Yellow Rock (2011)

Yellow Rock (4)Se rivedete Il padrino ed aguzzate la vista nelle scene del matrimonio, potrete notare il dodicenne Nick Vallelonga, originario del Bronx e amico della famiglia Coppola.
Caratterista in una secchiata di film, ogni tanto gli piace dirigere un piccolo film con magari qualche buon nome nel cast: l’ultimo, in ordine di tempo, è il western Yellow Rock.
Uscito negli USA il 1° novembre 2011, risulta ancora inedito in Italia.

Un James Russo particolarmente stropicciato

Un James Russo particolarmente stropicciato

Lo sguardo vacuo di James Russo, assorto a pensare alla sua trentennale carriera d’attore in attesa di successo, ci introduce nella cittadina di Yellow Rock. Qui il suo personaggio, Max Dietrich, arriva con la sua banda alla ricerca di un altro attore di lunga data mai realmente affermatosi: Michael Biehn. Lo trovano ubriaco sulla panca di una chiesa, piegato dal peso di tanti anni di lavoro passati a scrollarsi di dosso l’Hicks di Aliens, ma in realtà grato del fatto che esiste almeno un personaggio con cui lo si possa ricordare.

Il volto tagliente di Michael Biehn

Il volto tagliente di Michael Biehn

Max Dietrich ha bisogno d’aiuto, suo fratello e suo nipote sono scomparsi a Falcon’s Peak e sospetta ci sia lo zampino degli indiani Black Paw: ha bisogno di Tom Hanner (Biehn) perché lui conosce come nessun altro quel territorio. Tom non ha nulla da fare se non ubriacarsi e piangere la morte del figlioletto, così accetta l’incarico.

Lenore Andriel, co-sceneggiatrice e co-protagonista

Lenore Andriel, co-sceneggiatrice e co-protagonista

Appena entrati in territorio Black Paw, Tom consiglia di chiedere il permesso degli indiani locali tramite una donna bianca di cui si fidano: la dottoressa Sarah Taylor (Lenore Andriel, co-sceneggiatrice del film), che si prende cura dei malati delle tribù circostanti. Lei procura ai viaggiatori il benestare dei vecchi della tribù e li accompagna nel viaggio con la supervisione di Broken Wing (Michael Spears).
Sarà proprio quest’ultimo ad avvertire i viaggiatori di non inoltrarsi nel territorio sacro, la zona di Yellock Rock in cui nessuno deve mettere piede se non vuole essere maledetto: è dannatamente ovvio che Max e i suoi uomini ci si infilano di corsa. Il saggio Tom, la buona dottoressa e l’indiano timoroso si fermeranno e non calpesteranno il sacro suolo… e invece procedono pure loro, alla faccia dei cattivi spiriti.

Compagni di sventure

Compagni di sventure

In realtà l’unico spirito cattivo è l’oro, il grande protagonista di ogni storia western che si rispetti. La storia della sparizione del fratello, infatti, è solo una menzogna orchestrata da Max per assicurarsi l’aiuto di Tom e la protezione degli indiani: Yellow Rock è una miniera d’oro a cielo aperto, per chi abbia abbastanza coraggio da approfittarsene.
L’arrivo ad una miniera abbandonata, grondante oro, è il momento in cui comincia la parte devastante del film: ogni banalità è messa in campo e ogni noioso stereotipo da “buoni contro cattivi” viene tirato in ballo. Il film muore proprio quando dovrebbe raggiungere l’apice, e il pippone sugli indiani buoni che hanno poteri sovrumani non aiuta affatto.

Il damerino Cobb (Christopher Backus)

Il damerino Cobb (Christopher Backus)

Yellow Rock ha vinto diversi premi della comunità dei nativi americani, perché gli sceneggiatori – la citata Lenore Andriel e Steve Doucette, entrambi esordienti alla sceneggiatura – hanno voluto ricreare a pieno la cultura dei Black Paw rinunciando ad una recitazione decente e chiamando i loro eredi ad interpretare il fiero popolo. Come dite? In realtà Michael Spears e suo fratello Eddie sono attori e per lo più di origine Sioux? Va be’, ora non stiamo a sottilizzare: in Balla coi lupi Michael Spears faceva l’indiano Pawnee, siamo sempre lì, no?
Come dite? I Black Paw (“Zampe Nere”) non esistono, al massimo c’erano i Black Foot (“Piedi Neri”)? Ma allora che cacchio di premi ha vinto, ’sto film?
«Durante le ricerche abbiamo scoperto che in California c’erano molte tribù di Nativi Americani» racconta la Andriel al Red Nation Film Festival Awards del novembre 2011. «La febbre dell’oro ha spazzato via tutte quelle tribù e non è rimasta traccia di loro: non conosceremo mai quei Nativi e non sapremo mai chi furono. E più compivamo ricerche, più ci rendevamo conto che la loro storia non era ancora stata raccontata per bene. Così ci inventammo la tribù dei Black Paw, che non è mai esistita: volevamo che simboleggiasse tutte quelle tribù che sono scomparse.»

