Final Destination 4 (2009)

Final Destination 4Ma quanto è gargarozzona la New Line Cinema: a meno da due anni dal terzo episodio, già si prepara a sfornarne il quarto. Però stavolta qualcosa deve cambiare.
Il ritorno del figliol prodigo James Wong, autore del capostipite della saga, è stato deludente e quindi lo mandano a fare Dragonball Evolution. (In realtà il film della 20th Century Fox forse è più una promozione, visti i budget.) Invece il secondo film diretto dall’ex stuntman David R. Ellis è andato benissimo, e nel frattempo Ellis ha diretto Snakes on a Plane, che è un film di culto assoluto. Ok, David: Final Destination 4 è tuo!
Uscito in patria il 28 agosto 2009, sia l’IMDb che ComingSoon.it attestano al 21 maggio 2010 la data di uscita italiana; comunque arriva in DVD e Blu-ray italiano il 19 ottobre 2010: stavolta però, al contrario dei precedenti episodi, la distribuzione nostrana è affidata alla Warner Bros Italia.

"Final Destination 4" è troppo banale: chiamiamolo "The Final Destination"

“Final Destination 4” è troppo banale: chiamiamolo “The Final Destination”

Il regista Ellis si porta dietro il fido sceneggiatore Eric Bress, che nella vita fa il soprammobile in casa Ellis: appena il regista ha smesso di lavorare, Bress è evaporato nel nulla.
Fa in tempo però a ripetere identica la formula della final destination, e già me li vedo i produttori agitarsi davanti ai suoi occhi vuoti: vogliamo lo stesso film, ma diverso; però guai a cambiare, dev’essere uguale.
Già Eric Bress impegna tutto se stesso a fingere di essere uno sceneggiatore, non è che può pure scrivere una sceneggiatura…

Sento puzza di final destination...

Sento puzza di final destination…

Dopo l’aereo (1), le macchine (2) e le giostre (3), cosa usiamo come teatro di un incidente spettacolare e nefasto? Eric Bress alza la mano: usiamo le macchine!
Già uno dei produttori ha fatto segno ad Ellis di tenere a cuccia il suo sceneggiatore, che Bress si spiega: non normali macchine come nel secondo film, bensì una corsa automobilistica professionistica. Uno sport cioè dove si va apposta per vedere incidenti spettacolari.
La proposta passa, e così la trama dei precedenti film viene applicata para para all’autodromo.

L'allegra carne da macello

L’allegra carne da macello

Nick (Bobby Campo) e i suoi inutili amici si salvano da un incidente mortale e poi, pian pianino, lemme lemme, la Morte se li insifona tutti.
Man mano che passano i film, però, aumentano nel numero e nella qualità le visioni: dal semplice sogno premonitore del primo titolo, arriviamo ad una vera e propria veggenza: Nick diventa all’improvviso un veggente, e comincia a… veggetare. («So’ veggente: veggeto!» declamava il mitico Abatantuono di Grand Hotel Excelsior.)
Ad ogni istante della giornata Nick veggeta qualcosa, indizi e suggerimenti assolutamente inutili visto che arriva sempre in tempo per veder morire i suoi amici. È un veggente con davvero poco tempismo.

Bobby Campo in fase "veggetativa": è veggente, e quindi veggeta...

Bobby Campo in fase “veggetativa”: è veggente, e quindi veggeta…

La Morte ormai è diventata McGyver a forza di escogitare i modi più assurdi e farraginosi di ammazzare dei ragazzi che, in fin dei conti, basterebbe lasciare in pace perché muoiano per conto loro.
In realtà è più che palese il disinteresse del film per raccontare qualsiasi cosa: ogni fotogramma è studiato per soddisfare gli spettatori che – al cinema o in casa, se hanno acquistato l’edizione Blu-ray 3D – hanno indosso i famigerati occhialetti. Tutte le morti sono solo una scusa per sfruttare inquadrature in prospettiva così che in 3D risultino una figata.
E chi vede il film in semplice 2D? Si limita a veggetare

Ammazza come pompa 'sto 3D!

Ammazza come pompa ‘sto 3D!

L’unico momento davvero intrigante è quando i personaggi, convinti stupidamente di essere scampati alla Nera Signora, vanno al cinema a vedere Love Lays Dying, pseudo-film che introduce una sequenza metacinematografica molto divertente. Le battute del film finto infatti sono identiche a quelle del film vero, e i personaggi riconoscono le frasi che gli attori su schermo stanno dicendo, capendo che è tutto un gioco per ucciderli.

Tutti a vedere "Love Lays Dying", che è meglio di "Final Destination 4"

Tutti a vedere “Love Lays Dying”, che è meglio di “Final Destination 4”

Una trovata simpatica in un film che punta tutto su innegabilmente ottimi effetti speciali, senza lasciare assolutamente nulla ad una qualsiasi trama.

L.

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3 risposte a Final Destination 4 (2009)

  1. Cassidy ha detto:

    Mitico, la citazione ad Abatantuono è geniale! 😉 questo è il capitolo di cui non ricordo quasi nulla, mi è tornato in mente qualcosa grazie al tuo ottimo commento, Dragonball Evolution è un altra roba da Zinefili 😉 Cheers!

    Piace a 1 persona

  2. Pingback: Final Destination 5 (2011) | Il Zinefilo

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