Shark Attack 2 (2001)

Shark_Attack_2Visto il successo (ma chi l’ha visto ’sto successo?) del primo film, la NU Images torna alla carica e attacca gli schermi americani portando in videoteca nel febbraio 2001 Shark Attack 2.
In Italia il film ha seguito la nebulosa distribuzione del titolo precedente: al di là di un passaggio su Rai2 il 29 agosto 2001 e di un non meglio databile passaggio sul canale satellitare DuelTV, non si hanno altre notizie del film in italiano, se non che qualcuno (non si sa perché) lo chiama misteriosamente Lo squalo bianco.
La regia stavolta è di David Worth, nome di spicco del genere action di serie B sin dagli anni Ottanta. Worth non è il Misiorowski del primo film, e non ci sta a fare la figura del buffone: oltre ad una regia decisamente più sicura, stavolta… c’è pure lo squalo! Finalmente delle scene minimamente degne.
Dal Port Alfred del primo film si va tutti a Città del Capo (l’importante è rimanere nella economica zona del Sud Africa) per incontrare gli squali modificati dagli esperimenti del primo film.

Finalmente... lo squalo c'è!

Finalmente… lo squalo c’è!

Gli sceneggiatori di Shark Attack 2 hanno un compito ben preciso: seguire fedelmente la Bibbia del genere (cioè il film Lo squalo) senza mai allontanarsene se non per qualche inevitabile piccolo cambiamento. In fondo chi guarda un film di squali vuole la ragazza mangiata, un uomo di mare ossessionato e una festa cittadina che non si può rimandare.
Così in vista dell’inaugurazione di Waterworld – nome incredibilmente banale per un parco di divertimenti acquatico – il proprietario ha una gran bella idea: perché non ficcare uno squalo nel parco? Cosa mai potrebbe succedere? Stranamente, contro tutte le previsioni, lo squalo squaleggia e si pappa un inserviente durante l’inaugurazione. Perché è uno squalo mutato genticamente? No, semplicemente perché è uno squalo e mangia tutto ciò che si trova di fronte.

Ma nessuno ci crede: dev’essere uno squalo affetto dalla violenza squalosa indotta dagli esperimenti visti nel primo film. Va inseguito e ucciso, col fucile. Incredibilmente, contro qualsiasi pronostico, uccidere uno squalo col fucile risulta essere più difficile del previsto. Allora entra in ballo Roy Bishop (Dan Metcalfe), un conduttore televisivo specialista di bestiacce, che è tanto simpatico, però è tanto antipatico, però poi è simpatico, però è tanto antipatico…

Il buffone televisivo Roy Bishop (Dan Metcalfe)

Il buffone televisivo Roy Bishop (Dan Metcalfe)

Affetti da evidente disturbo bipolare, gli sceneggiatori del film vanno in tutte le direzioni creando un film schizzato. Sembra tentare tutte le strade possibili del genere, senza mai portare a compimento nulla. Si fa il viaggio in barca ma poi la barca si rompe; si dà la caccia allo squalo ma stranamente lo squalo non si fa cacciare; si diventa tutti subbaqui e si comincia a sparare ai pesci sott’acqua a casaccio… Non è un film, è una zuppa di squali!

Il ridicolo dottor Nick Harris (Thorsten Kaye)

Il ridicolo dottor Nick Harris (Thorsten Kaye)

Inutile poi far finta di niente: il centro del film è uno scopiazzamento palese de Lo squalo, e per essere sicuro che si capisca bene Worth ricrea identica la zoomata sulla spiaggia che ha reso celebre il film di Spielberg.
Ricordate quando Roy Scheider finalmente si rende conto che i suoi timori stanno avverandosi e una zoomata sul suo volto corrisponde alla spiaggia alle sue spalle che si allontana? Be’, questo semplicissimo trucchetto di grande effetto lo si ritrova identico in Shark Attack 2, in una sequenza tagliata di netto dal film di Spielberg e incollata sul protagonista dottor Nick Harris (Thorsten Kaye).

Roy Scheider imitato da Thorsten Kaye

Roy Scheider imitato da Thorsten Kaye

Innegabilmente Shark Attack 2 è tecnicamente superiore al primo, diretto com’è da un grande professionista (troppo poco riconosciuto) come David Worth, ma la trama raffazzonata e decisamente ridicola in più punti lo porta molto vicino al genere Z.

L.

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14 risposte a Shark Attack 2 (2001)

  1. Cassidy ha detto:

    In affetti i paragoni con “Lo Squalo” sono palesi, ma terminano lì, anzi, terminano con la Z 😉 Cheers!

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  2. Giuseppe ha detto:

    Al momento non me lo ricordo, onestamente, ma dato che Worth certamente NON è un Misiorowski qualsiasi, non fatico a credere alla superiorità tecnica di questo sequel rispetto al primo Shark Attack (certo, se poi la trama è quella che è, nemmeno un professionista può riuscire più di tanto a cavare il proverbiale sangue da una rapa)…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Onestamente non sono oggettivo perché Worth è autore di alcuni titoli marziali a cui sono particolarmente legato, tipo “Kickboxer” e “Lady Dragon”, quindi forse gli ho dato più crediti di quello che merita, ma è anche vero che di fronte a Misiorowski chiunque è un talento registico 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Ecco, non voglio pensare che sarebbe successo se Misiorowski si fosse dato ai film marziali (quante legnate avrebbe rischiato da Van Damme, dalla Rothrock, da Norton e colleghi per divergenze di vedute sul set) 😀

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  8. nicholas ha detto:

    propio cosi DuelTV e AXN sci fi l’ha trasmesso col titolo lo squalo bianco e secondo me queto film è migliore del 1 e poi a me piace la scena dell’attacco alla gara di surf.

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