[WIP] Ladies They Talk About (1933)

Ladies They Talk AboutStavolta siamo alle più profonde origini del genere WIP (Women In Prison), e tutto comincia la sera del 16 aprile 1927.
L’attore Ray Raymond viene alle mani con un altro attore, il prolifico Paul Kelly. Entrambi sono ubriachi e il motivo del litigio è un classico: Raymond è convinto che Kelly gli voglia portar via la giovane moglie, sceneggiatrice teatrale molto attiva a Broadway.
I due uomini si confrontano, ma ben presto il newyorkese Kelly ha la meglio sul californiano Raymond, e comincia a sbattergli la testa ripetutamente su una parete: dopo alcuni giorni di coma, Ray Raymond muore per emorragia celebrale. Un tribunale condanna Paul Kelly a dieci anni di carcere per omicidio ma dopo soli 25 mesi l’attore è fuori di prigione, riprendendo poi la sua fortunata carriera di attore dal 1932.
Durante il processo però c’è una sorpresa: l’avvocato dell’accusa mostra delle lettere che provano senz’ombra di dubbio che la moglie del defunto Raymond aveva davvero una relazione con Paul Kelly. Accusata di spergiuro e di congiura, anche la donna viene condannata: Dorothy Mackaye passerà nella celebre prigione di San Quentin dieci mesi, dei tre anni a cui era stata condannata, ma questo cambierà il cinema per sempre.

San Quentin: fucina di talenti!

San Quentin: fucina di talenti!

Nel 1931, entrambi liberi, Paul Kelly e Dorothy Mackaye si sposano ma l’esperienza carceraria è di ispirazione: insieme a Carlton Miles la donna scrive un testo teatrale che parla di donne in galera. Il titolo? Davvero scontato: Women in Prison.

Dorothy Mackaye, la donna che inventò il WIP

Dorothy Mackaye, la donna che inventò il WIP

Va specificato che, sebbene la Mackaye abbia firmato molti testi teatrali, questo in particolare non è stato mai prodotto a Broadway, dove anzi la donna ha smesso di lavorare dopo il matrimonio con Kelly. Però la Warner Bros si è dimostrata sin da subito interessata al testo particolarmente succulento, scritto poi dalla protagonista diretta di una vicenda così scabrosa.
Agli esordienti Brown Holmes e William McGrath viene affidato il compito di trasformare in sceneggiatura cinematografica il testo della Mackaye, mentre ad un altro duo di primo pelo – Howard Bretherton e William Keighley – viene assegnata la regia del film Ladies They Talk About.
Girato in 24 giorni per un costo complessivo di 176 mila dollari – di cui circa 18 mila come paga per la sola attrice protagonista – il film esce in patria il 4 febbraio 1933, non esistono prove che sia mai arrivato in Italia: eppure l’IMDb riporta il curioso titolo Recluse.

Barbara Stanwyck in una scena alla Basic Instinct

Barbara Stanwyck in una scena alla Basic Instinct

Nan Taylor (la celebre Barbara Stanwyck, già affermata femme fatale di Hollywood e specializzata in ruoli da “cattiva”) fa parte di una banda di rapinatori di banche: approfittando del suo aspetto rispettabile ed innocuo, si fa aprire le banche poco dopo l’orario di chiusura così che i rapinatori possano entrare.
Un giorno la rapina va male e la donna viene acciuffata. Teoricamente è un reato non molto grave, la donna non ha armi e la sua partecipazione al colpo è solo quella di “specchietto per le allodole”, ma ci sono elezioni dietro l’angolo e c’è il predicatore David Slade (Preston Foster) che grida alla corruzione e all’inefficienza negli ambienti della giustizia: serve una condanna esemplare e Nan Taylor è la vittima per eccellenza.
A sorpresa però si scopre che tra Nan e il predicatore, i due si amano e hanno una storia passata che potrebbe rinascere… ma appena Nan confessa di aver partecipato a quelle rapine, l’uomo si irrigidisce e non aiuta la donna al processo.

Nan Taylor: la più dura di tutte!

Nan Taylor: la più dura di tutte!

Nan entra a San Quentin come uno schiacciasassi. Mani in tasca, occhi cattivi e maniere rudi, in pochi secondi fa capire a tutte che è la più tosta e che non accetterà scocciature o soprusi da nessuna.
Fa amicizia con Linda (Lillian Roth), che è lì da due anni e le mostra le “regole della casa”: un’occasione per mostrare al pubblico un po’ di tipologie di detenute, basandosi plausibilmente su quelle conosciute dalla Mackaye durante i suoi mesi di detenzione.

Nasce il genere Women In Prison!

Nasce il genere Women In Prison!

Siamo negli anni Trenta e tutte le detenute vanno d’amore e d’accordo, sistemando i loro battibecchi con semplici sguardi: non è ancora il momento di mutande allegre e catfight… Il film è semplicemente una vetrina per quei personaggi che il cinema di solito non mostra – ex detenute, tenutarie di bordelli, lesbiche fumatrici di sigari! – ma non fa alcuno sforzo per creare una trama.
Lo stesso va tenuto conto che lo spettacolo è dirompente. Per fare un esempio, nel dicembre dello stesso 1933 finisce in galera la protagonista di La casa della 56ª strada (The House on 56th Street, 1933), sempre targato Warner Bros, ma tutto il cast femminile mantiene alti livelli di moda e di “ben vestire” per tutto il film: qui invece la Stanwyck si aggira tra donne sciatte e volgari, maleducate e vanesie, sicuramente caratteri esagerati ma con la voglia di presentare personaggi di solito non mostrati su schermo.

Dure e toste... ma con i capelli a posto!

Dure e toste… ma con i capelli a posto!

Ladies They Talk About, malgrado il plurale, si occupa di una sola lady: Nan Taylor e la sua travagliata storia d’amore con il reverendo Slade, che si svolge a distanza e che tocca l’apice quando la donna viene finalmente rilasciata sulla parola. Si presenta alla funzione di Slade con una pistola nella borsetta… ma tranquilli, l’amore trionferà.

La prigione meno violenta della storia!

La prigione meno violenta della storia!

Sicuramente avrà fatto scandalo tra il pubblico dell’epoca la presenza di attrici “sciatte” e con la faccia da criminali, ma davvero questo film non lascia traccia di sé. Quando anni dopo un’altra donna, la giornalista Virginia Kellogg, presenterà un copione carcerario basato su vere esperienze personali, Caged (1950), farà un lavoro decisamente migliore.
Lo stesso Ladies They Talk ABout in questo 1933 dà il via ad altri film carcerari al femminile, ma li vedremo più avanti. Mi limito a citare il curioso Parole Girl (marzo 1933): mentre altri film si occupano delle donne in galera, questo della Columbia racconta delle difficoltà di una donna appena rilasciata sulla parola, un’esperienza di reinserimento in una società spietata simile a quella – come recita la locandina – di cento mila ragazze americane nelle stesse condizioni.

L.

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9 risposte a [WIP] Ladies They Talk About (1933)

  1. benez256 ha detto:

    E va…qui siamo all’antico testamento!!!

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  2. Cassidy ha detto:

    Il punto zero del WIP, post fantastico che mi sono bevuto di gusto, si vede che ti sei divertito ad indagare, io sicuramente mi sono divertito a leggere, gran pezzo 😉 Cheers!

    Piace a 1 persona

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