Jungle Woman (1944) Il ritorno della donna-scimmia

Jungle WomanCredevate che la donna-scimmia Paula Dupree fosse morta in Captive Wild Woman (1944), vero? E invece no: torna in vita… così può uccidere ancora.
La Universal Pictures sta puntando molto sulla giovane attrice Acquanetta (al secolo Mildred Davenport), spacciandola per venezuelana – lei dirà poi di avere sangue Arrapaho nelle vene – e ammantandola di un esotismo posticcio (Burnu Acquanetta, “Fuoco ardente Acqua profonda”) che pare funzionare: prima di ritirarsi dalle scene, sposare un venditore d’auto dell’Arizona e vivere una vita felice, Acquanetta si ritrova protagonista di alcuni filmacci in seguito giustamente dimenticati. Film quasi sempre con una scimmia nella trama!

Un titolo immotivato e totalmente truffaldino!

Un titolo immotivato e totalmente truffaldino!

Chiamato il regista austriaco quasi esordiente Reginald LeBorg, circondato di aiutanti sceneggiatori il fido scrittore di filmacci Henry Sucher, già autore del precedente film, il 1° giugno del 1944 esordisce in patria Jungle Woman, che nel 1990 è stato giudicato il peggior prodotto della Universal: mi sembra un giudizio troppo severo, ne ha fatti di ben peggiori.
«Dopo aver visto il film hai il desiderio di trasformarti in gorilla… e distruggere il cinema»: così recensisce il “The New York World-Telegram” il 14 luglio 1944. Applausi per il giornalista!
Malgrado quanto affermi l’IMDb ed altri siti italiani, non esistono prove che questo film sia mai uscito in Italia…

Il film è stato fatto per lei, eppure la protagonista sta in fondo ai titoli!

Il film è stato fatto per lei, eppure la protagonista sta in fondo ai titoli!

Il film si apre con un processo giudiziario al dottor Carl Fletcher (J. Carrol Naish) accusato di aver ucciso una donna, e le testimonianze del dottore stesso e degli altri testimoni sono un’occasione per una secchiata di flashback.

Il cast del primo film introduce il secondo

Il cast del primo film introduce il secondo

Si incrociano scene prese di netto da Captive Wild Woman ed altre girate appositamente, così abbiamo il racconto dell’addestratore di belve feroci Fred Mason (Milburn Stone) che, durante un’esercitazione, viene salvato da una strana donna portata lì dal dottor Walters (John Carradine in uno spezzone ripreso dal film precedente): soltanto guardando gli animali, la donna misteriosa li fa arretrare. Sappiamo che questa “arretratrice di belve” è la gorilla Chila trasformata in donna, che si fa chiamare Paula Dupree (Acquanetta). Curiosamente J. Carrol Naish, che qui fa il dottore, aveva interpretato un gorilla trasformato in uomo nel film Dr. Renault’s Secret (1942).

J. Carrol Naish si chiede come mai ha sempre a che fare con le scimmie!

J. Carrol Naish si chiede come mai ha sempre a che fare con le scimmie!

Il riassunto del primo film si chiude nascondendo la scena in cui Paula, tornata gorillona, viene abbattuta mentre cerca di portarsi via l’amato Fred, che una volta ancora ha salvato dalle bestie feroci: dunque rimane in sospeso il destino della donna-scimmia.

La donna-scimmia ritorna in vita e appare in manicomio!

La donna-scimmia ritorna in vita e appare in manicomio!

Questa riappare magicamente nel giardino del manicomio gestito dal dottor Fletcher, che la prende sotto la propria ala e cerca di capire che tipo di trauma possa aver subìto una donna in così forte stato di shock.
Paula fissa il vuoto e non dice una parola, ma quando entra la figlia del dottore Joan (Lois Collier) e soprattutto il di lei aitante fidanzato Bob (Richard David), tutti gli ormoni di gorillona farfallona si svegliano e a Paula si scioglie la lingua, cercando di rubare il fidanzato a Joan.

Anche le donne-scimmia subiscono il fascino dei fidanzati altrui!

