BBS: Bonazze Bionde dallo Spazio

Space_BlondeZDa molto tempo i narratori uomini hanno un sogno ricorrente che non è mai stato raccolto in un vero sottogenere codificato: le aliene bionde assetate di procreazione!
È il momento di dedicare alcuni sabati ad approfondire gli “incontri ravvicinati del tipo biondo”, ed ecco un’introduzione al filone.
Questo testo lo trovate anche come bonus nel mio saggio digitale Gynoid. Duecento anni di donne artificiali. È un piccolo fuori tema ma in fondo spesso le aliene si presentano “a forma di donna” (gynoid) per ingannare i maschietti, quindi siamo sempre nelle vicinanze.

L’invasione delle bionde spaziali

Da sempre il gusto “maschile” della narrativa fantastica ha vestito di avvenenza femminile l’elemento alieno, giocando così su quell’elemento perturbante – la scoperta che qualcosa che consideriamo familiare è in realtà totalmente alieno – codificato alla perfezione da E.T.A. Hoffmann nel racconto “L’uomo della sabbia”: la sua inquietante Olympia (che nel mondo della danza diventerà Coppelia) è il simbolo per eccellenza del non-umano mascherato da donna. Una tradizione molto antica vede belle donne essere in realtà mostri, diavoli o esseri alieni (nel senso di “altri da noi”), ma nella metà del Novecento nasce un sotto-genere tutto particolare: quello delle Bonazze Bionde dallo Spazio.
Prima di presentare alcuni filmacci sull’argomento, il Zinefilo sente il bisogno di fare questa introduzione.

La panterona mora Nyah (Patricia Laffan)

La panterona mora Nyah (Patricia Laffan)

Nel 1954 sulla Terra sbarca la panterona Nyah, vestita di pelle e con un robot come schiavo: le servono uomini per riprodursi (la supremazia femminile sul suo pianeta natale ha reso impotenti i maschi della sua specie!), e non faticherà a trovarne. Si tratta del semi-serio film britannico Devil Girl from Mars di David MacDonald, la cui sceneggiatura James Eastwood trae dalla pièce teatrale che ha scritto insieme a John C. Mather.

Sarà mora, ma Nyah è una dominatrix spaziale di tutto rispetto

Sarà mora, ma Nyah è una dominatrix spaziale di tutto rispetto

Nel ruolo protagonista si muove a suo agio la 35enne Patricia Laffan, costretta in un aderente costume in PVC che le impediva le più basilari funzioni vitali. La Laffan è una morona alta e androgina, ma ci dà giusto l’avvio per ben altre donne dallo spazio pronte a conquistare i maschietti umani con le più classiche arti femminili.

amazing_science_fiction_stories_195901Il nostro viaggio inizia nel gennaio del 1959, quando sulla rivista “Amazing Science Fiction Stories” di Cele Goldsmith appare un sorprendente racconto deliziosissimo: The Blonde from Space del geniale Henry Slesar, nome molto noto tanto ai lettori di fantascienza che di giallo e di mystery. (Prezioso fu il suo aiuto in molte storie della serie televisiva “Alfred Hitchcock Presenta”.)
Bionde dallo spazio arriva in Italia in un’unica edizione, all’interno dell’antologia nostrana Il primo libro delle metamorfosi (Urania n. 482, 25 febbraio 1968), tradotto dalla celebre Maria Benedetta De Castiglione.
La prima missione umana su Marte ha un problema: i due astronauti hanno un’allucinazione, dicono di vedere una donna sul pianeta rosso… e poi tornano sulla Terra del tutto impazziti. Intanto esce fuori che da un lontano pianeta, chiamato Coltura, una razza aliena sta comunicando con noi e organizza una missione per incontrarci: al suo arrivo sulla Terra, l’alieno si scopre essere… una donna bellissima, che parla fluentemente l’inglese.
Mentre la bionda aliena gira per l’America, succede una cosa strana: un numero impressionante di persone – tutti uomini – finisce “rimorchiato” da belle biondone e impazzisce. Quando gli ospedali psichiatrici segnano il tutto esaurito, la questione si fa scottante.
Il primo libro delle metamorfosiQualcuno ha capito e comincia a parlare di “vampiri dallo spazio” mascherati da biondona sexy. Lascio la parola a Slesar:

