Kill ‘em All (2013) Ammazzate a mazzate!

Kill em allUn gruppo di cialtroni marziali di ogni età pronti ad ammazzarsi… Siete pronti?

Dopo l’insuccesso di Freerunner. Corri o muori (2011) lo sceneggiatore Raimund Huber si è detto «A rega’, a me il tema della gente costretta a sfondarsi di botte per partecipare (suo malgrado) ad un gioco mi piace: quasi quasi faccio un altro film praticamente uguale».
Passa alla Epic Pictures Group – fiera produttrici di film e filmacci – e passa dietro la cinepresa, ammollando all’inesperto Ken Miller la facciata dello sceneggiatore – e infatti poi si ritirerà per sempre dal cinema. Il risultato è questo Kill ’Em All (2013): una stupenda cialtronata, di quelle che piacciono al Zinefilo!
Ovviamente è inedito in Italia.

Questo sì che è un menu di DVD!

Questo sì che è un menu di DVD!

Niente preliminari, si va subito al dunque: il film si apre con dei tizi sconosciuti che picchiano altri tizi sconosciuti, e dopo aver picchiato chiunque, apparentemente senza motivo, i tizi sconosciuti vengono sedati da altri tizi (indovinate un po’? Anche questi sconosciuti!) e si risvegliano in una stanza.
Esce fuori che i tizi sconosciuti sono tutti assassini di professione, ed ora si ritrovano imprigionati in una stanza con una voce (misteriosa, ovviamente) che ordina loro quando combattere: secondo l’immortale e imprescindibile regola del Battle Royale, solo uno di loro potrà uscire vivo dall’arena.
Che dire? Il torneo di assassini già lo si è visto in produzioni mostruosamente migliori, tipo lo stupendo The Tournament (2009) di Scott Mann, che davvero non lascia spazio a migliorie. Lo spunto interessante di questo film – che sembra asiatico ma è fatto con soldi e autori americani – è la trovata della Killing Chamber, una stanza in cui sono prigionieri degli assassini: l’impossibilità di movimento dovrebbe dar vita ad una guerra psicologica di alleanze e giochi sottili. Ovviamente NON è così…
Il film di Huber è una simpatica frescaccia con cui divertirsi per un’ottantina di minuti (magari andando avanti nei momenti più noiosi, e ce ne sono parecchi), ha bei combattimenti messi in piedi da ottimi stuntman… perché gli attori protagonisti sono davvero dei cialtroni!

Un ruolo talmente ridicolo... che all'attore vien da ridere!

Un ruolo talmente ridicolo… che all’attore vien da ridere!

Diciamolo subito: quasi l’intero cast è composto da gente totalmente impedita, che morirebbe anche solo ad allacciarsi le scarpe: la bravura del regista Huber sta nel mascherare la totale dabbenaggine degli attori facendo finta che siano delle bestie marziali. Ci sarebbe da risollevare qui l’annosa domanda («Perché preferiscono attori cani che NON sanno combattere invece di attori cani che ALMENO sappiano combattere?») ma tanto non c’è soluzione ed è inutile dilungarsi.
L’attenzione dello spettatore è sicuramente attratta da Ammara Siripong, già vista in Chocolate (2008) picchiata da JeeJa Yanin. Ma bastano due secondi per capire che la bella donnina è totalmente incapace di muoversi, e tutto il suo atteggiamento da dura è il ridicolo orpello che affibbiano alle attrici incapaci. (Ci sarà un motivo se Cynthia Rothrock o Michelle Yeoh o anche la Yanin non hanno mai fatto le dure, no?)

Messner gigioneggia davanti ai colleghi asiatici

Messner gigioneggia davanti ai colleghi asiatici

Fa sempre piacere trovare Johnny Messner in un film, ma qui è davvero ai minimi storici. Vistosamente appesantito, imbolzito e reso incapace a recitare forse dal caldo asiatico, dà davvero il peggio di sé. Se fosse stato il Messner dei tempi di Anaconda 2, ne avremmo sicuramente viste delle belle.
Irriconoscibile, nel ruolo di Carpenter, il mitico e mitologico Joe Lewis, fra i padri fondatori del cinema marziale occidentale e degno interprete del pulp cinematografico: il suo Nel mirino del Giaguaro (1979) era il cosciente omaggio agli eroi letterari alla Remo Williams ma anche l’inconsapevole antenato di eroi spy-action  moderni come il nostrano Chance Renard…

In posa per le foto sono fighi, ma in realtà nel film danno il peggio di sé!

In posa per le foto sono fighi, ma in realtà nel film danno il peggio di sé!

Finiamo con il vero protagonista di Kill ’Em All: Tim Man, cinese nato in Svezia che lavora in Thailandia! E appena la nostra TIM lo scopre, sarà anche un futuro suo testimonial!
Stuntman e attore in ottime produzioni, sicuramente non si fa ricordare: non ha né carisma né un volto che dica qualcosa. Non ha la stoffa del protagonista, ma ovvia a questo handicap con una gran dose di talento marzial-acrobatico. Le sue evoluzioni volanti non hanno nulla da invidiare al Tony Jaa dei tempi d’oro: a Tim Man però manca un regista che sappia valorizzarlo. (Qui Huber lo inquadra sempre male, mettendo in evidenza che l’attore sta in realtà dando calci all’aria! Manco le basi del mestiere…)

Vi lascio avvertendovi del super-sorpresone finale: l’attore che interpreta il big boss misterioso che tira i fili di tutto… è un idolo marziale senza tempo!

L.

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13 risposte a Kill ‘em All (2013) Ammazzate a mazzate!

  1. benez256 ha detto:

    “quasi l’intero cast è composto da gente totalmente impedita, che morirebbe anche solo ad allacciarsi le scarpe” tanta roba!

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  2. Cassidy ha detto:

    No vabbè dai! questo è una bomba, sarà pure una cialtronata ma è da vedere!! super segnalazione Z! 😉 Cheers

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  3. Solarlord ha detto:

    L’idolo marziale senza tempo che si e` ridotto a recitare in film del genere me l’ha messa proprio in un occhio. Va bene che si dovra´ pur assicurare la pensione ma a tutto c’e` un limite!

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  4. Marco ha detto:

    Bruttino in effetti, ma per noi completisti va visto!

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