Python (2000) Spirali di paura

PythonNon si può dire che Anaconda (1997) della Columbia sia un successo, però evidentemente la 20th Fox decide che vuole pure lei un filmaccio con serpentone, così si rivolge ai migliori… E per “migliori” intendo i peggiori: la UFO (Unified Film Organization), piccola casa nata da poco ma che in futuro ci darà soddisfazioni zinefile come Shark Hunter (2001), Lake Placid 2 (2007) e Lake Placid 4 (2012), giusto per citare qualche titolo.
Affidata la sceneggiatura a tre passanti – Chris Neal (non si sa chi sia), Gary Hershberger (attore che non ha mai scritto nulla) e Paul Bogh (idem) – ecco Python.

Arriva un carico pieno pieno di... serpentone!

Arriva un carico pieno pieno di… serpentone!

Presentato in anteprima in Australia il 9 agosto 2000, ed uscito in patria americana il 16 gennaio 2001, il film viene trasmesso da Italia1 il 7 marzo 2003 con il titolo Python. Spirali di paura, poi la Eagle Pictures lo presenta in DVD dal 14 febbraio 2005.
Non è esattamente un titolo di serie Z bensì un onesto B-movie, cialtrone quanto basta ma senza esagerare. Vanta qualche bravo attore caratterista e degli effetti speciali addirittura vagamente accettabili (per l’epoca), quindi non ha proprio i requisiti per far parte del mondo fognario di serie Z, ma lo presento perché lo considero un importante anello evolutivo.
È infatti un film che si riallaccia alle storiche pellicole con mostroni ma presenta un certo tipo di messa in scena, disinvolta se non proprio dozzinale: non ci si prova nemmeno a fare un film che possa mettere paura, si sta solo giocando con un serpentone. E questo sarà il leitmotiv del grande cinema di serie Z.

Quest'anno le sciarpe vanno di moda serpentate!

Quest’anno le sciarpe vanno di moda serpentate!

Ruby è la classica ridente cittadina della provincia americana che ogni autore horror adora smantellare. È abitata da giovani di belle fattezze e belle speranze che passano il tempo a pugnalarsi alle spalle, a sparlare l’un dell’altro e a fare scampagnate nei boschi come se non avessero mai visto un film horror in vita loro. Quando incontrano un serpentone che se li pappa d’un sol boccone, viene da dirsi: eh, ragazzi, ve la siete proprio cercata!
Ma parliamo di Lisa. Chi è che non conosce Lisa?, si chiedono gli abitanti di Ruby. Lisa la conoscono tutti ed è noto che aveva una vita “irregolare” e che le piacevano i serpentoni… Insomma, chi è che non conosce quella zoccola di Lisa? Quando la ritrovano scuoiata, un kebab sanguinolente di carne frolla, nessuno si stupisce più di tanto: in fondo se l’è cercata, no?
La morale è sempre quella: a forza di cercarsela, alla fine si trova chi ci sbudella.

Le fiere forze dell'ordine cittadine

Le fiere forze dell’ordine cittadine

Per fortuna il paesino può contare su un fenomenale corpo di polizia pieno di abili detective. Ecco il dialogo pregnante dei fieri tutori dell’ordine davanti all’ennesimo corpo sanguinolente trovato per strada: «Io non so che pensare.» «Neach’io so cosa pensare.» «Avete mai visto niente di simile prima d’ora?» «No, mai.» «Neanche io, mai.» «Avete idea di cosa possa essere?» «No, nessuna idea.» «Nemmeno io, nessuna idea.»
Me lo immagino lo sceneggiatore alla sua scrivania, davanti allo schermo del PC in piena fase creativa. «L’ho già detto che non hanno idea? Mmmm ma sì, abbondiamo, che poi dicono che sono uno scrittore tirato.»

Il mistero è ovviamente un non-mistero, visto che lo sappiamo sin dalla prima sequenza che un gigantesco pitone incazzato è caduto da un aereo sopra la città, un serpentone talmente grande che non lo vede nessuno, talmente titanico che si infila in ogni pertugio senza alcun problema. Fregandosene dei bioritmi medi di un serpente vero, questo comincia a mangiare a raffica, a sgargarozzarsi i soliti ragazzi dementi che devono morire per primi nei film horror, ed è giusto che muoiano perché (come il Vincenzo della celebre canzone italiana) sono troppo stupidi per vivere.