Anche le donne-scimmia subiscono il fascino dei fidanzati altrui!

Inizia la deprimente storia di una donna che, per amore, si trasforma all’occorrenza in scimmia per cercare di far fuori la propria rivale: il film è tutto qui…

Gelosia scimmiesca!

Gelosia scimmiesca!

L’intera vicenda si svolge nei giardinetti del manicomio, praticamente una location fissa, tanto da far sospettare che quel “Jungle” nel titolo sia solo una parola per ingannare gli spettatori che speravano in un’avventura esotica.

Verrà un uomo, ed egli dirà: «Toglimi quelle zampacce di dosso, maledetto sporco gorilla»

Verrà un uomo, ed egli dirà: «Toglimi quelle zampacce di dosso, maledetto sporco gorilla»

Fatte le dovute analisi e capito che Paula è una donna-scimmia, il dottor Fletcher dovrà sbrigarsi a metterla fuori combattimento prima che lei riesca ad uccidere Joan.
Così ci ritroviamo all’inizio, quando il dottore viene accusato d’omicidio: accusa che cade da sola quando il coroner guarda il cadavere di Paula… e si trova davanti una scimmia!

È dunque questa la fine di Paula Dupree, la donna-scimmia? Magari...

È dunque questa la fine di Paula Dupree, la donna-scimmia? Magari…

Quando nel 1990 Tom Weaver intervista Acquanetta per lo splendido saggio Universal Horrors: The Studio’s Classic Films, 1931-1946, la donna rivela un malessere profondo nei giorni in cui lavorava per la Universal.
jungle_woman_poster_02Aver rifiutato la corte del potente produttore Walter Wanger (che nel 1963 farà di tutto per fare uscire il celebre Cleopatra, tanto per capire di chi parliamo) le ha scatenato contro la sua vendetta, così da non ottenere mai un ruolo decente. Al di là di questa versione dei fatti, sono oggettivi i problemi sul set dell’attrice, che non se la cava poi tanto bene con i ruoli parlati: infatti è praticamente muta in ogni suo film!
J. Carrol Naish l’aiuta e i due diventano buoni amici, ma con la Universal è guerra aperta: c’è un contratto da rispettare e la casa vuole sfruttare fino in fondo l’attrice con filmacci sempre peggiori, ma che evidentemente vendono, solo che la donna non ce la fa più. Jungle Woman «ha guadagnato perché c’è Acquanetta – si sfoga l’attrice con Tom Weaver, usando la terza persona! – mi resi conto che ero io proprietà della Universal, non il film.»
Acquanetta non sopporterà più la sua condizione di donna-scimmia… ma Paula Dupree invece tornerà!

Dal saggio "Women in Horror Films, 1940s" (1999) di Gregory William Mank

Dal saggio “Women in Horror Films, 1940s” (1999) di Gregory William Mank

L.

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6 risposte a Jungle Woman (1944) Il ritorno della donna-scimmia

  1. Cassidy ha detto:

    Mica male la critica dell’aspirante scimmione, un pollice (opponibile) verso piuttosto grosso 😉 Bellissima questa tua panoramica, sia su Acquanetta che su tutti questi film classici di cui ignoravo l’esistenza, scimmie e lezione di cinema nello stesso post, non si può chiedere di meglio 😉 Cheers!

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  2. Giuseppe ha detto:

    Paula «Toglimi quelle zampacce di dosso, maledetto sporco gorilla… Urko! Lui me lo direbbe davvero, dottor Cornelius?… ehm, professor Zaius?… no, cioè…”
    Dott. Fletcher: “Dottor Fletcher, ragazza mia, Fletcher. Adesso, come ti stavo dicendo verrà…”
    Paula: “Ecco, ecco! E se quando arriva io mi presentassi in Taylor… tailleur! Volevo dire tailleur! Che ne dice, dottor Boulle?”
    Dott. Fletcher: “Sono Fletcher. F-L-E-T-C-H-E-R. Comunque, tornando a …”
    Paula: “Sì, sono convinta che così gli piacerei! Non vedo l’ora di incontrarlo, dottor Schaffner!” 😉

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