Il figlio di King Kong (1933)

Song of Kong aCome ho detto riferendomi a King Kong, il 7 marzo del 1933 gli esterrefatti spettatori di New York assistono ad un gorilla gigante che, sullo schermo, porta il panico in città: inizia un successo inarrestabile che durerà decenni.

UIiiiii! Pronti per nuovi scimmioni!

UIiiiii! Pronti per nuovi scimmioni!

Song of Kong bigPerò il ferro va battuto finché è caldo, e mentre i distributori iniziano un lungo lavoro di proiezioni, rimontaggi ed edizioni alternative che dureranno fino agli Cinquanta, la troupe non può rimanersene ferma. Subito dopo la proiezione di Los Angeles, il 24 marzo, si va tutti a girare l’immancabile sequel, ma stavolta si vola basso e la RKO mette a disposizione solo i 200 mila dollari canonici delle sue produzioni standard, non certo i 600 mila di King Kong!
Merian C. Cooper, unico grande organizzatore del primo film, ormai ha sfondato e non si sporca più le mani: ormai figura come produttore ed assurgea figura divina. Prende il meno tracotante Ernest B. Schoedsack e gli dice: «Tu dirigerai con fatica»; prende sua moglie Ruth Rose e le dice: «Tu sceneggierai con dolore». Dal 31 marzo al 22 agosto si gira il film che poi uscirà a dicembre in sala: The Son of Kong.

Ma sì, è andata bene: facciamone un altro...

Ma sì, è andata bene: facciamone un altro…

Nel primo film erano tutti allibiti davanti all’innovativa tecnica del geniale Willis O’Brien da lasciargli molta libertà: ora invece Cooper è il Re di Kong e cominciano a dannare l’anima al tecnico su come animare il modellino di Kong, reso “giovane” per sembrare suo figlio. Senza avere il minimo riguardo per l’uomo che gli ha permesso di avere successo – perché senza la geniale invenzione di O’Brien, lo stop-motion che ha cambiato il cinema per i decenni successivi – il film non avrebbe mai avuto quella risonanza, e forse non sarebbe mai uscito visto che costava troppo prima che O’Brien fornisse il sistema economico per girarlo in studio.
Fatto sta che l’animatore non sopporta più i “consigli” che riveve e molla tutto: il figlio di Kong è dunque animato da Buzz Gibson. O’Brien tenterà di farsi togliere dai crediti ma senza successo, perché il suo nome è ormai sinonimo di qualità e svetta più grande di tutti!

Mossa di Kong: uattaaaa!!

Mossa di Kong: uattaaaa!!

Con una velocità incredibile, che denota probabilmente grande interesse da parte del pubblico, il film arriva al Cine Rex di Torino il 30 agosto 1933 – ben quattro mesi prima dell’uscita americana, del 22 dicembre – con il titolo Il figlio di King Kong. Magari il nostro Paese ha fatto da “beta test” per vedere le reazioni del pubblico…
Non esistono sue tracce in VHS ma il 3 febbraio 1981 inizia la sua carriera televisiva: il 19 novembre 2008 appare in DVD per Enjoy Movies.

Mi sa che in questo sequel è tutto più piccolo...

Mi sa che in questo sequel è tutto più piccolo…

Povero Carl Denham (Robert Armstrong), tutta New York lo tampina perché vuole essere risarcita degli ingenti danni creati dal suo scimmione, “l’ottava meraviglia del mondo”. Lui si nega e scaccia tutti, ma si scioglie di fronte alla vicina di casa, giornalista del “Telegraph” che vuole lo scoop più caldo del momento.

La guerra in Europa ci ha solo sfiorato: ma King Kong ha distrutto quasi tutta la città.

La giornalista può stare tranquilla: di lì a pochi anni un’altra guerra mondiale europea toccherà a fondo il suo Paese…
Per sfuggire alle decine di denunce per danni e vari mandati di arresto, Denham decide di raggiungere il suo amico capitano Englehorn (Frank Reicher) e andarsene per mare: gli Stati Uniti sono ormai troppo stretti per lui.

Girato mezzo mondo, i due si fermano a Dakang, a un migliaio di chilometri dall’Isola del Teschio dove tempo prima avevano catturato Kong.
Qui per svagarsi passano una serata in un circo sgangherato, con scimmiette musiciste…

Le pulci di King Kong!

