Link (1986)

LinkIl tempo non ha giocato a favore di un film nato già claudicante come Link, prodotto dalla mitica Cannon.
Il film viene presentato in anteprima nel gennaio 1986 al francese Avoriaz Fantastic Film Festival, ed esce in patria il 19 settembre successivo. Arriva sugli schermi italiani il 7 giugno 1990 ma ci resta pochissimo; nel marzo del 1991 è già in VHS Warner e il 2 luglio 1992 passa per la prima volta in TV, in prima serata su Italia1.
Esiste una versione DVD del 15 luglio 2010 prodotta dalla buon’anima Stormovie.

Il mitico logo Cannon... e qui scatta la lacrimuccia...

Il mitico logo Cannon… e qui scatta la lacrimuccia…

La regia (non memorabile) è affidata all’australiano Richard Franklin che si sta ancora riprendendo dall’aver diretto Psycho II (1983) ed è ormai pronto per la carriera televisiva.
Gli sceneggiatori sono gente di passaggio, ma tra gli autori del soggetto troviamo Lee David Zlotoff, autore di serie come MacGyver e Murphy’s Law.

Con locandine del genere, pensi subito a un capolavoro!

Con locandine del genere, pensi subito a un capolavoro!

I gggiovani non sanno che a cavallo tra anni Ottanta e Novanta le videocassette che prendevi in videoteca iniziavano con dei trailer: in un’epoca pre-internet, eri costantemente informato sulle uscite delle varie case ogni volta che affittavi un loro film. (Conservo ancora il lungo trailer di Kickboxer quando la Fox lo presentò in home video, chiamando il protagonista “Van Dem”!)
Grazie a questi trailer, nel 1990 (circa) scoprii l’esistenza del film Link. In pochi secondi un sapiente montaggio mi intrigò a dovere: scene movimentate in soggettiva, spari di fucile e qualcosa per cui all’epoca (ma anche oggi) impazzivo. Cioè l’assedio in casa.
Affittai di corsa il film… e la delusione fu cocente…

Momento sympathy, che fa capire la poca serietà del tutto.

Momento sympathy, che fa capire la poca serietà del tutto.

Il professor Stephen J. Phillip (un “giovane” Terence Stamp) sta compiendo al London College of Sciences, ma anche a casa propria, esperimenti vaghi sul comportamento delle scimmie. Per vari motivi casuali assume Jane Chase (la mitica Elisabeth Shue, all’epoca attrice di grido ma non proprio una star) e le affida il compito di badare alla casa nei boschi inglesi.
Come dite? Una Jane tra le scimmie? Sarà un gioco di nomi voluti?

Elisabeth Shue: 'na regazzina!

Elisabeth Shue: ‘na regazzina!

In questa casa-laboratorio isolata nel nulla, Jane si ritrova ostaggio della perfida scimmia chiamata Link, che – senza alcun motivo apparente – uccide chiunque con rara maestria e con geniale malvagità. Pare che il professor Phillip voglia venderla (e forse ucciderla) e quindi la scimmia si prende la sua vendetta assicurandosi che nessuno possa disturbarla nel suo ritiro nei boschi.
Jane si ritrova prigioniera di una casa che non conosce mentre Link è padrone del territorio.

Mi sa che il professore l'ha fatta grossa...

Mi sa che il professore l’ha fatta grossa…

Quando 25 anni fa vidi questo film, avevo la bava alla bocca: era esattamente il tipo di trama che mi faceva (e fa) impazzire. Eppure la pochezza della sceneggiatura, l’aridità dell’esecuzione ed alcune scelte di regia discutibili e dilettantesche – tipo il rallentatore “a scatti”, che fa subito filmino della recita scolastica! – mi delusero profondamente.

L'unisca scena "d'azione" del film

L’unisca scena “d’azione” del film

La tensione non monta mai perché la dabbenaggine della protagonista smorza sempre tutto, e una regia inadatta non aiuta di certo. Neanche per un momento mi sentii in ansia per Jane, e la sensazione generale era che il film non decollava mai, fino a raggiungere un finale inguardabile.
Purtroppo a distanza di anni non ho cambiato opinione…

Sono Bruce Link, e porto l'inferno con me!

Sono Bruce Link, e porto l’inferno con me!

Malgrado sia forse l’unico film a citare la violenza scimmiesca in natura – grazie alla terribile scoperta del ’79 di Jane Goodall che il cinema continua a ignorare – appena si esce dal campus universitario la trama crolla: i personaggi cominciano a vagare senza meta e senza un perché, finendo regolarmente tra le braccia assassine di Link.
È davvero un peccato perché il film ha le potenzialità per essere un gioiellino, avendo trovato il modo di mascherare la grande scarsezza di budget con la trovata di ambientare il 90% della storia in una casa sperduta nei boschi. Sarebbe bastata una sceneggiatura più attenta e una regia almeno di livello medio per avere un filmone, invece rimane solo il rimpianto per un’occasione mancata.

E' proprio il momento di un sigaro, di quelli buoni

E’ proprio il momento di un sigaro, di quelli buoni

Ah, dimenticavo: il film vanta una delle peggiori colonne sonore della storia del cinema, costituita da sgradevoli note mandate a caso a volume troppo alto. Tutta la parte in cui il professor Phillip espone le sue (inutili) teorie è funestata da questo rumore fastidiosissimo: mi rifiuto di credere ai crediti, che dicono sia firmata da Jerry Goldsmith

L.

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13 risposte a Link (1986)

  1. Cassidy ha detto:

    Vero il film è poca cosa in tutti i reparti, ma ti voglio bene lo stesso perché mi hai tirato fuori questo titolo che per me è un Cult 😉 Da fanantico di Monkey-Movies come lì chiamo io “Link” è un titolo imperdibile, quindi ti ringrazio per avermi fatto iniziare bene la giornata 😉 Cheers!

    Piace a 1 persona

  2. Denis ha detto:

    Abbiamo scoperto che in realtà il Link di Zelda invece di essere un’elfo è una scimmia!!
    Povera Elisabet Shue tra ritorni al fututo,Nicholas Cage e l’uomo invisibile non ha mai sfondato veramente.
    Ti segnalo questi film Big bad wolves e Blue ruin

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  3. Giuseppe ha detto:

    Ecco, se Franklin avesse creduto di più a quello che stava girando, allora avrei potuto crederci anch’io… Invece così non mi è proprio salita la scimmia (per rimanere in tema) in nessun modo.
    P.S. Forse, pur conoscendo la Goodall, si ritiene che un potenziale filone cannibal monkey non tiri più di tanto…

    Piace a 1 persona

  4. Giuseppe ha detto:

    Ah, senza dubbio 😉

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  5. loscalzo1979 ha detto:

    Manco sapevo dell’esistenza di una cosa simile °_°

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  6. Fra X ha detto:

    Chissà perché all’ epoca si era un pò fissati con le scimmie in casa! Vedi il curioso “Max amore mio” che sono incuriosito a guardare, ma ho anche un pò paura e “Monky shines – esperimento nel terrore”! Non avevo fatto caso che pure questo era Cannon! E da noi uscito ben dopo come “I dominatori dell’ universo” e “Superman IV”!
    Ma perché fino agli anni 90 le ragazze nei film e nelle pubblicità erano acqua e sapone mentre ora le vediamo patinate? Boh! Ci si è stupiti perché Meghan, la neo moglie di Henry non si presenta iper truccata per nascondere le lentigini! Ma prima era la normalità! Boh!

    Mi piace

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