La nave proveniente da Coltura non ha portato una bella bionda, dottore. Ha portato un mostro, un essere più terribile del più orribile rettile che abbia mai strisciato sulla Terra! Il bellissimo involucro che lo avvolgeva, era soltanto un travestimento, un manichino di carne e ossa che sarebbe stato ben accolto da noi. In realtà nascondeva una “cosa”. Una cosa che succhia la vita dalla mente umana, che si nutre dell’intelligenza umana, nello stesso modo in cui gli animali si nutrono della carne. È stata astuta… astuta davvero! Ha cercato di ottenere quanto voleva con l’astuzia del serpente. È giunta tra noi sotto forma di una bellissima desiderabile donna… e ha attratto gli uomini, proprio come fa il ragno con le mosche. Si gustava il suo pranzo, dottore: sapere, energia mentale, intelligenza… Chiamatelo come volete. Quando era sazia, gettava via la buccia. Ecco perché le corsie del vostro ospedale sono così piene, dottor Borenson. Bucce. Gli avanzi lasciati da quella “cosa” proveniente da Coltura…

Ma la razza aliena dove è andata a pescare i tratti somatici umani?

Aveva lunghi, fluenti capelli che scintillavano con riflessi d’oro puro; profondi, carezzevoli occhi viola, pieni di tenerezza e di compassione, una bocca dolorosamente bella, una carnagione così pura e un corpo così perfetto, che il semplice abito bianco non riusciva a nascondere minimamente la perfezione delle sue forme. Era bella, bella…

Ma soprattutto, come sa l’inglese?
La risposta risiede nella mente di uno dei due astronauti della prima missione marziana: la razza aliena ha sondato la sua mente e dentro vi ha trovato l’immagine della fidanzata dell’uomo, che è servita da stampino per tutte le altre “bionde dallo spazio”.

Si sa che Marte è pieno di bionde nude...

Si sa che Marte è pieno di bionde nude…

Quando il racconto di Slesar viene ristampato, nel 1965 sulla rivista “Great Science Fiction”, probabilmente viene letto da Curtis Harrington che ha un’idea geniale: perché non scopiazzare la storia e dirigere un film senza citare Slesar nei crediti? Nasce così nel 1966 Queen of Blood, il cui titolo alternativo è… Space Vampires.

Florence Marly nel ruolo della Regina Bionda di Marte!

Florence Marly nel ruolo della Regina Bionda di Marte!

Nel lontano futuro – il 1990! – una specie aliena si mette in contatto con i terrestri e organizza il primo incontro (esattamente come nel racconto di Slesar) e come spesso si fa tra amici, ci si mette d’accordo per incontrarci a metà strada: quindi ci si vede su Marte!
La nave aliena però frena male e si schianta sul pianeta rosso, ma per fortuna arriva in soccorso la nave terrestre: i solerti salvatori fra le macerie trovano però solamente una donna, bionda platinata. Inutile farsi domande, la impacchettano e la portano sulla Terra.

La bionda aliena Florence Marly e il giovane astronauta Dennis Hopper

La bionda aliena Florence Marly e il giovane astronauta Dennis Hopper

Durante il viaggio appare ben presto chiaro che la donna, indifferente ai cibi nostrani, ama nutrirsi di sangue: prima che la nave atterrerà sarà opportuno riuscire a disfarsi della pericolosa vampira spaziale, che si preoccuperà di lasciare dietro di sé abbastanza uova per future scorpacciate di plasma.

Bionda vs Bionda: Judi Meredith vs Florence Marly

Bionda vs Bionda: Judi Meredith vs Florence Marly

Le bionde spaziali di Slesar si limitavano a succhiare l’energia mentale dalle loro vittime, qui invece la donna protagonista è più fedele al canone vampiresco classico.

space-vampires-panther-1977-coverIl tema di entità “succhia-energie-umane” dallo spazio si fonde strettamente con l’espediente di mascherarsi con fattezze umane: difficilmente un terrestre si farebbe avvicinare da un mostrone schifiltoso. Quindi non stupisce che nel 1976 un grande appassionato di mystery e fantastico come Colin Wilson rielabori la vicenda con il romanzo The Space Vampires, giunto in Italia il 12 marzo 1978, come numero 744 di Urania, con il titolo I vampiri dello spazio (traduzione di Doris Cerea).

