Queen Kong (1976) Tutti pronti a fare Konga!

Queen KongAveva tre anni l’egiziano Farouk Agrama quando uscì al cinema King Kong (1933) ma il destino sa aspettare: più di quarant’anni dopo, con lo pseudonimo di Frank Agrama il regista e sceneggiatore è pronto a presentare una incredibile reinterpretazione del tema.
Aiutato alla sceneggiatura da Ronald Dobrin e (pare) dal nostro Fabio Piccioni (fonte IMDb), Agrama si avvale di piccole case tedesco-britanniche (nate e morte con questo film) per presentare il sorprendente Queen Kong.

Titolo spettacolare!

Titolo spettacolare!

Uscito in Germania il 10 dicembre 1976 come Queen Gorilla – e poi distribuito in video con il geniale titolo Banga Banga – il film fa palesemente concorrenza al King Kong di De Laurentiis, uscito solo sette giorni dopo.
Arriverà di nascosto nelle sale italiane l’11 maggio del 1977, come Queen Kong. La regina dei gorilla, e avrà qualche passaggio televisivo su reti locali dal 6 ottobre 1979 scomparendo poi nel nulla: il disinteresse dopo l’uscita è bilanciato da un grande interesse ben quattro mesi prima del film del nostro Dino.

'A gorilla 'nnammurata...

‘A gorilla ‘nnammurata…

«Queen gorilla femminista concorrente di Kong Kong» titola un articolo di Sandro Casazza sul quotidiano “La Stampa” del 17 agosto 1976.
«Il produttore Keith Cavele annuncia la nascita di Queen Kong», troviamo nel testo, «una gorillona popputa che sembra proporre in chiave di parodia un’alternativa femminista al mito di King Kong. Il regista Frank Agrama la fa passeggiare sulla Cattedrale di St. Paul a Londra ed ha inventato i tropici sulla costa a sud dell’Inghilterra, dove Queen è circondata da un coro di cinquanta indigene ballerine.»
Il mondo ora è pronto per la Regina Gorilla!

Luce Habit (Rula Lenska) in cerca di un maschio

Luce Habit (Rula Lenska) in cerca di un maschio

La regista Luce Habit (Rula Lenska) è la versione parodistica del regista Carl Denham della pellicola del ’33. Sta girando un film su delle amazzoni nella giungla che rapiscono un esploratore, ma l’attore scelto è troppo gay per la parte. Ok, nel ’76 queste cose si potevano ancora dire…
Alla ricerca di un attore maschio senza rischio, ricalcando il film della RKO la regista Luce incontra il suo nuovo protagonista mentre ruba della frutta: conosce così il maschio dal nome maschissimo… Ray Fay (Robin Askwith)! C’è bisogno di dirlo che è la versione parodistica di Fay Wray?

Cioè... questo è il vero maschio irresistibile?

Cioè… questo è il vero maschio irresistibile?

Narcotizzato, rapito e sbattuto sulla propria nave, Luce può partire per l’Africa a bordo della sua Liberated Lady, dove tutte le marinaie ballano e cantano con lo scopettone in mano.

Scopettone, secchio e spugna: i simboli dell'emancipazione femminile!

Scopettone, secchio e spugna: i simboli dell’emancipazione femminile!

Giunti a Lazanga, dove tutti fanno Konga, è chiaro che Frank Agrama ha fumato di brutto prima di dedicarsi a questa produzione!

Questo fotogramma merita il Premio Nobel...

Questo fotogramma merita il Premio Nobel…

In questo ridente paesino africano sono le donne a comandare, e mentre loro se la kongano di brutto, gli uomini si dedicano ai lavori domestici… e agli spot di detersivi!

KongAjax: un gorilla contro lo sporco!

KongAjax: un gorilla contro lo sporco!

Se nel primo King Kong gli indigeni sacrificavano una ragazza, qui ovviamente si tratta di un uomo. Però è brutto, così la regina Nabonga (Valerie Leon) appena adocchiato il maschio Ray lo vuole tutto per sé. La regista non è d’accordo, e vale la pena riportare il loro dialogo nella lingua locale.

— Unga bunga panga wanga. Vogliamo lui per fare Konga.
— Sanga banga wanga danga, lui no. Ma vi pagherei bene per vedere la Konga.
— Siga miga figa biga. Yaga buga uga.
— Cos’ha detto?
— Ha detto no.

Non ne fanno proprio più di film così…

E ora tutti a fare Konga!

E ora tutti a fare Konga!

Tutto procede secondo copione. Le donne indigene nottetempo rapiscono Ray dalla nave e lo preparano in sacrificio a Konga. Luce e le altre donne partono al salvataggio e tutte si ritroveranno davanti alle porte del villaggio per assistere all’arrivo di Queen Kong!
Invece di un’ara sacrificale, per lei è stata preparata… una tavola imbandita con tanto di tovaglia a quadri, con su un piatto con Ray da mangiare…

Quando Konga torna a casa, vuole tutto apparecchiato.

Quando Konga torna a casa, vuole tutto apparecchiato.

