[WIP] Black Mama, White Mama (1973)

Donne in cateneblack_mama_white_mamaJoseph Viola e Jonathan Demme sono lì che piangono, mentre la gente ancora tira loro addosso pomodori e frutta marcia dopo aver visto l’assurdo The Hot Box. I due si chiedono dove abbiano sbagliato: avevano quattro donne occidentali rapite in un paese asiatico: come si fa a sbagliare? Eppure hanno sbagliato.
Arriva lo sconosciuto H.R. Christian (che magari è uno pseudonimo), riprende il soggetto di Viola e Demme e crea qualcosa di molto più intrigante: non è chiaro se il soggetto sia lo stesso di The Hot Box o Viola e Demme abbiano scritto qualcos’altro.
Il 19 gennaio 1973 esce negli USA un film storico, Black Mama, White Mama, che giunge sugli schermi italiani il 17 ottobre 1974 con il titolo Donne in catene. Non esiste traccia di una distribuzione in home video, ma per fortuna il film viene portato in DVD da 30 Holding il 20 aprile 2014.

black_mama_white_mama fotobustaUna scopiazzata del celebre El Condor Pasa dei Los Indios Tabajaras apre il film e ci fa capire che siamo nelle Filippine. Come dite? Quel celebre duo, che negli anni Settanta spaccava in tutto il mondo, era brasiliano? Non è il caso di puntualizzare, per gli americani il mondo si divide in due: America e Non-America…

Serate "fumose" in galera

Serate “fumose” in galera

Le detenute arrivano al penitenziario ed una che inciampa viene soccorsa dalla caritatevole Laia Daniels (in originale Lee): questo vuol dire Pam Grier, per la quarta volta in un WIP, stavolta sarà buona. (Anche se lo sappiamo tutti che lei è sempre “buona”!)

Ci vuole poco a farsi amica la direttrice...

Ci vuole poco a farsi amica la direttrice…

La più pepata delle nuove arrivate è Karin Brent, chiamata “rivoluzionaria” da una secondina: è interpretata da quella Margaret Markov di The Hox Box che farà poco nella sua carriera ma che farà in tempo a rincontrare Pam Grier interpretando Bodicia ne La rivolta delle gladiatrici (1974) di Joe D’Amato.

Matte risate sotto la doccia

Matte risate sotto la doccia

I primi giorni in carcere sono duri, tra scherzoni sotto la doccia – mentre la secondina Densmore (Lynn Borden) si rifà gli occhi – e catfight tra le spighe. Ovviamente si combatte mezze nude, e la nera sfoggia gli slip neri mentre la bianca slip bianchi…

Black Mama, Black Slip, White Mama, White Slip...

Black Mama, Black Slip, White Mama, White Slip…

Proprio come The Hot Box, la detenzione dura pochissimo e subito c’è la fuga per i campi filippini, ma non si sta più citando il Bananas di Woody Allen: stavolta si rende seria la trovata umoristica di Prendi i soldi e scappa (1969).
L’evasa Karen e l’evasa Laia si ritrovano incatenate insieme, iniziando a fuggire per villaggi e città inventandosi mille modi per mascherare la catena che unisce i loro polsi.

Pam Grier, Black Mama per eccellenza

Pam Grier, Black Mama per eccellenza

Intanto il potente narcotraficcante Vic Cheng – interpretato da quel Vic Diaz che faceva il secondino gay in The Big Bird Cage (1972) – sguinzaglia i suoi sgherri per acciuffare Laia, perché ha paura che la donna parli e riveli particolari della sua attività criminale.
Anche il capitano Cruz (Eddie Garcia) vuole acciufare la donna, proprio per farla testimoniare contro Cheng, e per far questo chiede aiuto ad un criminale locale: Ruben, interpretato da quel Sid Haig già visto in Big Doll House (1971) e The Big Bird Cage (1972).

Quel grande elegantone di Sid Haig

Quel grande elegantone di Sid Haig

Purtroppo la parte peggiore del film è l’inseguimento delle due evase, e quel che è peggio è che è praticamente TUTTO il film!

Margaret Markov, White Mama un po' raffazzonata

Margaret Markov, White Mama un po’ raffazzonata

Uno dei momenti topici del film è quando, inseguite dai cani dei poliziotti, Karen e Laia trovano un cagnolino e, per sviare l’olfatto dei segugi inseguitori, Karen ha un’idea: si sfila gli slip e li mette addosso al cagnolino, che fugge via portandosi dietro l’odore dell’evasa. Cagnolino fortunato!
Quando poi gli inseguitori recuperano lo slip, uno di loro capisce subito che è quello di Karen. Al che un suo compagno fa la domanda delle domande: «L’hai capito dall’odore o dal colore?» Vi prego, date l’Oscar alla sceneggiatura!

Il mio naso non mi inganna: queste sono le mutande della Markov!

Il mio naso non mi inganna: queste sono le mutande della Markov!

Donne in catene è un film raffazzonato tipico di quest’epoca, con tettine filippine al vento, pingui cattivi, baffoni spioventi, trame eteree e figuranti ridicoli. Pam Grier e Margaret Markov danno un bello spettacolo di sé ma non è che possono fare miracoli: sono protagoniste di una bojata e mostrare le curve non migliora il film.
Accontentiamoci delle loro cosce sempre in vista e speriamo in futuri migliori WIP.

L.

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7 risposte a [WIP] Black Mama, White Mama (1973)

  1. Cassidy ha detto:

    Pam Grier è sempre buonissima 😉 Margaret Markov me la ricordo proprio per il film di Joe D’Amato da te citato (con rima), la scena del cane e delle mutandina me la ricordo, ecco, non proprio la scena equivalente con quadrupedi di “Nick mano fredda” ma la battuta è clamorosa 😉 Cheers!

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