Ritroviamo il relitto spaziale con umanoidi a bordo, come nel film Queen of Blood, ma stavolta oltre alla bella donna gli astronauti umani si portano sulla Terra anche altri due corpi. All’apparenza tutti e tre gli alieni sembrano umani in tutto e per tutto, anche se in stasi comatosa, ma appena un curiosone si avvicina troppo esce fuori la loro vera natura: sono entità che si nutrono di energia vitale (la lifeforce che verrà usata nel titolo originale del film tratto dal romanzo), proprio come la bionda dallo spazio di Slesar. Il resto del romanzo di Wilson, però, si discosta dallo schema che ci interessa e parte per un viaggio lungo il vampirismo.

Space Vampires ITAIl celebre Dan O’Bannon prepara per il regista Tobe Hooper la versione cinematografica del romanzo di Wilson, prodotta nel 1985 dalla celebre Cannon di Menahem Golan e Yoram Globus, intitolata Lifeforce ma il cui copione originale è intitolato Space Vampires.
Siamo in piena mania di Cometa di Halley, il cui imminente passaggio è previsto per il 9 febbraio 1986, così O’Bannon fa trovare il relitto proprio sulla cometa, ma dei trenta corpi umanoidi di Wilson lascia appena i tre che saranno protagonisti della vicenda. Un altro elemento preso dal film Queen of Blood è il fatto che l’equipaggio comincia a morire durante il tragitto di ritorno sulla Terra.
A portare sul nostro pianeta la bella e prosperosa alienona ci penserà una seconda spedizione: non sarà bionda, ma l’attrice parigina Mathilda May incarna alla perfezione l’ideale di aliena fatalona pronta a nutrirsi dell’energia vitale dei maschietti umani incapaci di resisterle.

Mathilda May auto-censurata dal Zinefilo...

Mathilda May auto-censurata dal Zinefilo…

Sul finire del 2013 i Ringleader Studios di Beverly Hills acquistano i diritti del romanzo di Colin Wilson, e fanno girare voce di un loro possibile interessamento a crearne una serie televisiva dal titolo Lifeforce, un graphic novel e addirittura un videogame.
Questo interessamento, per ora solo a parole, dimostra che il tema affascina sempre la cultura popolare, e in attesa di scoprire se davvero assisteremo al ritorno delle Bonazze Bionde dallo Spazio, non rimane che dare un’occhiata ad una deriva del genere: una serie di film di cui parlerò nei prossimi sabati.

L.

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27 risposte a BBS: Bonazze Bionde dallo Spazio

  1. Cassidy ha detto:

    Complimenti per esserti passato in rassegna tutte ‘ste bonazze 😉 Di tutti questi film ho visto solo “Space Vampires” anche se da quanto ho capitolo era il titolo più in voga 😉 Ottimo pezzo, ora però dovrò rivedermi il film di Tobe Hooper per forza 😉 Cheers!

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  2. Denis ha detto:

    Ti segnalo la bellissima Nadia Cassini vestita? da regina aliena in Sogno Mostruosamente proibiti,il marito era Fantozzi!!1(altro che Pina)

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  3. Solarlord ha detto:

    Confesso che Devil Girl from Mars l’ho visto solo per la presenza di Patricia Laffan nelle vesti (e che vesti!) di Nyah. 😀 Queen of Blood lo devo recuperare, mentre i Vampiri dello Spazio (Lifeforce) lo rivedo sempre volentieri: epico il finale!

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  4. Giuseppe ha detto:

    Si può dire che il tuo post (nel quale ho trovato una bella tripletta di film a me noti) abbia vampirizzato la mia attenzione fin dal titolo 😉 Se poi mi metti pure come primissima immagine nientemeno che quella di Helena Mattsson, è un po’ come se mi spingessi anche a recuperare e leggere le recensioni dell’intera saga di Species (sì, lo so che non poteva assolutamente sfuggirti), no? 😉

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  11. benez256 ha detto:

    Chiedo venia pèer il colpevople ritardo con il quale vengo a conoscenza di questa rubrica. Ma è fantastica!!! Cosa aspetti a dedicarne una anche alle MM Milf More???

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  14. Conte Gracula ha detto:

    Direi che tira più un pelo di, che un fanta-motore ad antimateria che piega lo spazio e il tempo!
    Sarò un po’ maligno, ma mi chiedo quanti creatori di queste storie abbiano avuto brutte esperienze con fidanzate sgradevoli 😛

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