Quando c'è un film ridicolmente stupido, tranquilli che esce fuori Robert Englund

Quando c’è un film ridicolmente stupido, tranquilli che esce fuori Robert Englund

Ma da dove arriva questo pitone-one-one? Ce lo spiega il subdolo erpetologo Anton Rudolph (interpretato dal celebre Robert Englund): arriva dal sud-est asiatico ed è il frutto di un segretissimo e pericolosissimo esperimento biologico. Degli scienziati senza scrupoli, infatti, sfidando ogni regola divina e ogni accuratezza biologica hanno tentato qualcosa che fa accapponare la pelle: hanno messo dei baffi a Casper Van Dien!
Ebbene sì, il racconto dell’erpetologo trova un attento ascoltatore nell’agente Parker, interpretato dal Signore incontrastato del cinema di serie Z: Casper Van Dien, qui con un insopportabile paio di baffi molto più micidiali del pitone protagonista.

Casper Van Dien coi baffi sì che è un'immagine horror!

Casper Van Dien coi baffi sì che è un’immagine horror!

Mentre l’agente Parker organizza un corpo di addestratissimi militari per cacciare il serpentone – uomini rotti ad ogni esperienza, armati fino ai denti e addestrati ad ogni tipo di uccisione: il serpente ci impiegherà ben tre secondi ad ucciderli tutti, con la sola imposizione della lingua – intanto i ragazzi di Ruby (paese in cui l’età media è di 18 anni) capiscono che forse c’è qualche problema: le maleolenti carogne spolpate agli angoli delle strade sono un indizio che non può più essere ignorato.

Fermo, serpentone, o ti shampoo a morte!

Fermo, serpentone, o ti shampoo a morte!

Purtroppo questi ragazzi non sono super-addestrati e ben equipaggiati come gli uomini di Parker, così non muoiono in tre secondi come loro: una ragazza aggredita sotto la doccia – il pitone voleva citare Psycho? – si difende lanciando al serpente una pericolosissima paperella di gomma: è una reazione naturale in chiunque sia aggredito da un pitone di cento metri. Però si salva la pelle, al contrario dei militari che sparano al mostro e invece muoiono come mosche.

Due simboli dei filmacci di serie Z

Due simboli dei filmacci di serie Z

Non mancano siparietti volutamente frizzanti se non proprio comici (al contrario delle scene “serie”, comiche però senza volerlo, tipo il mostro che tira lo sciacquone), come quello in cui un sensale cerca di vendere una casa all’esuberante e popputa Francesca Garibaldi, interpretata dall’incontenibile Jenny McCarthy che ha fatto della sua innegabile avvenenza un elemento di forte autoironia. Sarà un piacere per il pitone spolpare la maggiorata!

Oh Oh, mi è sembrato di vedere un serpentone!

Oh Oh, mi è sembrato di vedere un serpentone!

Con tutto questo, lo sottolineo ancora, Spirali di paura NON è un filmaccio: a tratti ha addirittura una fotografia e il serpente sembra quasi un serpente. Siamo lontani dall’orgogliosa spazzatura fumante di molti altri film che verranno…

L.

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13 risposte a Python (2000) Spirali di paura

  1. Cassidy ha detto:

    Concordo sul tuo discorso sull’utilizzo dei mostroni nei film di serie Z. Certo che se in cartellone sfoggi il Robert Englund di oggi e il Casper Van Dien di…. Sempre 😉 Non puoi fare davvero molto. Il dialogo tra poliziotti mi ha fatto morire dal ridere 😉 Chissà cosa avrebbe detto Hitchock di questo omaggio… Cheers!

    Piace a 1 persona

  2. Denis ha detto:

    Ruby la città preferita di un noto politico….
    Il serpentone gigante c’era come boss nel primo mitico Resident Evil(rifatto nel bellissimo a livello tecnico Resident Evil Rebirth per lo sfortuato Gamecube).
    Ma cosa ha fatto di male Casper(un fantasmino) per affrontare blatte,invertebrati e altre schifezze genetiche?

    Piace a 1 persona

  3. Giuseppe ha detto:

    A dire il vero, io l’ho sempre evitato pensando che fosse uno Z-movie a tutti gli effetti. Invece sono riusciti a serpeggiare con una certa classe, vedo 😉
    P.S.
    Breve dedica a Parker/Van Dien da parte del pitone:
    Sai Parker io ti ammazzerò
    non mi vuoi lasciar vivere
    Sai Parker io ti ammazzerò perché
    qua sono io a decidere! 😀
    Idem, ma a Rudolph/Englund nella penultima immagine:
    Ehi Rudolph sono tutto tuo
    di Parker no, non mi frega più
    Oh Rudolph sii buono almeno
    almeno tu
    Ti devo tanto come serpe
    son figlio dei progetti tuoi
    Oh Rudolph, fa di me quello che vuoi! 😀 😀

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