[WIP] Female Prisoner Scorpion: Beast Stable (1973)

Sasori3Torna Sasori, lo “scorpione” dei manga di Tooru Shinohara sbarcata il 25 agosto 1972 con il film di successo Female Prisoner 701: Scorpion. Dopo il consequenziale sequel Sasori: Jailhouse 41 del dicembre 1972, nel 1973 è ora di tornare a colpire.
Il consueto ottimo regista Shunya Itô sforna il terzo titolo della serie targata Toei: Joshuu sasori: Kemono-beya (女囚さそり けもの部屋), uscito in patria il 29 luglio 1973 e noto a livello internazionale come Female Convict Scorpion: Beast Stable.
Ovviamente è inedito in Italia.

Un po' Sasori... un po' Sadako!

Un po’ Sasori… un po’ Sadako!

Il consueto sceneggiatore Hirô Matsuda si ritrova Nami Matsushima (sempre interpretata dalla mitica Meiko Kaji) fuori dal suo elemento naturale, cioè la galera, e quindi deve fare un po’ di salti mortali.
Troviamo dunque Matsu impegnata a sfuggire alla polizia e a bazzicare i bassifondi per non farsi trovare. Dopo i titoli di testa, in cui fugge sulle note della consueta Uramì bushì (“la canzone del rancore”), la troviamo dietro una tomba intenta a limare le manette che la tengono legata… ad un braccio strappato! Questo sì che è un modo per presentare il personaggio!

Okay, Matsu, è ora che ti dài una calmata...

Okay, Matsu, è ora che ti dài una calmata…

Visto che non si possono mostrare le nefandezze carcerarie, si passa a quelle dei bassifondi cittadini. Matsu infatti trova ospitalità nella casa della prostituta Yuki Nakagawa (Yayoi Watanabe, attrice già apparsa nel primo film della serie), che si ritrova a mantenere un fratello ritardato che abusa di lei. E visto che Yuki ha appena scoperto di essere incinta del fratello, direi che come nefandezze “fuori dal carcere” ci siamo.

Sorella incinta del fratello: questa sì che è una famiglia disfunzionale!

Sorella incinta del fratello: questa sì che è una famiglia disfunzionale!

Aggiungiamo che il boss della zona vuole che Yuki paghi il pizzo per prostituirsi lì, e glielo ricordi penetrandola con una mazza da golf, e il quadretto è davvero completo.

Ora faccio sparire questa mazza da golf: magia!

Ora faccio sparire questa mazza da golf: magia!

Tra feti strappati a donne incinte e cani che trottano con in bocca un braccio umano scheletrico – doveroso omaggio alla celebre scena che apre La sfida del samurai (Yôjinbô, 1961) di Akira Kurosawa, che sarà omaggiata anche da Mikhalkov – il film fa di tutto per trovare l’aspetto truculento in una vicenda in realtà molto superficiale.

E pure l'omaggio a Yôjinbô l'abbiamo fatto...

E pure l’omaggio a Yôjinbô l’abbiamo fatto…

La storia del film si riduce a Matsu perennemente in silenzio che prima fugge dalla polizia e poi subisce le angherie della moglie del boss, interpretata da Reisen Ri, sua ex compagna di quando era ancora in carcere. E intanto il detective Kondo (Mikio Narita) va in giro con un braccio solo e con l’altro che si indica la fronte, ripetendo «Mica c’ho scritto Jo Kondo!»
Che sia suo il braccio che Matsu ha staccato per liberarsi? Mi sembra molto probabile…

Quando Sasori ti guarda così... è meglio che inizi a correre!

Quando Sasori ti guarda così… è meglio che inizi a correre!

Giusto alla fine viene buttata a casaccio qualche scena carceraria, quasi onirica, dove tutti i nodi vengono al pettine e i vari personaggi pagano il conto delle loro malefatte.
In generale questo terzo film è inconcludente e le parti truculente non bastano a svegliare dal torpore in cui tutta la storia è affondata: Sasori sta diventando una giustiziera addormentata e il bravo regista Shunya Itô sembra aver perso la voglia di adottare le scelte stilistiche che hanno reso grande il primo film.
Attendiamo tempi migliori…

L.

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6 risposte a [WIP] Female Prisoner Scorpion: Beast Stable (1973)

  1. Cassidy ha detto:

    Appena ho visto l’immagine del cane nell’anteprima del post ho pensato al film di Kurosawa 😉 Per il resto gran pezzo, tra la mazza da golf a scompara e «Mica c’ho scritto Jo Kondo!» mi sono rotolato dal ridere 😉 Certo che una famiglia così… Meglio nascere orfani! Cheers

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  2. Giuseppe ha detto:

    “Sto omaggiando Kurosawa, oh (gnarf), e magari (WOF) avete ancora il coraggio di dirmi che recito da cani! Mica è colpa mia, se il mio ruolo è ridotto all’osso (di questo braccio)…” 😉

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  3. loscalzo1979 ha detto:

    probabilmente il capitolo peggiore della Saga di Sasori, ma godibile alla fine

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