[Wes Craven Day] Dovevi essere morta (1986)

Dovevi_ITACon la scusa di omaggiare un grande maestro come Wes Craven, recentemente scomparso, ne approfitto per omaggiare invece la memoria di un film dimenticato sin dalla sua nascita, soprattutto in Italia, sebbene abbia conquistato i cuori di quegli appassionati che lo conoscono: Deadly Friend.

Logo di Obsidian Mirror

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Il film esce negli USA il 10 ottobre 1986 quasi in sordina, perché è innegabile che sia il figlio minore di un padre famoso per ben altre imprese: il 16 novembre 1984 l’America è stata scioccata con Nightmare. Dal profondo della notte e quello che esce subito dopo è destinato a rimanere nell’ombra.
Ne sa qualcosa il piccolo (e assolutamente dimenticabile) Chiller. Sonno di ghiaccio, che Craven presenta in TV nel maggio ’85: ormai gli spettatori hanno legato il regista a Freddy Krueger e bisognerà aspettare almeno Il serpente e l’arcobaleno (1988) per capire che Craven sa fare anche altro.

«Non tutti gli incubi sono ad Elm Street» (lancio dell'epoca)

«Non tutti gli incubi sono ad Elm Street» (lancio dell’epoca)

Deadly Friend arriva nelle sale italiane il 6 febbraio 1987 con il titolo Dovevi essere morta – stranamente azzeccato, visto che è la frase che pronuncia il padre di Sam quando la vede viva! – ma dubito che qualcuno realmente sia andato in sala a vederlo…
(Per vedere la locandina dei giornali dell’epoca, vi rimando al mio blog IPMP.)
Probabilmente la versione in VHS della Warner Home Video arrivò da noi già in quel 1987, comunque io l’ho affittata la prima volta nell’estate del 1990: già dalla prima visione il mio cuore era totalmente conquistato da BB!

Ragazzi, Kristy Swanson è ancora dannatamente stupenda!

Ragazzi, Kristy Swanson è ancora dannatamente stupenda!

Negli anni Ottanta non avevo il permesso di vedere film horror, quindi Wes Craven era per me un’entità molto astratta, e di Freddy Krueger conoscevo solo l’immagine sulle locandine. Nel 1986 arrivò in casa mia il videoregistratore su cui io, dodicenne, ovviamente non avevo alcun potere: nell’estate del 1990 avevo i 16 anni giusti per cominciare ad avere le mie cassette – che, per chi non lo sapesse, all’epoca costavano arrabbiate! – e addirittura per poter vedere film horror. Nel febbraio ero stato folgorato sulla via di Damasco dall’apoteosi di Aliens. Scontro finale – iniziando un’opera di studio e collezionismo che dura tuttora – e ad agosto toccò a Dovevi essere morta.

Una famiglia tipica degli anni Ottanta

Una famiglia tipica degli anni Ottanta

Va be’, ma quando comincio a parlare del film? Subito, ma volevo che fosse chiaro il fatto che la prima volta che ho visto questo film ero totalmente digiuno di horror: tutto ciò che sapevo lo dovevo esclusivamente a Dylan Dog (la cui febbre mi esplose nell’88), che tra citazioni e rimandi aveva costruito in me una frastagliata conoscenza sommaria di quel genere a me vietato.

Dovevi_libroMetto le carte in tavola affermando che non conosco il romanzo Friend di Diana Henstell (ottobre 1985, inedito in Italia a quanto mi risulta) ma dalla trama mi sembra fedele la sceneggiatura che ne ha tratto Bruce Joel Rubin, presentata originariamente con il titolo A.I. (per Artificial Intelligence): ricordo che Rubin nel ’90 incanterà il mondo scrivendo la sceneggiatura di Ghost. Fantasma, quindi è uno che sa come scrivere una storia fantastica.
Dovevi essere morta è un orologio svizzero: la storia è un insieme di ingranaggi perfetti che combaciano perfettamente, così come ogni inquadratura è giusta e al posto giusto. Non sarà innovativo, sarà tutto “normale” e senza sorprese, ma è un manuale perfetto di cinema.

BB... vuole... uccidere... papà...

