Monkey Shines (1988) Esperimento nel terrore

Monkey ShinesPare che George A. Romero abbia azzeccato un paio di film zombie, ma il suo capolavoro rimane Monkey Shines: e basta!
Anni prima di vedere il mio primo morto vivente, ero follemente innamorato dei film “minori” di registi famosi, stanati in videoteca (quando questi esercizi non erano ancora funestati dalla peste chiamata “Blockbuster”): dopo Dovevi essere morta (1986), figlio minore di Wes Craven, ecco il film di Romero che non viene mai citato.
Rivisto oggi, a distanza di 25 anni dalla prima volta, lo trovo ancora un capolavoro inarrivabile e inarrivato: senza se e senza ma!

Il mitico logo della Orion Pictures, presenza fissa di un'intera generazione!

Il mitico logo della Orion Pictures, presenza fissa di un’intera generazione!

La notizia ufficiale è che Romero abbia sceneggiato personalmente il film partendo dal romanzo omonimo del 1983 di Michael Stewart (disponibile su Kindle), ma io che sono ignorante e vado a controllare tutto… scopro una chicca. (Cioè, per me è una chicca: magari a voi non frega niente!)
Dal Public Catalog of Copyrights scopro che nel 1985 lo stesso Stewart scrive una sceneggiatura tratta dal proprio romanzo e la vende alla Charles Evans Productions. Qualcosa deve andare storto, perché nel 1987 la sceneggiatura viene riscritta da Romero e registrata, sempre per la stessa casa, nel mese di giugno: già il luglio successivo iniziano le riprese per la mitica Orion Pictures (con Charles Evans co-produttore).
La domanda sorge spontanea: che differenza c’è tra la prima sceneggiatura di Stewart e quella finale di Romero? Possibile che l’autore del romanzo non sia stato in grado di scrivere una storia per lo schermo? Non lo sapremo mai…

Non sembra proprio una scimmietta dolce...

Non sembra proprio una scimmietta dolce…

Malgrado l’IMDb non lo sappia, il film è presentato in anteprima assoluta in Italia, il 18 luglio 1988, durante la settimana di anteprime americane del Festival di Taormina. Proprio qui la co-protagonista Kate McNeil ha rivelato che, malgrado la scritta in apertura del film ci informi che non è stato fatto male ad alcuna scimmia, per evitare problemi sul set ad una delle scimmie usate per le riprese sarebbero stati rimossi i denti! Boh, mi sembra un po’ esagerato…
Esordito negli USA il 29 luglio 1988, arriva sugli schermi italiani il 26 ottobre successivo con l’aggiunta del sottotitolo Esperimento nel terrore.
Uscito in VHS nel 1989 – quando lo affittai in videoteca e lo vidi un milione e mezzo di volte! – il film esce in DVD Cecchi Gori il 22 gennaio 2004, mentre la Pulp Video l’ha presentato in DVD e Blu-ray l’8 settembre 2015.

Risponde la segreteria scimmiesca: parlate dopo il segnale "UH"

Risponde la segreteria scimmiesca: parlate dopo il segnale “UH”

La trama non dovrei neanche scriverla, perché dovete aver visto questo capolavoro almeno una volta nella vita, ma è Natale e sono buono…
Allan Mann (Jason Beghe, attore dalla sterminata filmografia ma mai titanico come in questo ruolo, da quasi esordiente) è uno sportivo, un maratoneta, che studia legge ed ama una moglie che non brilla certo per fedeltà. Andando a correre, una mattina, un incidente lo lascia paralizzato dal collo in giù.

Non va bene la vita, per un maratoneta paralitico

Non va bene la vita, per un maratoneta paralitico

La moglie scompare, la vita crolla e l’unico amico che gli resta è Geoffrey (interpretato dal caratterista John Pankow, volto notissimo dell’epoca), scienziato che sta studiando qualcosa in grado di cambiare il mondo. I suoi esperimenti sull’intelligenza dei primati sono molto promettenti ma il suo perfido superiore Burbage (Stephen Root) gli sta col fiato sul collo: non vuole grandi sogni, ma solide realtà!
Il ragionamento di Geoffrey è matematico: deve nascondere la scimmia su cui sta puntando tutta la sua teoria scientifica, e quale modo migliore se non spacciarla come aiuto in casa per l’amico paralitico?

La scienza deve piegare la moralità...