Le pulci di King Kong!

… e una cantantina un po’ così: Hilda (Helen Mack).

La Lady Gaga di Sakang!

La Lady Gaga di Sakang!

Suo padre, proprietario del circo da due soldi, dopo lo spettacolo si ubriaca con il losco Helstrom (John Marston): una lite trai due finisce finisce con un incendio che distrugge il tendone e uccide il prorietario.
In cerca pure lui di un cambio d’aria, Helstrom si rivolge a Denham e in cambio di un passaggio gli rivelerà dove sono sepolte le grandi ricchezze dell’Isola del Teschio. Con la cantanina Hilda come clandestina, la nave di Denham torna dunque sull’isola dove tutto è iniziato.

Un fuciletto è ottimo contro mostroni giganti...

Un fuciletto è ottimo contro mostroni giganti…

Va bene che i soldi sono pochi, ma dei 66 minuti del film perderne 45 in chiacchiere tra i personaggi mi sembra un pochino esagerato: ma quando arriva il figlio di Kong?
Arrivati finalmente sull’isola, Denham e Hilda – in pratica gli unici protagonisti dell’ultima parte del film – incontrano Konghetto, il figlio dello scimmione: il pelo bianco e le ridotte proporzioni ci fanno capire la sua “ingantilità” rispetto al mostro del primo film. Le sue boccacce e smorfie buffonesche danno il la a tutta questa parte di film: non si parla più di un enorme scimmione assassino, bensì di un normale gorilla grandino protagonista di siparietti spesso poco seri… ma molto imbarazzanti.

Che volete di più da me?

Che volete di più da me?

A parte un orso e un dinosauro, non si vede altra fauna sull’isola, e Denham trova il grande tesoro dell’isola nel momento esatto in cui un’inondazione ditrugge l’isola e tutte le sue bestiacce, Konghetto compreso.

Ma ce siete venuti da New York a porta' jella?

Ma ce siete venuti da New York a porta’ jella?

La pochezza della trama di questo secondo film è devastante, si sente forte l’assenza di Cooper: puntare tutto su una decina di minuti di sequenze in stop-motion è ben misera cosa, se si pensa al lavoro di “saccheggio” del precedente film, pieno di location rubate ma di grande impatto.
Il figlio di King Kong è una grande delusione, e non stupisce che peril momento il filone “scimmionesco” si interrompa… ma solo per il momento!

L.

amazon

– Ultimi post simili:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Scimmie e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Il figlio di King Kong (1933)

  1. Cassidy ha detto:

    «Tu sceneggerai con dolore» mi ha fatto cadere dalla sedia dal ridere 😉 Non sapevo che avessero usato i Torinesi come Beta-test, mi immagino una selva di “Bòja fauss!” durante la proiezione 😀 Anche io lo ricordo come un “Aspettando Kongò” fin troppo dialogato, ho un debole per i film del filone “Il figlio di [NOME-DI-PERSONAGGIO-FAMOSO]” ma questo mi è sempre sembrata una commercialata. Spero che il filone scimmie non resti in pausa troppo tempo 😉 Cheers!

    Piace a 2 people

  2. Giuseppe ha detto:

    Probabile che a Schoedsack e signora Cooper il modesto avesse sottolineato anche che “Non avrete altro Produttore all’infuori di me”, “Non nominate il nome del Produttore invano” ed altre cosette del genere 😉
    Frettoloso sequel, molto dialogato e molto poco memorabile, in effetti (o, meglio, proprio per risparmiare sugli effetti)…
    P.S. Il Kong sulla cover del dvd lassù somiglia assai al “cattivo” Gaira di Ishirō Honda… Anzi, direi che E’ proprio lui 😉

    Piace a 1 persona

  3. Pingback: Il trionfo di King Kong (1962) E noi a Godzilla lo menamo! | Il Zinefilo

  4. Pingback: Il re dell’Africa (1949) Vi presento Joe Young | Il Zinefilo

  5. Fra X ha detto:

    Infatti non se lo ricorda nessuno o quasi! XD Se la gioca con il 2 del film del 76! XD

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.