BB… vuole… uccidere… papà…

Paul Conway è un ragazzo fortunato, perché gli hanno cancellato il soprannome. La Henstell infatti nel romanzo gli affibbia il soprannome Piggy – che dà il titolo al libro in alcune edizioni – ma per fortuna lo sceneggiatore ha pietà di lui.
Ha vinto una borsa di studio all’Università della California del Sud e si trasferisce con la madre per essere vicino al campus, dove svolgerà ricerche di alto livello sull’informatica applicata al sistema nervoso, o qualche diavoleria simile. Paul infatti deve il suo successo alla costruzione di BB, robottino che più anni Ottanta non si può.
A maggio di quell’anno la TriStar ha sfornato il suo Corto circuito e già ad ottobre Wes Craven sembra assolutamente intenzionato a girarne la parodia…

BB, versione parodistico-horror del Numero 5 di "Corto circuito"

BB, versione parodistico-horror del Numero 5 di “Corto circuito”

So che divago, ma è importante spiegare ai gggiovani che negli anni Ottanta i personaggi “fighi” avevano un robottone che gli girava per casa, costruito all’incirca come il mitico Numero 5 di Corto circuito: pare assurdo, ma probabilmente la moda al cinema l’ha lanciata Rocky III (1982).
Ce l’ha il genio informatico Bozinsky nella serie TV Riptide (1984) così come il promettente scienziato Vincent Spano in Dr. Creator (1985): se però questi robot a rotelle, ingombranti e goffi, sono “buoni”, BB potrebbe non esserlo fino in fondo. (Anche se nessuno ha superato la cattiveria del robottone a rotelle protagonista di Evolver. Un amico pericoloso, del 1994.)
Il film si apre proprio con BB che quasi uccide un ladruncolo che tenta di rubare l’auto in cui siede: Wes Craven, come tutti all’epoca, sta mettendo in guardia contro queste diavolerie tecnologiche.

Wes Craven e Kristy Swanson

Wes Craven e Kristy Swanson

Tornando al film, appena trasferito Paul conosce Samantha, e qui il cuore batte. Forte. Sempre. Ero totalmente e perdutamente cotto di Kristy Swanson – che aveva 17 anni all’epoca delle riprese e quindi era pure un anno più grande di me quando l’ho vista! Totalmente inarrivabile! – e rivederla oggi mi scalda ancora il cuore.
La Swanson non ha avuto le occasioni giuste, sebbene sia stato divertente vederla in versione “milf versus shark” in Killer Shark (2011). Comunque interpreta alla perfezione una ragazza con un patrigno orribile, ubriacone e manesco: dopo uno sganassone di troppo, la povera Sam cade dalle scale e finisce in coma, talmente irreversibile che i dottori staccano la spina ad una velocità incredibile. Chi mai potrà salvarla e riportarla in vita? Vediamo se indovinate…

Quale ragazzo non vorrebbe portarsi a casa una robotta-zombie del genere?

Quale ragazzo non vorrebbe portarsi a casa una robotta-zombie del genere?

Il piano di Paul è talmente lineare che è strano non vada in porto: un ritardo nell’esecuzione fa nascere l’interrogativo: Samantha tornerà “normale”? Perché invece, se tutto fosse andato secondo i tempi, avere nel cervello il chip di BB sarebbe stato normale…
L’entità Sam si ritrova amalgama di due personalità diverse: quella del robot BB che deve vendicarsi di chi l’ha trattato male, e quella di Samantha, che ha gli stessi scopi anche se diversi obiettivi: comincia la vendetta.

Ora ti insegno un gioco con la palla...

Ora ti insegno un gioco con la palla…

It was you who was silly, thinking you could wash off blood, and you can’t! You can wash and you can wash, and there’s always some left.

Puoi lavare e rilavare quanto ti pare ma il sangue non scompare mai completamente.
Questa citazione riesco ad apprezzarla solo oggi, a 25 anni di distanza dalla prima volta che l’ho sentita. Sono battute del film in bianco e nero che sta vedendo la vecchiaccia Elvira Parker prima di essere giustamente maciullata da BB – che le lancia una palla in pieno stile E.T. (1982) – battute tratte dal mitico Il giglio nero (The Bad Seed, 1956): la prima storia a trattare apertamente il tema dell’infanzia crudele, dei bambini infami e assassini alla faccia della naturale innocenza. Sam-BB è una bambina alla scoperta del mondo: una bambina crudele pronta a uccidere senza remore.

Ma quanto si sta divertendo la Swanson a fare la robotta assassina?

Ma quanto si sta divertendo la Swanson a fare la robotta assassina?

Dovevi essere morta è anche un film pieno di sogni terribili, in sequenze che non sfigurerebbero in un episodio di Nightmare, ma ciò che colpisce è l’incredibile velocità con cui cambia registro: inizia come una commedia per famiglie poi si trasforma in un horror quando meno te lo aspetti.
Ma per capire appieno la potenza del film secondo me va spiegato, al pubblico di oggi, la potenza del protagonista maschile.

