu’er (Wen Zhang)

Il film rispetta tutti i canoni di Hong Kong: dramma esagerato, comicità esagerata, salti esagerati e tutti volano. Manca un po’ lo stile di quella che rimane la terza cinematografia mondiale, ma in fondo è un filmetto volante e non si può chiedere troppo.
Mediante l’utilizzo massiccio (e inutile) di effetti speciali, quasi che la Cina volesse mostrare che sa essere pacchiana tanto quanto l’America, procede confusa e pencolante la storia di un misterioso assassino le cui vittime vengono ritrovate… sorridenti.

L’ispettrice Angela (la bella Michelle Chen) incarica delle indagini il buffonesco detective Wang Bu’er (interpretato dal giovane Wen Zhang che forse crede di essere divertente ma si sbaglia di grosso), che con la sua allegra squadra di deficienti seguirà varie piste, una più sbagliata delle altre.
Nel team che si occupa del misterioso omicida, fa capolino Jet Li nel ruolo del vecchio detective Wong Fei-hung, nome che ovviamente strizza l’occhio al personaggio che ha interpretato per tanti anni nei film di Hong Kong.

Due idoli in piccoli ruoli: Fung Hark-On e Leung Ka-Yan

Due idoli in piccoli ruoli: Fung Hark-On e Leung Ka-Yan

La parte poliziesca del film è una buffonata, inutile parlarne. Vanno invece citate e lodate le piccole comparsate qua e là di grandi attori del genere marziale che si divertono ad esibirsi con autoironia.
Per esempio il mitico Leung Ka-Yan con il suo kung fu della tigre: l’attore ha interpretato decine di film marziali contraddistinguendosi dai suoi colleghi per portare sempre la barba. Poi c’è Fung Hark-On e la sua faccia antipatica, grande villain del cinema di Hong Kong anni ’70.
Ma soprattutto c’è Leung Siu-Lung, grande decano del cinema marziale (omaggiato nel 2004 da Stephen Chow in Kung Fusion) che ha l’onore del combattimento finale contro Jet Li: l’unico momento vagamente decente dell’intero film.

Il grande Leung Siu-Lung contro Jet Li

Il grande Leung Siu-Lung contro Jet Li

Badge of Fury è interessante per chi (come me) segue il genere marziale da tempo immemore per capire dove stia andando (a morire ammazzato!), ma per un qualsiasi altro spettatore rimane una minchiata ridicola, piena di gente che vola e battute che non fanno ridere, accompagnate da una recitazione gigionesca che farebbe impallidire Jackie Chan! (Che non viene citato ma i suoi Police Story vengono ricordati eccome).

L.

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