Konga si innamora del maschio e se lo porta nei boschi, difendendolo dall’immancabile e imbarazzante dinosauro gigante. Ragazzi, due spicci per un costume migliore potevate pure spenderli…

Cioè... questo è un dinosauro?

Cioè… questo è un dinosauro?

Incaprettata la gorillona, si torna tutti a Londra per esporla a pubblico ludibrio.

Effettoni speciali a go go

Effettoni speciali a go go

Mostrata in catena al pubblico, ovviamente Konga si libera e getta il panico in città. E dove si va ad arrampicare? Ovvio: sul Big Ben!
Non prima di aver seminato il panico nella capitale e soprattutto di aver dato vita a siparietti comici… di umorismo tipicamente britannico. Come la poliziotta che, avvertita che un gorilla gigante scorazza in città, chiede se abbia dei segni particolari…
Quando una zampa gigante le distrugge l’ufficio, lo stesso la solerte poliziotta non è convinta!

Altro che Torri Gemelle!

Altro che Torri Gemelle!

Questa è una parodia, e non può finire tragicamente. Mentre la gorillona è sul Big Ben, simbolo fallico dell’oppressione maschile e del patriarcato imperante, tutte le donne di Londra si ribellano: Konga è la nuova eroina femminista, che nessun aereo fallocratico saprà sconfiggere!

Simboli fallocratici, non mi avrete!

Simboli fallocratici, non mi avrete!

Dopo una parata per i diritti delle donne, Queen Kong e il suo principe consorte se ne tornano beatamente a Lazanga… a fare tanta Konga!

Queen Kong Free!

Queen Kong Free!

Che vi devo dire? È un abominevole capolavoro, dove ogni scena è studiata per spernacchiare sonoramente il film classico della RKO prima che il nostro Dino lo reinterpreti. E un po’ di segno deve averlo lasciato, perché dieci anni dopo sarà proprio De Laurentiis a unire i due gorilloni in un film: Mr. & Mrs. Kong in King Kong 2 (1986).
Ad essere proprio onesti… Queen Kong nella sua cialtroneria è infinitamente più divertente di King Kong 2, triste perché fatto “seriamente” (e male). Qui è tutto un frizzo e un lazzo, una pernacchia e una risata: lasciatevi contagiare dal vortice, unga bunga panga wanga, iniziate pure voi a fare Konga!

Everybody do the Konga, now!

Everybody do the Konga, now!

Una parola va spesa per l’incredibile colonna sonora.
Le musiche di scena sembrano uscite da un film di Alberto Sordi, ma il film si apre sull’irresistibilmente inutile canzoncina Queen Kong cantata dai The Peppers, su testi del co-sceneggiatore del film Ron Dobrin.
Una musichetta inutile ma che si sposa perfettamente con le immagini tendenti all’assurdo. Sappiate che la CAM (Creazioni Artistiche Musicali) l’ha rilascita in CD audio il 21 maggio 2012.

L.

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19 risposte a Queen Kong (1976) Tutti pronti a fare Konga!

  1. Cassidy ha detto:

    “Banga Banga” è un capolavoro del trash come titolo, superato solo da Ray Fay 😀
    Non so cosa dire, l’emancipazione femminile a colpi di Konga, lo spot del detersivo, sono sopraffatto dal livello di follia di questo film, per scriverlo avranno fatto uso di LSD, oppure hanno sniffato troppo detersivo 😉
    Meraviglia, hai raggiunto un nuovo apice di Zinefilia, tu sì che porti con orgoglio la torcia dei monkey movies! Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti giuro, ogni scena del film è da ammirare con occhi sgranati: quando pensi che hanno raggiunto il limite della cialtroneria… vanno oltre! 😀
      Però mentre con i film scimmieschi “seri” ci si annoia alla grande, qui rimani incollato fino all’ultimo fotogramma 😛

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      • Cassidy ha detto:

        Anche se l’idea di una Queen Kong non è male, in fondo in tutte le specie, la femmina è sempre più letale, ma direi che qui erano più orientati allo sfottò che alla riflessione, in ogni caso, hai scovato un altra perla 😉 Cheers!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non ho capito se la parte “femminista” fosse voluta o una semplice parodia, ma di sicuro è un bell’ingrediente di questo pasto completo 😉

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  2. benez256 ha detto:

    …perchè giustamente anche king kong doveva darci dentro con qualcuno…

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  3. Mala Spina ha detto:

    Lucius, questa volta hai superato te stesso.
    Se vuoi un po’ di supporto morale, sostegno psicologico o solo se hai bisogno di una spalla su cui piangere… io ho da fare. ciao.

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  4. loscalzo1979 ha detto:

    #cosacazzohoappenaletto °_°

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  5. Giuseppe ha detto:

    Ehm, dopo tutto questo -pure la splendida “Hammeriana” Valerie Leon hanno messo in mezzo- ho deciso di tutelare la mia integrità restante seguendo il famoso insegnamento delle tre scimmie… “Non vedo, non sento, non parlo” 😀
    P.S. Già che c’erano potevano ricordarsi di Godzilla e mettere in cantiere pure, che so, Queen Zilla 😀

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  6. Evit ha detto:

    Voglio trovarlo su pellicola 35mm per la miseria!

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