The Gorilla (1939) Il Bela e la Bestia!

Gorilla 1939Negli anni Trenta Bela Lugosi lavora a rotta di collo passando in rassegna tutte la case produttrici dell’epoca, alla costante ricerca di un ruolo “normale”: inutile dire che non ci riuscirà e sarà sempre l’attore creepy con lo strano accento.
La competizione con Karloff è ormai smorzata, da quando la Universal ha riunito le sue due star nel grande successo The Black Cat (1934). Bela e Boris si ritrovano poi a lavorare per la 20th Century Fox, che vuole provare anche lei a fare filmoni con mostroni, producendo così Il figlio di Frankenstein, che esce nel gennaio del 1939.
Gorilla_1939_Poster2Già che ha l’attore sottomano, la Fox vuole sfruttare Bela: bisognerebbe sostituire in un film Peter Lorre, che non ha tempo per il piccolo ruolo essendo impegnato a sfornare film di Mr. Moto come se piovesse: stanco di interpretare razzistici gialli vestito da finto cinese (se no che “giallo” sarebbe?), nel ’39 Lorre molla la Fox e va alla Warner Bros, a interpretare successi internazionali senza tempo come Il mistero del falco (1941) e Casablanca (1942).
Il povero Bela è ancora sotto contratto (non per molto) e così gli tocca la parte di un maggiordomo dal forte accento europeo.

Bela è comunque solo un comprimario del film The Gorilla, sebbene sia l’unico vero attore del cast: i protagonisti sono ben altri.
La Fox ha infatti sotto contratto i Ritz Brothers, tre fratelli comici (tipo i Marx) che in quegli anni calcano i palcoscenici con grande (e immotivato) successo. Hanno interpretato alcune commedie musicali com’è usanza dell’epoca, ma in quel momento la carriera cinematografica non è importante per loro: si ritrovano così costretti controvoglia per contratto a dover lavorare ad un filmetto scarso come questo, e il risultato è ovviamente fallimentare.

Bela che fulmina con gli occhi i tre comici del momento

Bela che fulmina con gli occhi i tre comici del momento

Serve una commedia per i fratelloni Ritz, che però tratti argomenti “paurosi” per giustificare la presenza di Bela, così la Fox va sul sicuro e si affida alla “thriller comedy” The Gorilla (1925), uno dei successi di Broadway del commediografo Ralph Spence.
Il testo non è certo una novità. Nel novembre 1927 viene portato al cinema dalla First National Pictures con, tra i protagonisti, il celebre Walter Pidgeon: non se lo deve essere filato nessuno, perché nel novembre 1930 la stessa casa rigira il film, sempre con Pidgeon, ma stavolta lo fa distribuire alla Warner Bros.
The Gorilla con i Ritz Brothers dunque, terza riduzione cinematografica del testo di Spence, esce in patria il 29 maggio 1939 e risulta inedito in Italia.

Una minaccia... manesca!

Una minaccia… manesca!

La trama è la stessa delle due precedenti edizioni, ma stavolta c’è un particolare non da poco: la storia viene ricucita addosso ai Ritz Brothers eppure proprio i tre fratelli costituiscono la parte peggiore della pellicola. Non stupisce che questo lavoro sancisca la fine della collaborazione artistica con la Fox.
Il ricco Walter Stevens (Lionel Atwill) riceve una minaccia di morte da un pericoloso criminale che si fa chiamare Gorilla, noto per i suoi ultimatum di 24 ore. Stevens non è un santo e ha affari poco chiari in sospeso, così invece di rivolgersi alla polizia preferisce la ACME Detective Agency (ricordo che solo dieci anni dopo la ACME servirà il buon Will E. Coyote!): nella notte buia e tempestosa si presentano a casa di Stevens tre detective sgangherati e pasticcioni, interpretati dai fratelli Jimmy, Harry ed Al Ritz.
Sarà lunga arrivare indenni alla mezzanotte, tra l’inquietante maggiordomo Peters (Bela Lugosi), donne di casa urlanti e i detective che ne combinano una dietro l’altra. A questo si aggiunga l’arrivo nella casa di un gorilla liberato dal circo – battezzato Poe probabilmente in omaggio a Murders of the Rue Morgue e interpretato da Art Miles – così la “commedia horror” è davvero completa.

