[WIP] The Big Bird Cage (1972)

Big Bird CageLa New World Pictures di Roger Corman non sembra avere intenzione di andarsene dalle Filippine, e dopo i due film girati al volo – Big Doll House e Women in Cages – è il momento di sfornare un terzo WIP fresco fresco: a luglio del 1972 esce The Big Bird Cage, scritto e diretto ancora dal Jack Hill del primo film.
Chi ha visto Spider Baby (1967) sa che Hill è un genio malato, che usa spazzatura per creare piccoli capolavori, ma soprattutto è il regista che regalerà due ruoli della vita – Coffy (1973) e Foxy Brown (1974) – all’attrice che lui stesso ha lanciato: Pam Grier.

Quando ti trovi nelle Filippine... e che fai, non lo giri un WIP?

Quando ti trovi nelle Filippine… e che fai, non lo giri un WIP?

La prosperosa attrice nel frattempo ha fatto due film: uno di blackspoitation e uno di fantascemenza.
È stata criminale Mona (un nome che già fa partire l’acquolina alla bocca) nel coattissimo I diamanti sono pericolosi (Cool Breeze, 1972) liberamente tratto dal celebre romanzo Giungla d’asfalto di W.R. Burnett, ed è stata Ayesa la Donna Pantera (mai accostamento fu più riuscito) nel filmaccio Il crepuscolo della scienza (The Twilight People, 1972), plagiato da L’isola del Dottor Moreau di H.G. Wells.
Insomma, dove c’è un filmaccio con un ruolo da bomba sexy… c’è Pam Grier!

Pam Grier che mostra il meglio di sé...

Pam Grier che mostra il meglio di sé…

Proprio come nel primo film, la storia si apre con Pam Grier che canta utilizzando la voce meno nera mai sentita: ti aspetti una big mama dalla voce strappamutande, invece non vedi l’ora che chiuda quella bocca!
Si sta esibendo in un localino alla moda di una non meglio identificata città filippina, quando entra l’altezzosa Terry (Anitra Ford) accompagnata da un asiatico mingherlino. Ma niente è come sembra.
Il localino è in realtà una bisca clandestina per ricconi e Pam Grier non è una cantante – com’era facilmente intuibile – bensì la capa di una banda di ladri, che smesso di suonare iniziano a derubare tutti gli ospiti.
Uno di ladri – dall’incredibile nome Django (Sid Haig) – ne approfitta per rapire l’altezzosa Terry.

La smorfiosa Anitra Ford

La smorfiosa Anitra Ford

La fuga è di quelle un po’ diverse da come siamo abituati dai film moderni: dura tipo 30 secondi e vanno tutti a 60 all’ora. Se fossero fuggiti in bicicletta sarebbe stata una scena molto più adrenalinica…
Scambiata per una complice, Terry viene ingabbiata in un campo di lavoro filippino gestito dal bieco Pancho Pancia (interpretato dal pingue caratterista Vic Diaz): in realtà il suo nome pare sia Rocco ma mi rifiuto di chiamarlo così…
Il direttore Zappa (Andres Centenera) parla come un demente ed è espressivo proprio come una zappa: più che bieco sembra di sbieco…

La guardia gay e il direttore nazi-scemo

La guardia gay e il direttore nazi-scemo

Intanto Django è riuscito a tornare al campo dei rivoluzionari delle colline, più simili alla versione parodica del Bananas di Woody Allen, ma non è certo ben accolto dalla capa Blossom (Pam Grier). Qui l’attrice regala agli spettatori una scena movimentata in cui indossa solo una larga blusa senza reggiseno, e diciamo che basta questo a dare valore all’intero film!

Ricordate: non esistono reggiseni in carcere!

Ricordate: non esistono reggiseni in carcere!