Matthew Labyorteaux, eterno ragazzo del computer

Matthew Labyorteaux, eterno ragazzo del computer

Divenuto una star già da bambino grazie alla serie La casa nella prateria, il californiano Matthew Labyorteaux non ha mai avuto una grande occasione al cinema, e con la svolta del Duemila è passato al doppiaggio dei videogiochi. (Settore che comunque fa girare molti più dollaroni!)
Negli anni Ottanta però l’attore è il simbolo assoluto del nerd in TV: dura solo una stagione, ma la sua serie I ragazzi del computer imperversa in Italia per anni. Labyorteaux era la prova che passare ore davanti al computer era cosa buona e giusta, e convinceva i nostri genitori che se invece di fare i compiti ticchettavamo sul Commodore64… era perché ci apprestavamo a diventare geni!
Ogni nuova tecnologia infiamma gli animi sia in bene che in male, e nella metà degli anni Ottanta l’idea innovativa e sorprendente del “personal computer” faceva impazzire tutti: con quella scatola di plastica potevi decidere i destini del mondo come in Wargames (1983), costruirti la donna ideale come ne La donna esplosiva (1985) oppure un uomo mutaforma come nella serie Automan (1983).

Una donna telecomandata: cosa c'è di più anni Ottanta?

Una donna telecomandata: cosa c’è di più anni Ottanta?

La grande idea di Dovevi essere morta è dunque di giocare una partita propria con le carte di altri: mentre negli altri film i geni informatici salvano il mondo e i robot sono carini e cucciolosi, qui i geni passano sopra a tutto e tutti per seguire i propri interessi personali e i robot sono crudeli e vendicativi. Anzi, a voler proprio dirla tutta la storia è anche un anticipazione del genere zombie romance che conoscerà maggior successo in tempi più recenti.

Quanto ho sofferto, in questo finale: mi mancherai, BB...

Quanto ho sofferto, in questo finale: mi mancherai, BB…

Insomma, Dovevi essere morta è un piccolo capolavoro dimenticato – soprattutto in Italia, dove è inedito in digitale e la VHS è roba da collezionisti – la cui unica vera sfortuna è stata di uscire troppo vicino a Nightmare e Il serpente e l’arcobaleno.

L.

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29 risposte a [Wes Craven Day] Dovevi essere morta (1986)

  1. Pingback: [Wes Craven Day] Dovevi essere morta (1986) | IPMP – Italian Pulp Movie Posters

  2. Cassidy ha detto:

    Le citazioni a questo film in Dylan Dog me le ricordo bene, questo film l’ho visto una volta sola.
    Anche perchè come dici tu è anche difficile da reperire, il tuo post (completissimo come sempre) è un ottimo omaggio al maestro Wes… Per altro mi hai fato pure venire voglia di rivedermi il film, non ricordavo ci fosse la Mamma della Banda fratelli dei Goonies 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Aggiungo che anche in “Dr. Creator” il giovane protagonista, promettente dottore, si gioca tutto per applicare una terapia illegale e non etica alla fidanzata caduta in coma – usando le cellule della moglie clonata di Peter O’Toole! – tanto per ribadire che “Dovevi essere morta” è davvero un film del suo tempo!

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  3. Mala Spina ha detto:

    ahah mi ricordo sia di “Dovevi essere morta” che di “DR. Creator”, a differenza tua io i film horror li guardavo di nascosto!
    Non ricordo un granchè di entrambe però quelo di Wes non mi pare che mi facesse troppa paura. Forse è proprio questo fatto di essere un ibrido tra film giovanilistico e horrore a non averlo fatto sfondare. Cioè, non è un film per teenager fino in fondo ma nemmeno un horror fin dall’inizio.
    DR. creator me lo ricordo un po’ noiosetto ma molto romantico.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo non ho mai avuto una mia stanza e la tv era al centro della casa: mi era impossibile vedere film di nascosto prima dell’avvento del videoregistratore, e già allora mi ero perso le “basi” dell’horror. Ho dovuto un po’ ricreare i fili in seguito.
      Sicuramente “Dovevi essere morta” è penalizzato dal fatto di iniziare come commedia alla “Corto circuito” per poi trasformarsi in uno zombie romance ante litteram. Dire che metteva paura è troppo, ma ogni scena era costruita così bene che era comunque un piacere vederlo. E poi Wes si è divertito con trovate talmente assurde da diventare quasi credibili 😛
      “Dr. Creator” l’ho rivisto per il mio saggio sulle ginoidi – la moglie in provetta di O’Toole è una donna artificiale nel vero senso della parola! – e dire che è romantico è poco: è una colata di melassa che inonda lo spettatore! La parte scientifica è davvero una comparsata inutile…

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  4. Mala Spina ha detto:

    Ho visto Dr. Creator da adolescente… ;_; sono giustificata!!

