Fuga dal pianeta delle scimmie (1971)

Fuga dal pianeta delle scimmie (4)Alla Twentieth Century Fox Film Corporation la riunione delle grandi menti è entrata nel vivo: i più grandi creativi della casa saltano sulle sedie agitando le braccia mentre i dirigenti si spulciano a vicenda. Il coro di «Uh Uh» sembra indicare che è arrivato quel momento dell’anno in cui tocca fare un altro film con le scimmie, quindi i dirigenti ordinano di far entrare i responsabili della Apjac Productions.
Entrano gli umani in catene e si gettano ai piedi dei macachi della Fox: «Pietà, un’altra minchiata piena di scimmie no: tutto ma non questo!»
La Fox li tranquillizza: «Tante scimmie, tanti costi: poche scimmie, pochi costi. Tanta trama, tanti costi: poca trama, pochi costi.» Con queste illuminate direttive nasce Escape from the Planet of the Apes.
Il film esordisce negli USA il 21 maggio 1971 ed arriva nei cinema italiani il 26 novembre successivo, con il titolo Fuga dal pianeta delle scimmie. La 20th Century Fox lo porta in DVD italiano il 12 maggio 2004, e in Blu-ray il 5 aprile 2006.

Noi della Fox diciamo: poche scimmie, ma buone!

Noi della Fox diciamo: poche scimmie, ma buone!

Alla regia la Fox si diverte a mettere Don Taylor, scelto solo perché si chiama come il personaggio di Charlton Heston nel primo film: non esistono altri motivi per affidare ad un regista che da vent’anni fa televisione un film per il grande schermo. Ah, be’, c’è anche il fatto che costa meno di un regista di successo…
Finora Taylor per il cinema ha girato Un esercito di 5 uomini con Italo Zingarelli: è davvero l’uomo giusto per un filmone sulle scimmie.
Segretamente si incontra notte tempo con Jerry Goldsmith e lo convince a tornare a comporre per il film: il celebre musicista, dopo l’imbarazzante musica del primo film, aveva giustamente lasciato il campo a Leonard Rosenman per il secondo. Taylor lo picchia finché non lo convince a scrivere per questo terzo film un tema alla Miss Marple: «Voglio Miss Marple contro le scimmie!»
Con il tema di Miss Marple rielaborato, inizia in pratica una fanta-commedia frizzante con le scimmie…

Siam tre piccoli scimmiottin...

Siam tre piccoli scimmiottin…

I nostri vecchi amici Zira (Kim Hunter) e Cornelius (Roddy McDowall) arrivano sulla Terra… ed è facile sentire le rotelle del folle Paul Dehn mentre scrive la sceneggiatura. Deve trovare un modo per prendere due personaggi che nel secondo film sono finiti in un buco di sceneggiatura e farli viaggiare nel tempo di duemila anni. Ah, praticamente la sceneggiatura si scrive da sola!
Mentre alla fine del secondo film Charlton Heston attiva il Suppostone e fa esplodere la Terra, non ci crederete ma Zira e Cornelius erano su un’astronave nello spazio. Come dite? Per entrambi i primi film le scimmie vivono in grotte ed hanno una tecnologia pari al Medioevo: come cacchio l’hanno costruita un’astronave? Be’, chiedetelo a quel pazzo di Paul Dehn…
Zira e Cornelius, dicevo, erano lì che volavano nel blu dipinto di blu, senza meta e senza motivo, quando hanno visto una luce bianca provenire dal cervello di Paul Dehn, e la potenza della sua follia creativa li ha portati indietro nel tempo. Cioè, più indietro.

Oè, guardia terrestre: tieni ssssigarèt?

Oè, guardia terrestre: tieni ssssigarèt?