Mentre la sballonzolante Pam finisce nel fango – come nel primo film – nella prigione-hotel Anita Ford sfoggia un’acconciatura perfetta, una vestaglietta delicata e svolazzante e infine cammina come Belen farfalluta. Quando poi va a lavoro, sfoggia dei pantaloncini jeans molto ben curati… Diciamo che questo film non punta molto sulla credibilità.
È però vero che all’epoca Anitra Ford era una modella-attrice-stellina in piena ascesa e non è che potesse mostrarsi abbrutita dalla galera: nel ’75 girava voce avesse assicurato le gambe per una cifra enormissima, quindi in ogni fotogramma è in posa plastica perché si sappia che è magra da far schifo.

Detenuta modello Belen

Detenuta modello Belen

Il campo di lavoro ha al suo interno un big bird cage: una grande struttura a cui tutte le detenute lavorano con gran fatica e spesso lasciandoci la pelle. In realtà sembra un grande frantoio: chissà che l’olio filippino sia migliore di quello taroccato di marca italiana?
Tra mille chiacchiere, secondini gay e detenute mascoline, il film sembra più un freak show che un WIP. Solo quando l’altezzosa e ben vestita Terry cercherà di fuggire arriverà l’elemento forte del genere: la tortura. La donna infatti pagherà la sua tentata evasione venendo appesa per i capelli! Dieci secondi di scena, e fine torture.

Questa sì che è... ricrescita!

Questa sì che è… ricrescita!

Per fortuna a metà film arriva Pam Grier nel campo di lavoro, e ora sì che le cose cominciano a migliorare.

– Ehi, nigga!
– It’s Miss Nigga for you!

Appena entrata Pam comincia a prendere a calci le detenute finché non si assicura la leadership, ma la speranza che ora diventi davvero un WIP – un prison movie in cui le detenute si fanno le peggio cose – è veloce a crollare.

Pam Grier mette in chiaro chi è che comanda

Pam Grier mette in chiaro chi è che comanda

In attesa che Django arrivi dalle colline e liberi le prigioniere distruggendo il campo, il film procede stancamente ammiccando fino a perdere l’occhio senza mai mostrare – né a suggerire – un bel nulla. Ci sono giusto un paio di incidenti al grande mulino che dà il titolo al film, robbetta per accontentare chi credeva di assistere a un film violento.
The Big Bird Cage è solo il fantasma dei film precedenti, girato giusto per sfruttare il “tema caldo” e per mostrare la stellina Anitra Ford che fa le boccucce a favore di camera. Non dispiace risulti inedito in Italia…

Immagine pubblicitaria con le protagoniste principali

Immagine pubblicitaria con le protagoniste principali

L.

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15 risposte a [WIP] The Big Bird Cage (1972)

  1. Ivano Sato ha detto:

    Grande Lucius!!! Anche a me quell’immagine del post mi ha trascinato a Sanremo. Bellissima la tecnica di extension nature! Viva viva WIP!!!

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  2. Cassidy ha detto:

    Big Bird Cage era il titolo che stavo aspettando 😉 Hai ragione procede stancamente nella seconda metà, ed è pieno di situazioni sopra le righe, il tuo paragone con il film di Woody Allen ci sta tutto 😉 Però è mitico, Pam Grier si mangia lo schermo, però hai ragione, meglio se non canta 😉 Per altro che mito è Sid Haig? Veramente un icona 😉 Cheers!

    Piace a 1 persona

  3. Denis ha detto:

    Anitra e quella che a dato il nome al diisiscrotante per wc?
    Pam Grier me l’ha ricordo in Jackie Brown e Fuga da Los Angeles e due episodi di Miami Vice.
    Di Belen ho visto proprio il filmetto “leggero leggero” in cui c’era in azione la “farfallina” da li si evince che si e rifatta le zinne.

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  4. Giuseppe ha detto:

    Effettivamente la scena della tortura è, come dire… un po’ tirata per i capelli, ecco! 😉 E quanto all’immagine pubblicitaria, potrebbe far parte di una pubblicità progresso a favore della certezza della pena detentiva, con l’aggiunta di una semplice didascalia: “Siamo qui per rieducarti… se non resterai ai domiciliari” 😉

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