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  5. Alfonso ha detto:

    Questo qui non l’ho mai visto, ma la tua recensione mi ha convinto a recuperarlo. Sembra essere un altro cult del buon Wes!

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  6. Denis ha detto:

    A Kristy Swanson ha pesato anche il flop del film Buffy,(tra l’altro avevo 2 giochi di Buffy pagati 0,25 centesimi a testa e uno l’ho venduto a 10 euri che plus valenza),povera mamma Fratelli l’ultima mal di testa della sua vita.
    Bruce Joel Rubin ha scritto anche Allucinazione perversa a cui la saga di Silent Hill deve qualcosa,il 5 ha la trama simile.
    Mi ricordo di averlo visto,ma e scomparso da anni dalle reti in chiaro.
    In pratica il nerd valeva fare la bambola gonfiabile definitiva,Grande Wes che pennella sempre un’ambiguità di fondo nei suoi film.
    Sui robot di consiglia il bel film Eva(c’è ne sono due di colore giallo come BB)

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  7. babol81 ha detto:

    Friend è un libro stupendo e non smetterò mai di ringraziare Lucia per avermelo fatto conoscere. Purtroppo, dopo averlo letto un film come Dovevi essere morta perde molto del suo mordente e risulta quasi ridicolo, soprattutto nella caratterizzazione della “cadavera” semovente: ciò non toglie che, all’epoca, non avessi dormito per intere notti pensando alla palla da basket assassina o al colpo di scena finale, con quell’insinuante colonna sonora…!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La colonna sonora di Bernstein è eccezionale, deep anni 80, e voglio parlarne a parte nella mia rubrica domenicale dedicata alle soundtrack.
      Dopo aver letto il libro è difficile che un film convinca, ed essendo questo un mito della mia adolescenza… sono contento di non aver letto il romanzo 😛

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  8. Lisa Costa ha detto:

    Felice che Wes mi abbia portato nel tuo blog che (ahimè) non frequentavo. Il film non lo conoscevo e non l’ho mai visto, ma un bel po’ di curiosità me l’hai fatta crescere 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Benvenuta nella serie Z ^_^
      Scherzi a parte, il film di Craven è un cult della mia adolescenza, mentre incontrerai tanti altri filmacci che imperversano in questi ultimi anni: vedila come consigli su film che devi evitare 😀

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  9. loscalzo1979 ha detto:

    ricordo di averne visto un pò (più o meno la parte in cui perdiamo in pochi istanti sia BB che la protagonista e lo scellerato atto frankensteiniano commesso dal giovane) e mi colpì abbastanza

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Da quando lo trovai in videoteca nel ’90, questo film ha campeggiato nella mia collezione di VHS per anni! Credo di essere stato l’unico al mondo ad aver conosciuto Wes Craven PRIMA con questo film poi con gli altri più famosi 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Ecco, io invece lo conobbi quasi dall’inizio, “quasi” nel senso che il suo primo film da me visto fu Le colline hanno gli occhi (e da lì in poi seguì tutto il resto, compreso quel suo durissimo esordio che è stato L’ultima casa a sinistra). Forse anche per questo, quando toccò a Dovevi essere morta, mi sembrò di trovarmi davanti a un film certo guardabile e con buone trovate tipiche dello stile craveniano all’interno (come già dissi del resto sul blog di Lucia), ma – pur senza aver letto il libro, all’epoca – al di sotto delle sue reali possibilità orrorifiche: a proposito di queste mancate possibilità, un buon esempio è appunto la bella Kristy zombie ma non troppo, anzi troppo poco, anche prosteticamente parlando…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Certo che se paragonato a quei titoli è davvero inferiore, ma era un periodo così, di prodotti praticamente televisivi come “Chiller” dell’anno precedente. Spunto buono, bella regia, ma risultato così così…

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  10. Giuseppe ha detto:

    Sì, me lo ricordo “Chiller”. Che poi, a pensarci, Io scongelato senz’anima Miles Creighton sarebbe stato forse un personaggio più adatto per una miniserie televisiva, appunto: con maggiore spazio narrativo a disposizione, Craven avrebbe potuto sviluppare meglio lo spunto, creando una soprannaturale figura di gelido villain – non del tutto ritornato dall’aldilà – più carismatica e terrificante rispetto a quella del film, trattata in modo piuttosto frettoloso e poco approfondito (lasciando intravvedere solo una parte di quello che poteva essere davvero il suo potenziale malefico)…

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