Ricordo che la navicella di Heston nel primo film porta la data 3978, poi arriva Paul Dehn e dice «No, siamo nel 3955», e poi fa viaggiare tutti nel futuro 1973… perché il film è del ’71!
Mentre lo sceneggiatore è lì che gioca col pallottoliere, sulla solita location di Westward Beach a Malibu – ma stavolta senza ruderi della Statua della Libertà – atterra l’astronave delle scimmie, che genera stupore nelle geniali mente dei soldati americani.
Ora, se voi vedete atterrare un’astronave e scenderne delle scimmie vestite da astronauti, cosa pensate: che sono scimmie o sono astronauti? Penso che il fatto di aver guidato un’astronave li renda tecnicamente astronauti, invece l’esercito tratta i visitatori da scimmie.

Ne voglio due, di banane: perché una la mangio...

Ne voglio due, di banane: perché una la mangio…

Buttati in uno zoo e sfamati con arance, i geniali americani dovranno aspettare che Zira parli per subodorare che non si tratta di semplici scimmie. E qui si sente proprio la vena sulla fronte di Paul Dehn palpitare.
L’opinione pubblica impazzisce e Zira e Cornelius diventano star. Ah, è vero, c’è pure una terza scimmia nel gruppo ma muore subito in modo stupido, quindi è solo uno degli infiniti buchi di sceneggiatura partoriti dalle sinapsi malate di Paul Dehn.

Dalla fantascienza si passa per il legal drama

Dalla fantascienza si passa per il legal drama

Mentre il twist di Goldsmith scalda la notte e Zira passa da un happening all’altro, scoprendosi alcolizzata, la fenomenale intelligence statunitense si attiva: cosa ci nascondono le scimmie dallo spazio? Corriamo forse un pericolo? Forse il mondo verrà spazzato via dalla follia di Paul Dehn?
Esce fuori che tra duemila anni la Terra esploderà, e ci ha pure detto culo: visto come sta andando il mondo, magari ad avere altri duemila anni davanti!
Gli americani non sono di questo parere: malgrado il Presidente in persona (il bravo caratterista William Windom) non veda alcun pericolo e in realtà nessuno lo veda, solamente il dottor Otto Hasslein (Eric Braeden) risulta ossessionato dalle scimmie e cerchi in ogni modo di estirpare informazioni.

Noooooo! Un registratore segreto del 1971!

Noooooo! Un registratore segreto del 1971!

Tutta l’intera delirante sceneggiatura di Paul Dehn si basa su Hasslein che tortura le scimmie per sapere chi abbia distrutto la Terra… tra duemila anni! Ma che gli frega? No, lo deve sapere, e più ottiene risposte più tortura in cerca di non si sa cosa.
È Hasslein a partorire la ridicola idea che il cucciolo che Zira porta in grembo sarà il John Connor delle scimmie: le fomenterà alla ribellione e ridurrà in schiavitù gli esseri umani.
Sottolineo che questa idea delirante è totalmente sballata, perché le scimmie si evolveranno solo dopo che i furboni umani si sono massacrati a suon di bombe atomiche: solo dopo l’autodistruzione umana la Terra si trasformerà nel pianeta delle scimmie. Non c’è alcuna “ribellione”, nel plot dei primi due film.
Però nel frattempo Paul Dehn ha letto finalmente il romanzo di Pierre Boulle – come si può capire da alcune battute pronunciate dalle scimmie in questo film – non ha capito assolutamente il sottotesto ma gli è balzata agli occhi la parola “ribellione”. Il film si chiude con la promessa della rivolta delle scimmie…

Nein, nein! Io diko: scimmie kaput!

Nein, nein! Io diko: scimmie kaput!

Ci sono storie d’amore che non si possono contrastare, come per esempio quella degli americani con la paura delle rivolte: non credo che esista al mondo un popolo che riesca contemporaneamente ad inneggiare alla rivolta e a mettere in guardia dai suoi pericoli come agli americani.
Così, in mancanza di veri spunti e di una vera sceneggiatura, basta buttare nel calderone una rivolta degli schiavi e tutti sono contenti: da duemila anni la storia di Spartacus piace, perché cambiarla?
Così in questo “Miss Marple contro le scimmie” vediamo il folle burocrate americano con accento tedesco – ricordo che l’attore è originario di Kiel – che è ossessionato dalle scimmie per paura della loro rivolta: ammazza che tramona!

