Allan Quatermain e le miniere di re Salomone (1985)

Allan QuatermainPer festeggiare i 30 anni dell’uscita in Italia, il 7 marzo 1986, del film Allan Quatermain e le miniere di re Salomone (1985) interpretato da Richard Chamberlain, ecco un blogtour per ricordare lo sfortunato titolo Cannon.

  • Fumetti Etruschi ci parla di due tentativi (falliti) di far rinascere il personaggio di Allan Quatermain a fumetti.
  • Gli Archivi di Uruk presenta alcune traduzioni italiane del romanzo originale di H. Rider Haggard
  • Italian Pulp Movie Posters presenta la locandina italiana apparsa sui giornali dell’epoca.
  • Beati Lotofagi presenta una delle sue mitiche gallerie di poster e copertine.


Estate 1984. Menahem Golan sta abbattendo a capocciate ogni parete degli edifici della sua mitica casa di produzione Cannon, distrutto dall’umiliazione. Dopo l’enorme successo mondiale de I predatori dell’arca perduta (1981) il genere adventure è tornato di gran moda e Golan vuole sfruttare la nuova vacca grassa.
Prelevato il caratterista John Rhys-Davies dal set del film di Indiana Jones, lo infila nella produzione che sarà la risposta Cannon al film di Spielberg: Sahara con la super modella Brooke Shields, tormentone erotico sin da Laguna blu (1980). Impossibile sbagliare.
Golan scrive il soggetto del film e per la sceneggiatura si affida al consueto James R. Silke, che ha iniziato scattando fotografie sul set de Il mucchio selvaggio ed è finito a scrivere film ninja per la Cannon.

Menahem Golan... ha naso per i film!

Menahem Golan… ha naso per i film!

Il film Sahara è uno di quei flop che fanno tremare la terra: costato 25 milioni di dollari… per puzza ne ha guadagnato uno, contando anche le copie pirata vendute agli angoli delle strade. Finito di frustare Silke, Golan non vuole mollare: a maggio è uscito il secondo Indiana Jones e a giugno All’inseguimento della pietra verde, non è possibile sbagliare con un film adventure.
Quatermain Poster ENGTorna a rapire John Rhys-Davies dal set di Spielberg e affianca Gene Quintano a Silke. «Dobbiamo battere Spielberg sul suo territorio, dobbiamo usare la sua forza contro di lui: questo mi ha insegnato quel film appena uscito nei cinema: Karate Kid!»
Quintano e Silke si inchinano davanti a Maestro Golan ed ascoltano in religioso silenzio. «George Lucas e Philip Kaufman hanno attinto alla narrativa d’avventura britannica di fine Ottocento, quindi è là che dobbiamo andare anche noi: Indiana Jones è semplicemente una versione moderna di Allan Quatermain, il personaggio letterario che nel 1985 festeggia i cento anni, quindi noi andremo alla radice!»
Silke alza il capo, sommesso: «Quatermain era un rachitico ex cacciatore di elefanti che accompagnava tronfi ricconi britannici in Africa, lasciando a loro la fatica e il costo di tutto: non credo che vada bene per il cinema.»
Golan frusta il suo sceneggiatore. «Non intendo il Quatermain letterario, ma quello portato al cinema da Stewart Granger nel 1950: un maschio bianco senza rischio che vive mille esotiche avventure, con neri stupidi e una donna da concupire, alla ricerca delle miniere di Re Salomone.»
Stavolta prende la parola Quintano: «Quindi dobbiamo scrivere un remake di quel filmone del ’50?»
Golan frusta anche lui. «No, dovete copiare vergognosamente Indiana Jones ma facendo finta che sia Allan Quatermain! A forza di scrivere filmacci ninja vi state rincoglionendo?»
Non dico che sia andata proprio così, ma è questo il concetto di King Solomon’s Mines. dove addirittura il grande Jerry Goldsmith si abbassa a scrivere un tema musicale palesemente scopiazzato da quello di John Williams per Indiana Jones!

