Yamada: The Samurai of Ayothaya (2010)

YamadaPer commemorare i 124 anni di relazioni diplomatiche fra Thailandia e Giappone, nel 2010 è stato girato un film sicuramente agiografico, sicuramente propagandistico se non proprio moralistico, ma di innegabile fascino: Yamada: the Samurai of Ayothaya (ซามูไร อโยธยา), conosciuto anche con il semplice Samurai Ayothaya.
Il regista esordiente Nopporn Watin (che poi non ha fatto altro) guida uno stuolo di attori esordienti in un vero e proprio volantino della Pro Loco thailandese, ma comunque una sontuosa ricostruzione storica assolutamente da gustare.
Il film avrebbe potuto benissimo chiamarsi La katana thailandese rifacendosi all’Arpa Birmana (1956), celebre film dove il Giappone cercava di sgravarsi la coscienza fondendosi con la cultura birmana: qui invece viene esaltata la fusione culturale fra Giappone e Thailandia.

Una delle meravigliose scene marziali "turistiche" del film

Una delle meravigliose scene marziali “turistiche” del film

Siamo agli inizi del Seicento nel Regno di Ayothaya (o Ayutthaya), fra i più tolleranti di tutta l’Asia tanto da accogliere (fuori le mura della capitale) comunità stabili di popoli provenienti da ogni parte del mondo. Il re Naresuan (Winai Kraibutr) ha appena concluso con successo la Songkram Yuddhahatthi (สงครามยุทธหัตถี), la guerra con gli elefanti, e teoricamente il Paese è in pace con i suoi alleati stranieri. Ma un gruppo di giapponesi ribelli ordisce nell’ombra: semina morte e violenza fra la popolazione mascherandosi da uomini di Hongsawadee, cioè nemici di Ayothaya. Un samurai scopre questo tradimento ma prima che possa parlare viene aggredito dai rivoltosi: viene salvato dagli autoctoni e portato a Pitsanuloke Song Kwae.
In questa città si stanno svolgendo gare di combattimento per scegliere guerrieri che diventeranno Tanai Luek, le fenomenali guardie del corpo del Re. Qui gli stranieri sono tollerati, ma quello strano “faccia bianca” curato e addestrato dal monaco della città sembra “troppo” straniero.

Un samurai giapponese addestrato da un maestro thailandese

Un samurai giapponese addestrato da un maestro thailandese

Yamada Nagamasa (Seigi Ozeki), questo il nome del samurai, scopre sentimenti di amicizia fra il fiero popolo di Ayothaya che non credeva possibili. Vuole imparare la loro fenomenale arte marziale, ma gli viene dato un consiglio migliore: dovrebbe creare una fusione con quella giappponese.
Fra scontri sanguinari, intrighi, passioni ed amicizie, Yamanda sposerà a tal punto la filosofia della fusione da fondere personalmente una spada giapponese… con impugnatura thailandese! Un forte simbolo della fusione delle due culture.
«Questa terra non è dove sono nato – ha lasciato detto il vero Yamada Nagamasa (1590-1630) sul letto di morte, ormai amato governatore del Nakornsrithammarat, – ma è dove giacerà la mia anima».

Carne giapponese, cuore thailandese

Carne giapponese, cuore thailandese

Fra sviolinate di musica e lacrime virili, Samurai of Ayothaya scade forse un po’ troppo nel propagandismo e nel moralismo di partito. Però è una stupenda ricostruzione storico-magica di luoghi esotici dal fascino irresistibile ed una sorprendente fusione di due culture apparentemente inconciliabili: il momento più alto è quando Yamada imbraccia la katana nella guardia bassa del muay thai… Due mondi che si fondono.
Atleti eccezionali per scene di combattimento da ricordare: insomma, vale sicuramente la pena.

L.

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11 risposte a Yamada: The Samurai of Ayothaya (2010)

  1. Cassidy ha detto:

    Un pò di sviolinate, ma il tema è interessate a anche il film, un altra gran chicca… Segno e vado per il recupero 😉 Cheers!

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  2. benez256 ha detto:

    Mentre sono in cucina a preparare i pancakes non poteva mancare una recesione di un film di gente che si mena come non ci fosse un domani…☺

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  3. Denis ha detto:

    Non l’ho visto ma ti segnalo in chiaro il bel film I soldati dell’imperatore di Donnie Yen,e due film sconosciuti :Legame mortale con Keith Carradine e Daryl Hannah, Braccio vincente con Matt Dillon,Tommy Lee Jones e Diane Lane che fa la spoglierellista gulp!! e a 2,50 euro ho trovato il videogioco Stranglehold che sarebbe il seguito del bellissimo Hard Boiled di Woo che compare nel gioco:)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      “Stranglehold” anch’io l’ho trovato in offerta in edicola (mi sa che non ha avuto molto successo) ma l’ho pagato mi pare 6 euro. A me è piaciuto e me lo sono gustato più volte.
      “Braccio vincente” me lo ricordo quando l’ho visto da ragazzo, dovrei recuperare.
      “I soldati dell’imperatore” mi ha annoiato, è il classico wuxiapian chiacchierone melodrammatico.
      “Legame mortale” mi è familiare ma non mi sovviene…

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  4. Giuseppe ha detto:

    Ogniqualvolta vedo la presenza della formula pubblicitaria acchiappa-pubblico (film 1) meets (film 2), mi prende sempre un certo scetticismo sul risultato finale dell’incontro… Qui, però, pare essere uno di quei casi andati a finire bene: un film di menare, non una menata di film 😉

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