E a tutte le donne terrestri io dico: basta ceretta!

E a tutte le donne terrestri io dico: basta ceretta!

Fuga dal pianeta delle scimmie non è un sacco della spazzatura lasciato al sole come il secondo film, ma certo non si sforza più di tanto di essere un film dignitoso. Passa dalla commedia brillante alla spy story in un gorgo rutilante di sceneggiatura che solo Paul Dehn poteva scrivere, con la complicità del tema di Miss Marple scritto da Goldsmith, davvero al suo minimo storico.
È un film pieno di trovate ridicole ma che dà meno fastidio del precedente.

La scimmia è un piatto che va servito freddo: parola di Ricardo Montalban!

La scimmia è un piatto che va servito freddo: parola di Ricardo Montalban!

Una curiosità.
La dottoressa Branton, personaggio secondario che assiste le scimmie, è interpretata da Natalie Trundy… che nel film precedente faceva parte dei cinque Grandi Coglioni che dominavano l’altra faccia del pianeta delle scimmie!

L.

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13 risposte a Fuga dal pianeta delle scimmie (1971)

  1. Cassidy ha detto:

    Ma te sei matto, Miss Marple contro le scimmie dai! Sto ridendo come un cretino 😉
    Le premesse del viaggio di Zira e Cornelius sono senza senso, ma ho sempre apprezzato il cambio di fronte, abbiamo seguito un umano (due in effetti) precipitato su un pianeta di scimmie, qui succede il contrario, non è certo il migliore della saga, ma il mio amore per le scimmie me lo ha sempre fatto apprezzare, basta guardarlo come se fosse un episodio di “Ai confini della realtà” che poi è il luogo dove è stata scritta la sceneggiatura 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Pensa che tra le poche scene che ricordo vividamente dalla mia visione infantile, c’è proprio Zira che usa i cuboni per raggiungere la banana, e la battuta di Cornelius “Io parlo nei rari momenti in cui sta zitta mia moglie”. Quindi per un ragazzino sicuramente è più divertente questo episodio che il pippone del secondo. Cosa mi aspetterà nei prossimi episodi? ^_^

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  2. Denis ha detto:

    Ma veramente gli americani si credono uno specie di impero romano dove mangiare schifezze,vedere tv spazzatura e l’ossesione dei soldi la fanno da padrona,se guardi alcuni programmi alcuni si mettono il proprio autoritratto in ufficio,o devi pagare pure il consiglio di quartiere dove ti dicono come tenere casa tua.
    Povere scimmie

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  3. Mala Spina ha detto:

    decisamente i miei ricordi di bambina sono molto migliori della realtà… :’-0
    In effetti ricordo di essermi sempre chiesta che ci facessero in un’astronave spaziale.

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  4. loscalzo1979 ha detto:

    Praticamente un pessimo film spacciato per prequel alla saga ma senza esserlo e pessimo anche come sequel.
    Il peggiore di tutta la saga sinceramente senza girarci troppo intorno, con la versione più odiosa di Zira mai messa in scena, non che prima fosse Miss Simpatia eh

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Aspetto di vedere la pentalogia prima di nominare il peggiore, ma finora il secondo è imbattuto!!! 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Aspetta il quarto (che magari poi io, rivedendolo di nuovo, un piccolo punto glielo potrei ancora dare), dammi retta 😀 Quanto all’astronave… beh, gliene erano arrivate ben due da quelle parti: cosa facevano, le buttavano via? La prima l’hanno recuperata con le reti da pescatore (il fondale era basso, dai, facciamo che era molto basso ma non si capiva bene), per la seconda han chiamato il meccanico che, siccome loro erano primati di un certo livello, non si è fatto pagare un cazzo e VIA! Verso nuove avventure, a ritroso sulla vecchia rotta spaziotemporale del compianto Taylor! Come han fatto, dirai… Avranno letto le istruzioni, no? E, dai, mettiamoci nei loro panni: prospettandosi la possibilità di viaggiare nel tempo, dovevano essere tutti e tre particolarmente in scimmia 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Di sicuro era in scimmia lo sceneggiatore 😀

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