L.

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6 risposte a Yellow Rock (2011)

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  3. Francesca ha detto:

    Evidentemente non avete visto “ Cavalli di razza” i bellissimo inesistente in dvd, purtroppo o “The ride” anche questo inesistente in italiano.
    Personalmente a me piace molto Biehn, è che in Italia va la quantità e non la qualità.
    Micheal Biehn ha fatto vari film indipendenti che non sono stati tradotti in italiano.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      “Cavalli di razza” l’ho visto quand’è uscito in Italia e ancora mi dà i brividi, un film durissimo che mi colpì parecchio. All’epoca però non conoscevo Biehn quindi purtroppo non l’ho potuto gustare: dovrei recuperare ma non so se ho il coraggio di rivedere quel film 😛

      Biehn è fra gli attori più amati da me e da molti miei lettori, purtroppo lavora tantissimo ma quasi esclusivamente in film che hanno una vita distributiva pessima: anche quelli che riescono ad arrivare in Italia, sono tutti scomparsi perché spesso inediti in home video. A meno di aver avuto la fortuna di beccarli in TV, rimane tutta roba di pirateria spinta.
      A Biehn ho dedicato alcune “visioni personali”, partendo da questa, e ho tradotto personalmente la sua intervista su “Empire” del 2020, dove parla di alcuni suoi cavalli di battaglia… e di razza ^_^
      Per finire, l’estate scorsa ho fatto la doppietta film-romanzo con lo splendido “La luna spezzata” (1988) uno dei rarissimi film in cui Biehn è protagonista ad essere giunti in Italia.

      Questa cosa la racconto scherzando, ma non è escluso che la carriera di Biehn abbia avuto un forte inciampo quando ha fatto “a braccio di ferro” con la Fox per “Alien 3”, pretendendo molti soldi per l’uso della sua immagine per pochi fotogrammi. Le grandi major queste cose se le segnano al dito, e guarda caso da quel giorno Biehn ha cominciato a scomparire, prima dalla Fox poi dalle altre grandi case, finendo a fare il comprimario o peggio la comparsa in minuscole produzioni mal distribuite. Col senno di poi lui stesso ammette che avrebbe dovuto essere più accomodante all’epoca di “Alien 3”.

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      • Francesca ha detto:

        Allora, non so solutamente nulla di quanto chiese per fare Alien 3, A me, personalmente non è assolutamente piaciuto, ritengo che non abbia alcun senso il fatto che si siano salvati per poi schiantarsi su un pianeta dov’è situata una colonia penale maschile e salvarsi solo lei.
        No sinceramente non mi è proprio piaciuto.
        Biehn ha fatto vari film degli anni 90 che purtroppo non sono editi in Italia, comunque comunque non sono tradotti in italiano.
        “Cavalli di razza” Per esempio non c’è, penso che ci sia qualche Vhs che fanno pagare a caro prezzo, poi ho fatto vari film indipendenti.
        Ad ogni modo nel nostro paese si tende sempre a dare grande importanza al nome che non significa anche qualità.
        “La luna spezzata” non lo conosco, suppongo, che anche questo sarà difficile da trovare.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Tutti quelli che avevano premiato il film “Aliens” si aspettavano che continuassero le avventure dei superstiti, infatti nel 1988 Mark Verheiden cominciò a raccontare a fumetti il seguito del film, con Hicks e Newt protagonisti, e nel 1989 William Gibson cominciò a scrivere la sua pessima sceneggiatura con Hicks protagonista. Era ovvio che il colonial marine sfregiato era un personaggio fortissimo, per questo quando nel 1991 Biehn per puro caso scopre che il suo personaggio è stato fatto fuori… be’, non l’ha presa bene 😀
        La lavorazione di Alien 3 è stato un cataclisma da cui nessuno è uscito vivo, di fatto ha ucciso la saga aliena, Hicks è solo una delle tante vittime.

        Dopo lo “scontro” con la Fox d’un tratto Biehn si è cominciato a vedere in film sempre più piccoli e mal distribuiti, e sebbene lavori tantissimo (la sua filmografia è spettacolare!) è probabilmente l’unico attore al mondo ad avere una quota del 90% di invisibilità: quasi tutti i suoi film sono subito scomparsi nel nulla!
        In Italia è pure peggio, visto che non può essere un caso: i suoi film doppiati in italiano sono rarissimi, e c’è una volontà crudele di far dimenticare l’attore. Infatti “la Luna spezzata” era visibile su YouTube ma ora l’hanno cancellato, segno che c’è una vera guerra contro Biehn.
        Fra noi ribelli della resistenza dobbiamo aiutarci, quindi se sei curiosa di quel film – tratto da un ottimo romanzo breve – dove Biehn interpreta uno sfregiato subito dopo aver interpretato Hicks, scrivimi a lucius.etruscus@gmail.com 😉

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