Kiss of the Damned (2012)

Kiss of the DamnedUna notte buia e tempestosa, la donna succhiosa incontrò il bel tenebroso e lo invitò a casa, per fare qualche cosa. L’idea era succosa, il pensiero morboso, e il bel tenebroso – dallo sguardo focoso e il volto cespuglioso – si fece trottolino amoroso.
Colla morsa tutta amorosa, morso sul collo tutto rosa, il bel tenebroso divenne anch’esso notturno succhioso.
Potete non crederci, ma questa è la trama del cialtronesco Kiss of the Damned.

Ogni videoteca ha la sua vampira

Ogni videoteca ha la sua vampira

La californiana Xan Cassavetes – figlia della mitica coppia John Cassavetes e Gena Rowlands, quindi raccomandata di lusso – è stanca di piccoli ruoli e ingaggi dietro la cinepresa: vuole “sfondare” con un film tutto suo e convince un gruppetto di piccole case a produrla. Le convince con l’incredibile freschezza ed originalità del suo soggetto, con la potente trovata di sceneggiatura per cui verrà ricordata in tutti i benzinai del mondo, un’idea che è così avanti… ma così avanti… che fa il giro e torna indietro.
Preparatevi all’ideona: una vampira che si innamora di un umano. Ahhhhh il mondo non è pronto, l’universo sta collassando, chiamate il dottor Chi. Chi? Il dottor Chi. Chi? Va be’, suona meglio in inglese…

Che titolo anni '70...

Che titolo anni ’70…

Con un coraggio ammirevole ‘sto filmaccio viene presentato in anteprima nel settembre 2012 al Festival del Cinema di Venezia: se avete sentito notizie di gente che si buttava nei canali, sappiate che lo facevano per non dover continuare la visione di Kiss of the Damned
Con ulteriore faccia tosta la regista lo fa girare per vari festival prima di presentarlo in patria, il 23 marzo 2013: solo in internet, però. Ovviamente i distributori italiani erano lì con la bava alla bocca in attesa di poter affondare i canini in questa porcata di film: la Midnight Factory lo porta con orgoglio in DVD italiano dal 1° ottobre 2015. Che culo, rischiavamo di perderci i vampiri succhiosi…

Seratina frizzantina... con filmone in bianco e nero!

Seratina frizzantina… con filmone in bianco e nero!

La protagonista – interpretata dalla parigina Joséphine de La Baume, molto simile alla nostra autrice dark Barbara Baraldi – si chiama Djuna… Come Django, la D è muta: lei invece purtroppo parla.

Vampiring in the rain!

Vampiring in the rain!

È una succhiosa, una vampira che passa le notti tra il bosco, dove si nutre di cerbiatti, e la videoteca dove affitta film. Se la Cassavetes fosse stata un genio, avrebbe mostrato Djuna prima a casa a vedere Bambi poi nel bosco a mangiarsi la mamma cerbiatta: allora sì che l’universo si sarebbe scosso ad applaudire.
Invece Djuna in videoteca incontra il bel tenebroso Paolo, interpretato dal prolifico attore Milo Ventimiglia: come si può capire dal nome, l’attore… è californiano come la regista!

Quel gran barba nera di Milo Ventimiglia

Quel gran barba nera di Milo Ventimiglia

Paolo passa la vita a farsi crescere la barba, fare facette da bel tenebroso, bazzicare bar e videoteche. Invece per lavoro scrive pessime sceneggiature per pessimi film: sarà un’autocitazione dell’autrice?
Come fanno tutti gli sceneggiatori al cinema, si ritira in una casa isolata per scrivere tranquillamente, e ubriacarsi e affittare i film è quasi una diretta conseguenza. Che ne sapete voi di come si scrive una sceneggiatura? Zittini, per favore.

Anche le custodie odorano di lei...

Anche le custodie odorano di lei…

La succhiosa e il bel tenebroso si incontrano e l’amore sboccia sì come film di Moccia, e lui è così innamorato che a nulla valgono gli sforzi di lei per tenerlo lontano: gli mostra pure uno dei vecchi film che lei ama, per distrarlo, ma ottiene l’esatto contrario. La barba di Paolo è tutta arricciata e sotto ogni riccio c’è un capriccio…
Quando lui si risveglia da una notte di travolgente e insana passione, lei gli dà il benvenuto nel suo mondo: ora è un succhioso pure lui!

Che bella presa per il... collo!

Che bella presa per il… collo!

Inizia una imbarazzante educazione vampira in cui Djuna spiega a Paolo come fare il succhioso – perché se non succhi godi solo a metà! – mentre vivono agiatamente nella villa della famiglia di Djuna.
Si scopre che tutte le donne di casa sono succhiose ma stanno cercando di controllarsi: si sa che il sangue più lo succhi su, più ti tira giù.
L’astinenza è dura mentre il sangue è forte. L’astinenza stanca, perché stanca avere qualcosa che ci manca (come cantava Lucio Dalla), e il richiamo succhione si fa intenso: quasi quanto la voglia di picchiare la Cassavetes.