Un gorilla per tre scimmiottatori!

Un gorilla per tre scimmiottatori!

Si tratta di una classica commedia “porta si chiude, porta si apre” ambientata tutta nella villa di Stevens. Equivoci a non finire, ritmo serrato e Bela che spunta in ogni pizzo, soprattutto attraverso porte chiuse, giocando sia sulla sua aria “da mostro” che sullo stereotipo del maggiordomo nelle storie gialle.

Il gorilla Poe: vero comico del film!

Il gorilla Poe: vero comico del film!

Malgrado abbia quasi 80 anni, The Gorilla è a sorpresa un film gradevole… malgrado i fratelli Ritz, sebbene siano l’unico motivo per cui è stato girato. Il loro ritmo è buono e la loro fisicità azzeccata, ma non fanno ridere e per un film comico è un peccato capitale.
Paradossalmente ha battute decisamente migliori la frizzante cameriera Kitty (Patsy Kelly), che da semplice donnicciola urlante tipica degli horror diventa ben presto spalla perfetta per i fratelli, con battibecchi comici in cui lei esce sicuramente vincitrice.

Pose horror per una commedia...

Pose horror per una commedia…

Malgrado non venga spiegata, c’è una scena in cui chiunque si sieda su una data poltrona sparisce, dopo che la luce è andata via per un attimo. Visto che questo ed altri particolari – come le mani che appaiono lentamente dalle porte – assomigliano molto ad alcune sequenze di L’eredità (The Laurel-Hardy Murder Case, 1930) di Laurel e Hardy, c’è da chiedersi se sia il film The Gorilla ad omaggiare Stanlio e Ollio o se questi ultimi si siano rifatti al testo teatrale omonimo del 1925 di Spence.

Gorilla_1939_PosterChiudo con una chicca.
Ad un certo punto, nelle sue indagini pasticcione, uno dei detective afferra per il bavero il maggiordomo perché gli riveli le sue intenzioni: con disinvoltura Bela Lugosi afferra il polso dell’uomo e si lancia in una elegantissima mossa di aikido, una di quelle che renderanno famoso il primo Seagal: visto che siamo nel ’39, probabilmente è tra le prime tecniche asiatiche a venir mostrate in un film americano!

L.

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14 risposte a The Gorilla (1939) Il Bela e la Bestia!

  1. Cassidy ha detto:

    troppa grazia, Bela, un gorilla e anche una mossa di Aikido, meraviglia! 😉 Sapevo dell’esistenza di questo film nella carriera di Lugosi ma non ho mai avuto occasione di vederlo, grazie per l’ottimo pezzo, certo che se in una commedia funziona tutto, tranne i comici protagonisti, forse questo film è anche il prototipo di tante (troppe) commedie italiane con comici televisivi moderne 😉 Cheers!

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  2. benez256 ha detto:

    Povero Bela, mai riuscito a scrollarsi di dosso il mantello…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Con quel viso e quella voce e quell’accento… è nato per fare il mostro mantellato 😛

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      • benez256 ha detto:

        Si, oddio, impararsi un po’ di dizione forse lo avrebbe aiutato di più…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Per me alla fine è stato meglio così. Di attori “normali” ce ne sono milioni: di Bela Lugosi ce n’è uno solo 😉

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      • Giuseppe ha detto:

        Il mostro mantellato… Bela questa! 😉
        Riguardo all’accento, l’ho sempre considerato parte integrante dei suoi personaggi (compreso questo maggiordomo), quindi anche a me va bene che l’abbia mantenuto intatto… E a proposito della chicca finale, chissà come l’avrebbe presa sapendo di avere qualcosa in comune con Steven Seagal (cosa ignota probabilmente allo stesso Seagal, che altrimenti avrebbe potuto montarsi la testa cominciando a farsi chiamare Steven Lugosi) 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sto raccogliendo materiale sulle arti marziali nei film in bianco e nero. In “Sangue sul sole” (1945) il mitico James Cagney si lancia in un combattimento finale in perfetto stile mixed martial arts: prese a terra, leve e tutto quanto degno di un ring ottagonale!

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  3. Giuseppe ha detto:

    Un lavoro di ricerca su di un aspetto effettivamente molto poco considerato dell’epoca del bianco e nero: oltre alla performance di Cagney, si preannunciano altre chicche interessanti…

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