[WIP] Sweet Sugar (1972)

SweetSugarSiamo nel 1972 in cui la febbre per il genere WIP (Women In Prison) è altissima, così arriva dal nulla il piccolo Sweet Sugar della Dimension Pictures, girato in fretta e furia per arrivare in sala prima di The Hot Box prodotto da Roger Corman.
L’intento è chiaramente quello di rifare il verso ai prodotti di Corman, e infatti alla sceneggiatura viene chiamato quel Don Spencer che ha appena firmato Big Doll House: non si impegna molto, visto che il risultato è decisamente simile.
Il film esce a Chicago il 9 giugno 1972, e il 14 giugno dell’anno successivo arriva sui nostri schermi con l’assurdo e immotivato titolo L’isola delle salamandre.
A parte alcuni passaggi su canali TV locali, negli anni Ottanta, non esiste alcun altro tipo di distribuzione italiana del film.

Come Corman insegna, si parte sempre dall'entrata della camionetta nel carcere

Come Corman insegna, si parte sempre dall’entrata della camionetta nel carcere

SweetSugar_PosterITAGià una che si chiama Sugar, si sa che i guai le arrivano addosso da ogni pizzo. Già una che rimorchia sconosciuti per strada, si sa che non le verrà nulla di buono. Quando accetta una “sigaretta buona” dallo sconosciuto, e lo sconosciuto poi tira fuori un distintivo, è chiaro che i problemi sono belli che arrivati.
Per avere accettato una “sigaretta di droga”, Sugar Bowman viene istantaneamente sbattuta in una cella umida. Ad interpretarla è Phyllis Davis, un’attrice che in trent’anni di carriera ha fatto solo comparsate e piccoli ruoli: è stata tre personaggi diversi in Selvaggio West e ben quattro in Love Boat, e sì che nelle serie TV sono attenti a non far tornare gli stessi attori!
Una curiosità: ha interpretato la segretaria di Magnum P.I. Cleo Mitchell in sette episodi negli anni Ottanta…

Benvenuti a WIPatraz!

Benvenuti a WIPatraz!

Condannata a due anni, Sugar viene trasferita con altre sei detenute in un campo di lavoro sperduto nella campagna del Costa Rica, dove ad accogliere le nuove arrivate c’è il capo Burgos (Cliff Osmond).
Curiosamente si aggiunge una ottava prigioniera: l’altolocata Farah Ramirez (Jackie Giroux), che si presenta accompagnata dall’autista personale!
Questo strano campo di lavoro vede la presenza di uomini e donne, anche se poi i dormitori sono separati, e in generale sono tutti trattati più come schiavi che come detenuti.

Non è un campo di lavoro se non c'è un nero dai capelli afro!

Non è un campo di lavoro se non c’è un nero dai capelli afro!

Il direttore è l’inquietante Dottor John (Angus Duncan), uomo affascinante che in un primo momento sembra il buono della situazione ma che ben presto si rivela essere un sadico torturatore: insieme al suo fido maggiordomo Wolfgang passa le serate a condurre strani esperimenti sulle detenute.

Fidatevi di me... Sono un dottore...

Fidatevi di me… Sono un dottore…

In uno di questi sperimenta un orgasmo autoindotto mediante elettrodi: una cosa strana che credo serva solo a far capire la perversione dell’uomo e far ansimare l’attrice protagonista. Anche perché per tutto il film non c’è una sola scena di sesso, malgrado varie strizzate d’occhio.

Il secondino non aspetta neanche un secondino, a concupire Sugar

Il secondino non aspetta neanche un secondino, a concupire Sugar

Se poi ci si unisce il fatto che tutti i secondini abusano regolarmente delle donne (fuori dall’inquadratura), più che un campo di lavoro qui si sta parlando di un bordello a cielo aperto… ma sempre al chiuso, visto che non si vede niente.

«Perché ti chiamano Mandingo?» «Perché non sai mai dove te lo spingo!»

«Perché ti chiamano Mandingo?»
«Perché non sai mai dove te lo spingo!»

Sugar è ovviamente irrispettosa dell’autorità e non si piega ai vari abusi subiti, tentando più volte la fuga senza però riuscirci. Solo quando la situazione degenera allora tutte le detenute riescono a superare le proprie diversità e ad unirsi per l’obiettivo comune: fuggire da quel campo di lavoro.
Ma prima di questo ci saranno tanti abusi per tutte…

E dove la mettiamo, ora, questa canna fumante?

E dove la mettiamo, ora, questa canna fumante?

Il film è confuso e spesso ingenuo, fonde più generi insieme senza sapere dove andare. Passa da situazioni sempliciotte e alla buona a sequenze di forte impatto, come prigionieri arsi vivi o il bieco Burgos che prende la canna di una pistola bollente e la infila tra le cosce della protagonista.

Sul set ritrovano i teschi di due precedenti sceneggiatori...

Sul set ritrovano i teschi di due precedenti sceneggiatori…

Il registro cambia ogni minuto, e i siparietti del dottor John sono quelli più imbarazzanti: sembra un gerarca nazista da commedia e gli manca solo la parlata da tetesco di Cermania. Memorabile la sua scelta di torturare le detenute… tirando loro addosso dei gatti incazzati!

Detenute gattate vive!

Detenute gattate vive!

Non è un film da rivalutare né da ricordare, ma in fondo è in linea con il WIP tropicale e campagnolo dei primi film prodotti da Roger Corman.

L.

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10 risposte a [WIP] Sweet Sugar (1972)

  1. benez256 ha detto:

    Questi si che sono film per i quali vale la pena avere il dono della vista!

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  2. Cassidy ha detto:

    La sigaretta ripiena di droCCCa una tentazione fatale 😉 Il secondino che non aspetta nemmeno un secondino mi ha fatto spanciare dal ridere, forse ricordo la protagonista per Magnum P.I. ma potrei confondermi, in ogni caso ogni Martedì passato a leggere di un WIP di Corman è un Martedì ben speso 😉 Cheers!

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  3. Denis ha detto:

    Poveri gatti ma cosa hanno gli artigli di Wolverine?

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  4. Mala Spina ha detto:

    gattate vive… LOL
    ma come? come si fa a pensarle? come?

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  5. Giuseppe ha detto:

    Arrivo con il mio contributo:
    Sugar: “Non perdi tempo, eh, secondino?”
    Secondino: “Con te nei paraggi, non ce la faccio ad aspettare me stesso”
    Detenuta sprezzante: “Ci sarà pure fumo nella tua canna ma quello che manca è l’arrosto, stronzo!”
    In risposta a Mandingo: “Non mi serve che tu lo dica, se fa rima con Costa Rica”
    I Gatti: “Oggi ci sfruttano in un film senza soldi né idee (e ci tocca pure fare da effetti speciali), ma domani Stan Lee e Hugh Jackman si ricorderanno di noi! E allora in alto il pelo e fuori gli artigli, per la MARVEL! MEEOOWW! FFFTT!” 😀

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