Non c'è tempo per i titoli, si inizia subito con il film

Non c’è tempo per i titoli, si inizia subito con il film

Autunno 1984. Il produttore esordiente Michael Greenburg (che diventerà famoso con McGyver) si aggira sul set del film Destini a Las Vegas (The Vegas Strip War), una sua piccola produzione televisiva che si ricorda solo perché è l’ultima prova attoriale di Rock Hudson.

Sharon StoneGreenburg fa amicizia con l’attrice protagonista, una biondina 26enne di nome Sharon Stone: gira che ti rigira, l’amore bello sboccia e il produttore promette alla donna che se lo sposa le regalerà un filmone dove brillare. «Te lo giuro sui Beatles», promette Greenburg, «appena finita ‘sta roba ti faccio fare un filmone popo popo popo gagliardo, roba che la gente si ferma e dice bada, che filmone popo popo popo gagliardo.»
Come solo un’innamorata sa fare, o un’attrice che sa cogliere al volo un’occasione, Sharon crede ciecamente al produttore… e si ritrova spernacchiata da ogni critico vivente per il suo ruolo in King Solomon’s Mines. Malgrado giungano da ogni parte della galassia nuove forme di vita a prendere in giro la Stone e il film in generale, ormai sta già girando il seguito: finito il quale, però, accanna a calci nel sedere Michael Greenburg. L’amore è bello solo… se mi fai fare un film bello!

Mi sa che ho proprio sbagliato film...

Mi sa che ho proprio sbagliato film…

«In quello che doveva essere un blockbuster d’avventura» racconta Barbara Balzini nella sua biografia Sharon Stone: felice di essere ancora una vamp (Imprimatur 2014), «la prova di Sharon venne giudicata pessima […]. In generale si andava dalla stroncatura senza mezzi termini alla forse peggiore recensione sessista, come quella del “Los Angeles Times” che non andò oltre un laconico e sferzante: “Sharon Stone: che dire, belle gambe”.»
Con il senno di poi, è un giudizio forse ingiusto: la Stone farà di ben peggio nella sua carriera…

Un leggerissimo comportamento da star...

Un leggerissimo comportamento da star…

Chiamata a fare la “Kate Capshaw dei poveri”, e non è che l’attrice di Indiana Jones 2 fosse più simpatica o sopportabile, la Stone appare subito nella storia ed è pronta ad essere in quasi ogni fotogramma del film, insieme al co-protagonista Richard Chamberlain. Quattro anni prima che venisse ventilata la sua omosessualità.
ALLAN QUATERMAIN ET LES MINES DU ROI SALOMONRicordo che negli anni Ottanta Chamberlain era considerato un bocconcino da qualsiasi essere femminile: non esisteva donna al mondo che sin dagli anni Sessanta non sognasse di essere visitata dal Dottor Kildare, e il successo della miniserie Uccelli di rovo (1983) aveva moltiplicato per mille il sex appeal dell’attore. Nel 1989 iniziarono le voci di omosessualità, che solamente nel 2003 l’attore ha confermato, e il motivo del lungo silenzio è semplice: se avesse dichiarato sin da subito la propria sessualità, non avrebbe più lavorato come attore.
Oggi sembra un timore immotivato, noi che siamo così moderni e aperti di mente, ma temo che invece sia un problema attualissimo, soprattutto per un attore che deve il suo successo agli ormoni che sa smuovere nel pubblico femminile.
Chiudo la parentesi “malelingua” ripensando a L’altra faccia dell’amore (1970), in cui Richard interpreta il compositore Tchaikovskij devastato dagli impulsi omosessuali da tenere nascosti: l’espressione di orrore davanti a Glenda Jackson nuda… forse non era semplice recitazione!
Ok, chiusa la parentesi gay, se no qui diventa il Bar dello Sport!

Tutte malignità, ehm... evviva la patacca!

Tutte malignità, ehm… evviva la patacca!