La scienza deve piegare la moralità…

Grazie all’aiuto dell’addestratrice Melanie Parker (Kate McNeil), la simpaticissima scimmia cappuccina Ella (Boo) diventa una perfetta badante per il povero Allan, rendendogli anche meno gravi le giornate con forti dosi di pet therapy.
Succede però qualcosa nelle notti agitate di Allan: è come se la sua mente si fondesse con quella di Ella mentre la scimmietta corre nel buio… a vedere gente e fare cose…
Strani incidenti – tipo la morte del dottore che ha ridotto Allan paralitico – fanno pensare che l’odio dell’uomo si concretizzi mediante l’operato della scimmia.

Uniti nell'odio

Uniti nell’odio

Come ogni esperimento rivoluzionario al cinema, si esagera sempre e la situazione degenera. Lo scienziato Geoffrey dà troppo liquido “cervelloso” ad Ella che in pratica diventa una psicopatica.
Con una scena degna di entrare nella Storia del Cinema, Allan affronta la scimmia che in realtà è l’essere che più ama: un paralitico e una scimmietta in una lotta senza esclusione di colpi. L’epilogo sarà molto più duro di quanto pensiate.

E' ora della punturina...

E’ ora della punturina…

Ogni fotogramma è stampato nella mia mente e quindi forse non sono oggettivo quando dico che è tutto perfetto e immortale. Mi risulta davvero inspiegabile che un attore bravo come Jason Beghe, che ha sulle spalle quasi 120 minuti di film senza poter mai muovere un solo muscolo, sia in pratica sconosciuto se non per comparsate televisive.
Alcune soluzioni poi sono da lacrimuccia. Perché spendere pacchi di dollari in inutili e didascaliche scene della casa del dottore che prende fuoco? Basta lo schermo nero, una scintilla, una fiammella che sale e delle urla in sottofondo: a costo zero Romero ha regalato oro agli spettatori!

A mio modesto parere, una delle immagini più potenti del cinema horror!

A mio modesto parere, una delle immagini più potenti del cinema horror!

Ripeto, probabilmente non sono oggettivo ma Monkey Shines è sia una stupenda storia – con la simbiosi uomo-animale che scava negli istinti più primordiali – che un film meraviglioso, ingiustamente dimenticato per colpa degli zombie di Romero
Questo Natale, mentre digerite il cenone e il pranzone, sedetevi sul divano e gustatevi del vero cinema come non se ne fa più: e tanti auguri!

L.

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11 risposte a Monkey Shines (1988) Esperimento nel terrore

  1. Cassidy ha detto:

    Da fanatico dei Monkey-Movies non potevi farmi un regalo di Natale migliore 😀 La frase iniziale del pezzo può riassumere tutta la carriera di Zio Romero 😉 Sono perfettamente d’accordo con te, amo questo film, e a mio avviso Romero ha sfornato i suoi migliori tra i titoli che nessuno cita mai, questo, “Martin” o “I Cavalieri” per dirne tre a caso. “Monkey Shines” è un capolavoro di tensione, di soluzioni suggerite e non sbattute in faccia allo spettatore, questo si che è un gran regalo di Natale! 😉 Cheers!
    P.S. Ora voglio anche io la segreteria scimmiesca 😉 Auguri!

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  2. claudionizi ha detto:

    Filmone che ho visto al cinema quando facevo la prima media, grazie al papà di un mio compagno di classe che ci portó tutti e due…all’epoca non avevo gli strumenti per capire quanto fosse ben fatto, ma il finale dolce-amaro, anzi dolce-amarissimo lo trovai sconvolgente anche all’epoca! Grazie papà dell’amichetto, grazie Romeo e grazie lucius!

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Grazie del ricordo, ti invidio tantissimo che l’hai visto al cinema!
      Io all’epoca non avevo idea di chi fosse Romero, ma sentivo a pelle che il film era fatto bene, oltre ad avere una bella trama. So che è da vecchi dirlo, ma… non ne fanno più film così 😀

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  3. Giuseppe ha detto:

    Monkey Shines è tutto quello che Link non è stato nemmeno di striscio, e cioè un horror scimmiesco di gran classe (io già lo conoscevo Romero, per cui avevo riposto bene le mie speranze) 😉

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  4. loscalzo1979 ha detto:

    Il finale tuttora mi sconvolge: quando lo vidi la prima volta nelle notti horror di Italia1 mi cacai addosso assai

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