[WIP] Girls in Prison (1956)

Girls_In_Prison IMPViaggiamo fino ai primi vagiti del genere WIP (Women In Prison), quando la neonata Golden State Productions, pronta a chiudere i battenti tre anni dopo, invade il mercato di piccoli film di genere con donnine protagoniste.
Tutti film, curiosamente, che la casa affida ad un unico sceneggiatore: Lou Rusoff, che mica è Babbo Natale e non è che può essere ispirato per dieci film di seguito, ognuno di genere diverso!
Con la regia del newyorkese Edward L. Cahn, professionista di lunga data, nel luglio del 1956 esce il piccolo film Girls in Prison, di cui non si conosce alcuna distribuzione italiana.

Girls in Prison ACon un abito bianco dalla gonna sfronzolante, entra in galera (e in scena) Anne Carson, interpretata dalla 27enne Joan Taylor, nata nel genere western ma passata anche alla fantascienza: lo stesso luglio 1956 esce il futuro film di culto di cui è co-protagonista, La Terra contro i dischi volanti (1956).

Sguardo altero e vestitino perfettino: così si va in galera!

Sguardo altero e vestitino perfettino: così si va in galera!

Appena entrata nell’ufficio della direttrice Jamieson (Jane Darwell), viene squadrata da capo a piedi dal reverendo Fulton, interpretato da un Richard Denning a fine carriera cinematografica e anche lui famoso di fresco per un film fantastico: Il mostro della laguna nera (1954).
Il reverendo guarda Anne in modo davvero poco religioso, con due occhi alla Uccelli di rovo, ma magari è solo curioso…

Il reverendo dallo sguardo che mette incinta!

Il reverendo dallo sguardo che mette incinta!

Anne Carson è condannata a cinque anni per rapina a mano armata ai danni di una banca, ma la donna si è sempre professata innocente. Ovviamente la direttrice si fa un baffo delle sue affermazioni e la manda nella sua nuova cella: una cella con altre tre detenute.
Sfoggiando un completino precisino, con tanto di calzini bianchi che fa tanto Grease, Anne entra in cella e conosce le sue nuove “amiche”: la “capa” Jenny (Adele Jergens, attrice degli anni Quaranta al capolinea), la melliflua Melanee (Helen Gilbert, al suo ultimo film) e la schizzata Dorothy (Phyllis Coates, che l’anno successivo sarà co-protagonista de La strage di Frankenstein).

Una prigione alla brillantina!

Una prigione alla brillantina!

Lo sviluppo è abbastanza lineare: mentre il buon reverendo dagli occhi molliconi tenta di salvare Anne da una sentenza che crede ingiusta, intanto all’esterno il perfido Paul Anderson (Lance Fuller) è convinto della colpevolezza della donna e raggiunge il di lei padre, Pop (Raymond Hatton), perché vuole sapere dove Anne ha nascosto il malloppo.
Paul è in combutta con Jenny, con cui comunica mediante pizzini infilati ovunque, così che anche in cella Anne sia pressata e le venga continuamente chiesto dove abbia nascosto soldi che, continua a ripetere, lei non ha mai avuto.
Intrighi di qua, intrighi di là (cosa accadrà, cosa accadrà?) e tutto per rubare tempo a scene di soprusi che dovrebbero esserci… ma non ci sono.

E ora il perfido rito della... messa in piega!

E ora il perfido rito della… messa in piega!

Siamo negli anni Cinquanta e già bastano questi ingredienti per assicurare un film esplosivo e “dai forti contenuti”. La violenza fisica è assente, e quella psicologica è un po’ leggerina, ma è da segnalare un elemento che tornerà ancora nei film successivi.
Il catfight, il “combattimento tra gatte”, è presenza fissa del genere WIP ma non è mai serio: è sempre una scaramuccia scolastica, mai un vero combattimento, e per stemperare la cosa le protagoniste vengono sempre fatte cadere in una pozzanghera. Sempre!
In questo film le detenute lavorano nei campi, e quindi si è scelta una location davvero buffa: un campo da arare… con una grande pozzanghera al centro! Appena comincia la scena, già sappiamo che due litiganti finiranno lì dentro…

Cambiano i film e le mode, ma il catfight nel fango c'è sempre!

Cambiano i film e le mode, ma il catfight nel fango c’è sempre!

A tre quarti di ogni WIP c’è l’evasione dal carcere: qui però abbiamo esili donzelle che passano il tempo a sistemarsi i capelli, come le trasformiamo in maghe dell’evasione? Idea geniale: arriva un terremoto che apre tutte le porte del carcere! Applausi con una mano sola!
Fingendosi “toste” e con una pistoletta più piccola di una scacciacani le protagoniste fuggono per andare a girare la scena madre a casa del padre di Anne. (Capito? Scena “madre”, dal “padre”…)
Qui finisce in pernacchia un film che non è che avesse molti numeri già in partenza.

Rassegna delle detenute e delle loro acconciature

Rassegna delle detenute e delle loro acconciature

I “primi” sono sempre “ultimi”, chi inventa uno stile ci farà sempre una brutta figura se confrontato con chi quello stile lo ha sviluppato e reso famoso. Visto oggi – ma anche nei libertini anni Settanta – questo film è davvero poca cosa: suggerisce situazioni scabrose senza poterle far vedere e quindi è solo noioso.
Ma negli anni Cinquanta il genere WIP non esisteva e quindi mostrare donne in galera era ancora un qualcosa di nuovo e “scottante”: la sensazione è che sia bastato “suggerire” quello che poteva essere, per sconvolgere gli spettatori.
Questo trucchetto ovviamente oggi non funziona, ma quel che sto dicendo è che Girls in Prison andrebbe giudicato con il criterio dell’epoca, quindi… “roba forte”!

L.

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5 risposte a [WIP] Girls in Prison (1956)

  1. Cassidy ha detto:

    Archeologia del WIP oggi 😉 Fino alla trovata del terremoto andava (quasi) tutto bene, grazie pe la chicca, stai facendo un lavorone con questo bellissimo cliclo 😉 Cheers!

    Piace a 1 persona

  2. Giuseppe ha detto:

    Effettivamente, vista l’epoca e i nomi coinvolti, mi aspettavo un WIP con ragni MOLTO grossi in cella e come secondino il mutante di Metaluna, tanto per cominciare… Poi, naturalmente, che nella pozzanghera ci fosse proprio il mostro della laguna nera e il terremoto finale fosse provocato dagli Uomini Talpa (o almeno un bel Rhedosaurus, dai) 😉

    Piace a 1 persona

  3. Pingback: [WIP] Women’s Prison (1955) | Il Zinefilo

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