Ho voglia di sangue... quello della sceneggiatrice!

Ho voglia di sangue… quello della sceneggiatrice!

Arriva la sorella di Djuna: Sartana! No, magari.
Si chiama Mimi ed è interpretata dalla marsigliese Roxane Mesquida: visto che cura nella scelta del casting? Protagonista francese, sorella francese: si vede che la regista ci tiene. Certo, una parigina e una marsigliese mi sa che non sono il massimo della compatibilità, però l’importante è che siano entrambe succhiose.
Però Mimi è scontrosa, oltre che succhiosa, ed è questa una cosa che rende Djuna furiosa, e si tien stretta il bel tenebroso come fosse suo sposo.

Anscianté! Sa, so' francese...

Anscianté! Sa, so’ francese…

Arriva pure un’altra succhiosa dal nome improbabile, Xenia – interpretata dall’attrice Anna Mouglalis, originaria di Nantes: la Cassavetes ha girato tutta la Francia per fare il casting! – e pure l’agente pipposo – un inutile cameo dell’ormai fallito Michael Rapaport.
C’è chi succhia le bisce e chi pippa le strisce, e c’è sempre lì Djuna che frigna. E il film va avanti… con la netta sensazione di star andando indietro!

Il bravo Michael Rapaport in un cameo inutilissimo

Il bravo Michael Rapaport in un cameo inutilissimo

I coniugi succhiosi vanno ad una festa sciccosa, piena di gente altezzosa con il labbro olezzoso (cioè con la puzza sotto il naso).
Si chiacchiera amabilmente dell’altalenante rapporto di simbiosi prodromica tra l’umanità ontologica e la sperequazione dell’antani come se fosse. Poi uno si alza e grida: «E ora si tromba!»
Purtroppo non lo dice ed è una grande occasione persa…
Forse la festa è una metafora e forse un momento di approfondimento: in realtà è l’ennesima caduta di stile di un film che dimostra quanto si possa cadere senza mai trovare un fondo che ci fermi, che dica «Mo’ bbasta!».

Si capisce che bevo sangue o è una metafora troppo sottile?

Si capisce che bevo sangue o è una metafora troppo sottile?

La totale ridicolaggine della sceneggiatura vorrebbe forse dirci che i vampiri possono rappresentare uno stile di vita alternativo? Che malgrado i gusti alimentari sono comunque paragonabili alla famiglia tradizionale, sebbene maciullino la sorella scontrosa per vivere in pace?
Non si sa cosa ci sia nella mente succhiosa della sceneggiatrice Cassavetes, ma qualsiasi sia il male che l’ha spinta a creare ‘sta minchiata… l’unico che può guarirla è il dottor Chi. Chi? Il dottor Chi. Chi? Ok smetto…

Qui finisce la storia amorosa
Della bella Djuna, vampira succhiosa,
E del torvo Paolo che fu suo sposo,
Dall’occhio vacuo e tenebroso.

E come tutte le più brutte cose,
La distribuzione italiana in DVD ce lo pose.

L.

P.S.
Ma insomma, chi è ‘sto dottor Chi? Chi? Il dottor Chi. Chi? Potrei continuare per sempre…

amazon– Ultimi post simili:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Vampiri e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Kiss of the Damned (2012)

  1. Denis ha detto:

    Maronna un film che parla di dipendenza con metofora del vampirismo(direbbero ai Festival),la Mesquida l’ho vista porcheggiare in Sheitan (i bifolchi ci sono anche in Francia),
    Pensa che ho visto il primo film di Adam Sandler (Going Overboard) doppiato male e c’era un’idolo della seria Z Billy Zaney ,mamma mia che porcheria degna del sito assieme a Boat Trip (famoso per la banana di Cuba)

    Piace a 1 persona

  2. Cassidy ha detto:

    Chi gioca in seconda base? Chi, Chi gioca in seconda base? Da fan del “Dottore Chi” apprezzo queste freddure 😉 Cassavetes non becca più una pista, nemmeno per scegliere il nome della sua raccomand… Ehm di sua figlia 😉 Xan? Xan cosa? Xanax? Xanadu?

    La D muta di Djuna, mi hai fatto rotolare, anche pensando ai cadaveric he galleggiano in laguna 😉 Cheers!

    Piace a 2 people

  3. loscalzo1979 ha detto:

    Visto la citazione nutiana, proponiamola benebene per intero:

    Piace a 1 persona

  4. Giuseppe ha detto:

    In campo vampirico, ha fatto decisamente di meglio (tipo Vampiri a Venezia e The Curse of Fenric, con i rispettivi Matt Smith e l’inedito -da noi- Sylvester McCoy) il Dottor Chi. Il Dottor Chi? Chi? Il Dottor Chi! Chi? (E via così, in un bel loop temporale perpetuo da TARDIS sabotato dal Maestro… il Maestro? Chi? No, non il Dottore! Il Maestro!… Il Maestro? Chi?) 😉

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.