Inizia dunque il film ed entrano subito in scena Allan Quatermain (Richard Chamberlain) e Jesse Huston (Sharon Stone), quasi come se la storia fosse già iniziata da qualche altra parte.
Con poche parole di spiegazione sappiamo che Jesse sta cercando il padre disperso in Africa ed ha ingaggiato Quatermain per aiutarla: e ora basta con tutta questa trama complicata e questo intreccio da mal di testa, che ci sono macchiette da sbattere nell’inquadratura.
C’è infatti John Rhys-Davies nel ruolo di Dogati, un clone del suo ruolo in Indiana Jones ma qui in versione cattiva. È un turco in Africa che… bah, tutte stupidaggini, che le scrivo a fare?

In una sola inquadratura, tutto il peggio del film

In una sola inquadratura, tutto il peggio del film

Per fortuna è basso il minutaggio in cui appare la vera vergogna del film: il colonnello Bockner, tetesco di Cermania che parla kome krante minkionen, ya?, una robaccia ridicola interpretata dal povero Herbert Lom, un serissimo attore di Praga (classe 1917, quando la sua città era ancora nell’Impero Austro-Ungarico!) che dopo valanghe di ruoli è diventato famoso negli anni Settanta come Dreyfus, eterno cattivo pasticcione dei film della Pantera Rosa.
È morto a Londra nel 2012, e sono sicuro che sul suo letto di morte l’ultimo suo fiato di voce sia stato: «Maledetto Golan per quella porcata che m’hai fatto fare in Allan Quatermain
Infine c’è il caratterista Ken Gampu che fa il negrone bonaccione ma frescone, ghe parla così, badrone. Si chiama Umbogo: vi suona un personaggio politicamente scorretto e razzista? Be’… solo umbogo…

Ken Gampu, a sinistra, si vergogna un po' a fare Umbogo!

Ken Gampu, a sinistra, si vergogna un poco a fare Umbogo!

Tutto il male che oggi si dice di Allan Quatermain è onestamente ingiustificato, ma lasciate che vi spieghi il problema: a causa di una pessima distribuzione, è stato molto più visto il secondo episodio che il primo, quel secondo film di cui non cito il titolo perché sarebbe una bestemmia al dio del buon gusto.
Il sequel con l’aggiunta di James Earl Jones nella parte del negrone sì badrone – e un giorno dovrà rendere conto di quel ruolo, e quel giorno gli toglieranno tutti i premi vinti nella carriera! – quello sì che è una porcata inguardabile, dove tutto è così sbagliato che bisognerebbe scrivere all’Accademia della Crusca per modificare sui dizionari di italiano il significato della parola stessa. «Sbagliato = dicesi del secondo film di Allan Quatermain.»
Questo King Solomon’s Mines è un filmettino d’avventura simpatico pienamente in linea con gli anni Ottanta: c’è pure la Cavalcata delle Valkyrie, resa celebre da Apocalypse Now (1979) e i Blues Brothers (1980).

A rega', 'sto film è 'na bomba!

A rega’, ‘sto film è ‘na bomba!

Spielberg rende il suo Indiana Jones un eroe “serio” che si ritrova a volte con la battuta pronta: l’Allan Quatermain di Golan è semplicemente un cazzone, e quindi alla fine ti rilassi e ti diverti pure.
In una sequenza mitica, appena partiti con la jeep, Quatermain scende al volo, prende a pugni gente a caso, libera gli schiavi che fanno il casino nel paese, gira il palazzo e ritorna nella jeep che nel frattempo proseguiva a camminare, mentre Sharon Stone non faceva altro che gridare e fare le cose stupide che facevano le donne al cinema negli anni Ottanta.
È tutto un gioco cazzone, non lo si può prendere sul serio: sghignazzi e vai avanti.

Ok, no: il ragnone è oggettivamente inguardabile!

Ok, no: il ragnone è oggettivamente inguardabile!

