[WIP] Sasori: Jailhouse 41 (1972)

Sasori2 DVD JAPDopo neanche quattro mesi dal successo travolgente di Joshû 701-gô: Sasori, la Toei presenta un nuovo film WIP (Women in Prison) firmato dallo stesso regista Shunya Itô ma soprattutto interpretato di nuovo dalla nuova star nera degli anni Settanta: Meiko Kaji.
Il 30 dicembre 1972 esce Joshû sasori: Dai-41 zakkyo-bô (女囚さそり 第41雑居房), distribuito nel mondo con il titolo inglese Female Convict Scorpion Jailhouse 41.Quando dico “nel mondo”, intendo… tranne in Italia!

Dite quello che vi pare, a me fa impazzire questa grafica!

Dite quello che vi pare, a me fa impazzire questa grafica!

Della nascita di Sasori, lo “scorpione” ispirato ai manga di Tooru Shinohara, ho già parlato abbondantemente in occasione del primo film. Qui la ritroviamo incaprettata nell’umida cella d’isolamento, intenta a stringere un cucchiaio tra i denti e a incidere il pavimento.

Gira che ti rigira, Sasori finisce sempre incaprettata!

Gira che ti rigira, Sasori finisce sempre incaprettata!

Per un attimo si ferma, guarda in camera… e parte il titolo, con consumato senso dello spettacolo, seguito dalla ormai celebre e irrinunciabile Uramì Bushì, la “canzone del rancore” che la Kaji stessa canta in questo ciclo di film.

Meiko Kaji, la regina in nero

Meiko Kaji, la regina in nero

È passato un anno dalle vicende del precedente film, e da allora Matsushima “Matsu” Nami (Meiko Kaji) è stata murata viva nella ristretta cella sotterranea. Il direttore Goda (interpretato di nuovo da Fumio Watanabe) non le fa segreto d’odiarla e di star provandole tutte per farla impazzire. Le confessa che quest’odio nasce dal fatto che per colpa sua ha perso un occhio, ma sappiamo che nel primo film è stata un’altra detenuta a ferirlo e lui l’ha abbondantemente ammazzata.

Matsu, io ti tengo... d'occhio!

Matsu, io ti tengo… d’occhio!

Goda però ha capito che infliggere mille punizioni rende solo Matsu l’idolo delle detenute, che la chiamano Sasori (a quanto pare con l’accento sull’ultima sillaba, Sasorì), lo “scorpione”, così decide che prima di andarsene per ricoprire un nuovo incarico umilierà la donna.

Una delle meravigliose inquadrature tipiche della saga

Una delle meravigliose inquadrature tipiche della saga

La fa violentare da quattro guardie così che le detenute la disprezzino, per essersi “data” a degli uomini. Boh, mi sfugge qualcosa della mentalità giapponese…

Sasori crocefissa...

Sasori crocefissa…

Sul furgone che dai lavori forzati le riporta in carcere, in effetti le detenute cominciano a picchiare Matsu dandole della cagna, ma poi si scopre che è solo un trucco per distrarre i secondini: tutte unite, le prigioniere sovrastano le due guardie e fuggono. Non prima però di aver schiacciato i loro genitali con un tronco di legno!

Prima della fuga... la furia...

Prima della fuga… la furia…

Le sette fuggitive si riparano in una baraccopoli all’apparenza disabitata e si preparano la cena… ammazzando un cane randagio! E poi dicono che sono i cinesi che si mangiano i cani…

Le magnifiche sette evase...

Le magnifiche sette evase…

Qui il film passa ad un livello decisamente diverso dal precedente, cominciando ad alternare scene oniriche – la vecchia fantasma che con tono da funzione religiosa recita i delitti commessi dalle donne – a violenza fine a se stessa. Perché se già non bastassero i secondini a cercare le donne per punirle a dovere, ci sono anche i turisti locali.
Se voi state facendo un rilassante pic-nic in campagna e vedete d’un tratto arrivare una ragazza di corsa, che immaginate sia una fuggiasca, cosa fate? I giapponesi non hanno tentennamenti: la stuprano in gruppo e l’uccidono!
È comprensibile la rabbia delle donne, ma salire sull’autobus della comitiva e spogliare e picchiare tutti, uomini e donne, sembra più un bucco di sceneggiatura che una vendetta.

In fuga dalla società

In fuga dalla società

Gli splendidi virtuosismi registici non bastano a sopperire l’evidente carenza di sceneggiatura, ed è palese che questo secondo film è stato girato in fretta e furia semplicemente per sfruttare il successo del precedente, non perché ci fosse qualcosa d’altro da dire.

Il fascino "muto" di Meiko Kaji

Il fascino “muto” di Meiko Kaji

Lunghe sequenze inutili – sebbene meravigliosamente girate – testimoniano la pochezza di sceneggiatura e tocca alla splendida Meiko Kaji reggere tutto il film da sola.

Sasori la giustiziera è tornata in città

Sasori la giustiziera è tornata in città

Matsu “Sasori” anche in questo film non parla mai: l’unica volta in cui apre bocca, sputa veleno… e ciò che segue è un bagno di sangue crudele. Il suo personaggio è sempre carismatico ma senza un ambiente carcerario alle spalle si sente che manca qualcosa.

Il segreto di una giustiziera... è un abbigliamento sobrio!

Il segreto di una giustiziera… è un abbigliamento sobrio!

L’evasione ovviamente finisce nel peggiore dei modi, ma di una cosa sola possiamo essere certi: Sasori tornerà a colpire…

L.

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25 risposte a [WIP] Sasori: Jailhouse 41 (1972)

  1. Cassidy ha detto:

    I giapponesi sanno essere contorti ma sanno come coltivare il rancore, questo secondo film sulla bella Matsu è l’ennesima conferma, anche se sui bus che prendo io cose così non succedono 😉 Cheers!

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  2. benez256 ha detto:

    WIP e giapponesi in un solo prodotto? Allora non posso perdermelo…☺

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  3. loscalzo1979 ha detto:

    sempre bella la nostra Sasori ❤ ❤

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  4. Denis ha detto:

    Una volta o chiesto ha una donna cinese com’è da mangiare un cane mi ha risposto “e buono ma la carne è un pò dura”:)

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