Shark Attack 1 (1999)

Shark_Attack_1Dopo aver fatto un lavoro discreto con il film Crimini selvaggi (1998) e prima di dare l’addio alla carriera con Derailed (2002), il regista californiano Bob Misiorowski si cimenta con una sfida ardua e davvero sorprendente: girare un film di squali… SENZA squali!
La casa di produzione Nu Image Films (ri)nasce nel 1992 con una ricetta vincente: attori da due soldi e location in Sud Africa (Paese che, va ricordato, negli anni Novanta offre condizioni vantaggiosissime per le troupe straniere). Se si trova pure una sceneggiatura bene, ma non è che la si cerchi più di tanto.
Sono passati sette anni da quel suo primo (penoso) film – il ridicolo Una missione per due (Lethal Ninja) – e la casa sforna titoli a mitraglia: l’importante è che costino praticamente zero. Così quando Misiorowski chiede dove sia lo squalo per girare il suo film di squali, è facile immaginare che la casa gli abbia risposto… «Quale squalo?»

Girato per il mercato home video e uscito negli Stati Uniti in DVD il 9 novembre 1999, Shark Attack arriva velocemente in Italia e già il 4 luglio successivo lo trasmette addirittura Rai2, con il titolo Shark Attack. Squali all’attacco. Esattamente un anno dopo lo trasmette La7 con il solo titolo Squali all’attacco, che è poi lo stesso titolo che verrà usato per il successivo Shark Swarm: si sa che i distributori italiani amano fare bordello coi titoli.
Dopo l’uscita in VHS (CVC, noleggio 20 marzo 2000) non si conoscono altre tracce del film in lingua italiana.

Il mitico Casper Van Dien in una sua prova epica!

Il mitico Casper Van Dien in una sua prova epica!

Veniamo alla fenomenale storia.
Il subbaquo Marc Desantis (Cordell McQueen) sta indagando su degli strani attacchi di squali in una zona precisa del Sud Africa (plausibilmente la stupenda località di Port Alfred, dov’è girato il film). Convinto che ci siano degli attacchi “normali” degli squali, e questi in particolare non lo siano, il subbaquo Marc fa una brutta fine: dei loschi figuri lo ripongono nella bocca di uno squalo.
C’è qualcosa di peggio che essere mangiato da uno squalo? Sì: avere per amico Casper Van Dien!
Al suo caro amico Steven McKray (Van Dien) Marc fa in tempo a mandare una mail che non si legge (in fondo, perché mandarne una che si legga?) e quando ti arriva una mail che non si legge dal Sud Africa, non c’è niente da fare: fai bagagli e burattini e parti per il Sud Africa.
Appena giunto sul posto la gente localie – Zinefili anche loro – tratta male Van Dien e lo sbeffeggia: probabilmente hanno visto i suoi film precedenti!
Insieme alla bionda Corine (Jennifer McShane), la sorella di Marc, e al solito “buon selvaggio” che parla in modo buffo ma dice cose sensate Mani (Tony Caprari), iniziano le indagini per scoprire il grande segreto degli squali: perché attaccano l’uomo? Perché cioè si comportano da predatori, essendo loro predatori?
Indovinate un po’? Ci sono degli esperimenti di mezzo e la violenza “squalosa” è indotta dalla sperimentazione selvaggia di un farmaco… che non è che stia dando grandi risultati.

Serve una faccia così per scoprire il segreto degli squali!

Serve una faccia così per scoprire il segreto degli squali!

Di solito sceneggiature ridicole vengono tenute in piedi da belle scene o effetti speciali: Shark Attack può contare solo sulla sceneggiatura… e le mascellone di Casper Van Dien!
Con consumata dabbenaggine il regista Misiorowski cerca di mascherare il fatto che NON ha uno squalone di gomma per girare gli “attacchi di squali” che danno il titolo al film, così si ritrova costretto a far agitare scompostamente le mani agli attori sott’acqua per poi aggiungere in fase di montaggio delle tristissime sequenze rubate a un qualche documentario naturalistico.

Così vediamo un placido squalo sguazzare tranquillamente in giro, senza nessuna “violenza squalosa” addosso, e poi vediamo subbaqui agitarsi e far finta di essere aggrediti, senza neanche una finta pinna da agitare a favore di camera. Si prova a infilare un paio di alghe in un fondale vistosamente posticcio, e aggiungere pericoli farlocchi come reti alla deriva, ma il risultato è sempre lo stesso: no squalo, no film.
L’ultimo giorno di riprese, all’apice della vergogna, il regista deve aver mandato qualcuno a comprare uno squalo di gomma in qualche negozio di articoli da spiaggia, perché proprio per pochi secondi si vede finalmente uno squalo nella stessa inquadratura dei protagonisti…

La finta aggressione in una scena imbarazzante!

La finta aggressione in una scena imbarazzante!

Infine, va menzionata la geniale finta aggressione alla solita ragazza in bikini che in ogni film di squali viene pappata. Qui però, in mancanza di uno squalo, la povera donna è costretta a piegare le ginocchia facendo finta che uno squalo le stia mangiando la gamba. Andrebbe tutto bene… se un taglio sbagliato del montaggio non mostrasse perfettamente la gamba integra dell’attrice, dove invece dovrebbe trovarsi un moncherino sanguinolento…

L.

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16 risposte a Shark Attack 1 (1999)

  1. Cassidy ha detto:

    Casper Van Dien è una garanzia di (S)quallidità 😉 Questo me lo ricordo bene, i titoli con gli Squali sono appena una paio 😉 Cheers!

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  2. Giuseppe ha detto:

    Io rimango convinto che Van Dien dovrebbe tornare all’universo di Starship Troopers (in effetti, come protagonista nel non proprio splendido Marauder e come produttore esecutivo del film in CGI Invasion, momentaneamente ci è pure tornato) e mollare per sempre ‘sti capolavori… Per il resto, probabile che Misiorowski facesse agitare scompostamente le mani agli attori nella speranza di richiamare qualche squalo nei dintorni, poi, non funzionando la cosa, era costretto ad andare di documentario 😀

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  9. nicholas ha detto:

    sicuro che l’hanno trasmesso col titolo squali all’attacco perche io l’ho visto su RAI MOVIE col titolo originale Shark Attack e poi canale 5 ha trasmesso Shark Swarm – squali all’attacco mentre Shark Attack non mai visto col titolo che dici tu.

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