L’armata Brancaleone (1966) 50 anni di pugna!

Brancaleone_PosterIl 14 aprile 1966 usciva nei cinema L’armata Brancaleone di Mario Monicelli, pronto a conquistare il pubblico e a cambiare per sempre la visione del Medioevo italiano.
Il Zinefilo festeggia dunque i cinquant’anni di uno dei titoli storici della nostra cinematografia. (Quando l’Italia aveva una cinematografia…)

Armata ban«L’armata Brancaleone, una pellicola comica e corale, campata nell’anno mille, fra soldati di ventura unicamente occupati a soddisfare bisogni fisiologici, primo fra tutti la fame. E poiché la miseria è senza tempo, il film avrà anche motivi d’attualità, e sarà comico in un’aura livida, da picaresco avanti lettera.» Così il giornalista Leo Pestelli sulle pagine del quotidiano “La Stampa” anticipava, mercoledì 10 giugno 1964, il film di Mario Monicelli a cui stava lavorando Vittorio Gassman.
L'armata Brancaleone [1966-04-12]Un’Ansa del 10 agosto 1965 informa che «In un nuovo linguaggio, formato da una contaminazione tra parlata di Jacopone da Todi ed alcuni dialetti italiani contemporanei, si esprimeranno i personaggi del film di Mario Monicelli […]. La lavorazione del film, che si è iniziata questa mattina a cinquanta chilometri da Roma, si svolgerà in buona parte anche nella penisola iberica e durerà dodici settimane.» L’interesse della stampa è vispo per il nuovo film di Monicelli, regista che dopo aver dichiarato di detestare i film in costume… sta girando un film in costume.
«La cosa è diversa – specifica il regista nella citata Ansa. – Anche se il tono della storia è quello dei grandi film di epopea in costume, gli avvenimenti sono visti in modo parodistico ed umoristico e, se dovessi definire il genere della pellicola, dovrei dire che si tratta di un grottesco.»

Il mitico Carlo Pisacane. «Oh, io prevengo: poco tengo, poco dongo»

Il mitico Carlo Pisacane. «Oh, io prevengo: poco tengo, poco dongo»

Il film esce in anteprima l’8 aprile 1966 in qualche cinema sparso, ma il 14 è la data del lancio definitivo, pronto a imperversare a lungo nelle sale ma destinato a vita non proprio vispa in VHS.
La Cecchi Gori lo porta in DVD dal 28 febbraio 2002; la Medusa Video lo ristampa dal 1° marzo 2004 mentre la Titanus (01 Distribution) lo presenta ancora dal 7 aprile 2009.

Scontro di titani: Teofilatto dei Leonzi vs Brancaleone da Norcia

Scontro di titani: Teofilatto dei Leonzi vs Brancaleone da Norcia

Lo storico Alessandro Barbero ha confessato più volte che l’unico film di ambientazione storica che piace sul serio ai medievisti è proprio L’armata Brancaleone, e non stento a crederlo: privo di quella cocente voglia americana di falso storico, il film di Monicelli riscrive divertito il Medioevo con l’autorità di un menestrello. È una parodia, e quindi forse molto vicino all’originale.
Quello che vediamo sullo schermo è un caleidoscopio di colori e ciarpame, di fango e lusso che è facile corrisponda alla visione originale: il fango è stata presenza fissa di ogni ambiente umano fino a tempi recenti, e questo spesso i film lo dimenticano.
I meravigliosi antichi paesi di cui l’Italia sciaborda sono la scenografia perfetta per la storia, e la natura selvaggia che ancora negli anni Sessanta si poteva trovare fa da perfetto contraltare: non esiste un ambiente sicuro, né in città né in campagna, ed è questo il Medioevo.

– Voi sapete chi io sia?
– None.

Straccioni ambulanti e sedicenti cavalieri, ricchi e nobili, barboni e usurai: tutti cialtroni falsi e bugiardi, ciarlieri e cantastorie, millantatori e millantati. Una fauna umana che in realtà appartiene alla penisola italica in ogni età si prenda in considerazione, ed è questo il gioco di Monicelli, insieme ai celebri sceneggiatori Age (Agenore Incrocci) e Scarpelli (Furio Scarpelli): presentare gli italiani di oggi giocando a far finta che si parli del Medioevo.
Che l'”oggi” sia il 1966 o il 2016 non cambia nulla: di Brancaleone da Norcia ne è pieno il nostro stivale, così come di strambi figuri che credono nel suo ipotetico valore.

La fine tipica dei tanti Brancaleone d'Italia!

La fine tipica dei tanti Brancaleone d’Italia!

La trama non dovrei neanche ricordarla, ma la cito giusto in due parole.
Un variopinto gruppetto di spiantati ruba una pergamena che vanta diritti su un podere in Puglia, trova un cavaliere scalcinato – Brancaleone da Norcia (Gassman) – e gli propone di guidarli e di dividere ogni tipo di ricchezza che colà troveranno.
Durante il lungo viaggio accadono incidenti e mille avventure, incontrano il nobile bastardo Teofilatto dei Leonzi (Gian Maria Volontè) e il monaco invasato Zenone (Enrico Maria Salerno), riportano dal legittimo marito la vergine Matelda (Catherine Spaak) e finiscono tra le mani della dominatrice Teodora (Barbara Steele).
Giunti al fine in Puglia, scoprono che tutto il loro podere si riduce ad un castello in riva al mare… alla mercé degli «odiati saracini». In tutto questo Brancaleone saprà spronare i propri uomini… a dare il peggio di sé.

Seguiamo tutti un qualche Brancaleone!

Seguiamo tutti un qualche Brancaleone!

Un film eterno che non mostra 50 anni ma neanche 5: è senza età e va bene – e andrà bene – per un qualsiasi momento a piacere della storia d’Italia. Un Paese governato da una lunga schiatta di Brancaleone da Norcia, che usano paroloni sballati per guidarci… e finiscono sempre per portarci allo strapiombo!

L.

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10 risposte a L’armata Brancaleone (1966) 50 anni di pugna!

  1. Denis ha detto:

    Mi hai fatto venire in mente i capelli alla marine di Kirk Douglas in Spartacus(non ho mai capito quel taglio di capelli),un’altro flm che mi hai fatto venire in mente è L’amore e il sangue forse anche quello più vicino alla realtà storica e Black Death.

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  2. Cassidy ha detto:

    Nella rosa di film italiani più belli di sempre, secondo me questo titolo non può mancare, è talmente parte delle nostra cultura che l’espressione “Un armata Brancaleone” è diventato un modo di dire. Non invecchia questo film, anzi continua a funzionare, forse perché come hai fatto giustamente notare tu, è una rappresentazione del medioevo così credibile che risulta congelata nel tempo. Anche se ambientato in quell’era oscura, descrive gli Italiani meglio di tanti film contemporanei, e poi fa ridere, fa ridere forte 😉 Gran pezzo celebrativo, per un compleanno super illustre! Posso cantare il tema del film per concludere? 😉 Cheers!

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  3. Giuseppe ha detto:

    Leon Leon Leon rivoglio Brancaleon
    sapeva che l’Italia
    è piena di gran burlon
    Leon Leon Leon rimpiango Brancaleon
    Che da un governo all’altro
    fan gara a chi è più coglion 😉

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  4. Pingback: Promote – Il Zinefilo | Movies Tavern

  5. loscalzo1979 ha detto:

    Genuini Momenti Emozione aggiungerei ❤

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  6. Pingback: [Italian credits] I diavoli volanti (1939) | Doppiaggi italioti

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