Allan Quatermain e le miniere di re Salomone è stato trattato malissimo in Italia, distribuito pochissimo – scarsa vita in VHS Multivision, la Stormovie (buonanima) lo porta in DVD dal 13 aprile 2001, ristampandolo il 28 gennaio 2005: in TV ha avuto una carriera molto esigua, rispetto al suo orripilante seguito – ma è ancora una pellicola simpatica che si lascia vedere, sempre con l’ottica che sta facendo il verso ad Indiana Jones.
Che poi anche All’inseguimento della pietra verde (1984) è un clone di Indiana Jones, pure lì c’è l’avventuriero stereotipato e la bionda con la puzza sotto il naso, però una sceneggiatura migliore e attori migliori l’hanno reso decisamente più gradevole.

Finale romantico obbligatorio

Finale romantico obbligatorio

Tanti auguri, Allan Quatermain di Chamberlain: sarai sempre il numero due, dopo Stewart Granger. Anche perché è facile essere meglio del Quatermain di Patrick Swayze…

L.

P.S.
Queste e tante altre splendide foto di scena le trovate su Wrong Side of the Heart.

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17 risposte a Allan Quatermain e le miniere di re Salomone (1985)

  1. Cassidy ha detto:

    Se potesse, Menahem Golan ti nominerebbe suo dialoghista personale di fiducia 😀 Gran pezzo, rileggendo mi hai ricordato la mia confusione tra questo film e il suo “Innominabile” sequel, oggetto di rara bruttezza. La confusione poi con Indy è totale, ogni volta devo ricordarmi che John Rhys-Davies tradisce il protagonista in questa serie, non in quella di Spielberg 😉

    Non sapevo che Sharon Stone abbia avuto una storia anche con il papà di MacGyver, la Stone dovrebbe essere considerata la regina della serie B, ha fatto una serie di scelte sbagliate clamorose. Per me il problema del film sta nel protagonista, Richard Chamberlain bravissimo attore, ma per questo ruolo proprio zero, si vede che non era nelle sue corde, omosessualità o meno, per altro hai perfettamente ragione, oggi che siamo di mentalità aperta, sarebbe tutti diverso…. Seeee proprio 😉

    Con tutto che è un gran personaggio ma Allan Quatermain porta un po’ sfiga, è riuscito ad azzoppare due attori che stimo molto Patrick Swayze e Sean Connery, che dopo averlo interpretato è andato felicemente in pensione 😉 Gran pezzo, mi spiace non essere riuscito a partecipare, ma faccio i miei auguri a questo caposaldo dello sbaglio! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti ringrazio. In effetti Quatermain dopo il 1981 puzza troppo di “rifacciamo Indiana Jones con un altro nome” per funzionare, anche perché si rifà ad una tradizione avventurosa d’altri tempi, con razzismo a secchiate e stereotipi come se piovesse. Invece l’Indiana scritto da Lucas ha saputo cambiare quello che andava cambiato e stemperare i toni: è un avventuriero per tutte le stagioni, pulito e corretto, così nessuno storce il naso.

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  2. Denis ha detto:

    Indiana Jone doveva interpretarlo Tom Selleck rimasto impelagato in Magnum P.I,farà infatti Avventurieri al confine del mondo,il seguito di Quatermain e quello con Kim Basinger?Sharon Stone farà solo roba di serie B negli anni ’80 :Nico,Scuola di Polizia 4,Action Jackson,farà il botto nei ’90 con Atto di Forza,Basinct Instinct e Casinò ma della Cannon mi ricordo il Tempio di Fuoco con Norris o sbagliò?

    Piace a 1 persona

  3. Giuseppe ha detto:

    “Tutte malignità, ehm… evviva la patacca!” 😀 Ecco, se l’obbrobrioso seguito di questo Allan Quatermain avesse avuto anche una sola battuta di dialogo come questa, allora non soffriremmo così tanto nel ricordarlo 😉
    Sta di fatto che, per misteriose, ripetute e incomprensibili scelte di distribuzione prima e programmazione televisiva poi, è davvero quasi del tutto riuscito a sovrapporsi al ricordo del primo…

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