Il Terminator con la mano di vetro (1964)

GlassHandIl Ciclo Terminator del Zinefilo vi porta nel più scottante dei territori del passato futuro: dove nascono le idee per le cause di plagio!

SoldierAnno 1984. Il cinquantenne Harlan Ellison, prolifico sceneggiatore a cui sta antipatico tutto e tutti (a sua detta), torna a casa dopo aver visto al cinema Terminator, alza la cornetta del telefono e chiama subito il suo avvocato…
Come scriverà più avanti nella sua rubrica mensile su una nota rivista, il film di James Cameron gli è piaciuto e lo consiglia caldamente, perché… si rifà a dell’ottimo materiale originale.

«Sì, amici, sono dolorosamente a conoscenza del fatto che The Terminator assomiglia alla mia sceneggiatura per “Soldier” in modo così lampante e stringente che vi ha spinto a chiamarmi, a scrivermi lettere, mandarmi telegrammi e a tampinare i miei amici. Ora però dovete smettere di svegliarmi la notte per avvisarmi che sono stato copiato. Proprio mentre sto scrivendo, i miei avvocati stanno lavorando.»
(da “The Magazine of Fantasy & Science Fiction”, aprile 1985,
raccolto in Harlan Ellison’s Watching, 2015)

HeroCuriosamente non una parola è spesa da Ellison per notare che nell’agosto 1983 la Marvel presenta la storia Hero di Bill Mantlo nella testata “The Incredible Hulk” (n. 286) che ricalca la sceneggiatura del suddetto “Soldier” senza citare la fonte. (La storia è raccolta in Italia in Hulk: Gli anni perduti 3, agosto 2014.)
Mentre in questo caso Ellison si limita a ricevere un pagamento a posteriori dalla Marvel – che borbotta qualcosa su una novelization ma che lascia la storia senza alcun riferimento a “Soldier” – denuncia invece le case cinematografiche Hemdale e Orion Pictures, che si ritrovano a discutere in tribunale una causa facile ma che non sembrano aver voglia di prolungare nel tempo. Quello che Harlan Ellison va dicendo, che cioè la storia del film The Terminator plagia due sceneggiature che lui ha scritto vent’anni prima per la TV, è facilmente sbugiardabile: a parte un paio di atmosfere e di vaghe idee, non c’è davvero nulla che possa far pensare addirittura ad un plagio.
Cameron è furibondo quando scopre che invece le case patteggiano: pagano 72 mila dollaroni fumanti ad Ellison e il nome dello sceneggiatore dovrà apparire tra i ringraziamenti nei titoli di coda delle future edizioni in home video.

Una scritta assurda e infamante, che trovate ancora scritta nei titoli di coda di Terminator

Una scritta assurda e infamante, che trovate ancora scritta nei titoli di coda di Terminator

«Harlan Ellison è un parassita che può baciarmi il culo» ha dichiarato Cameron (come ci racconta The Futurist: The Life and Films of James Cameron, 2009), facendo trapelare in che tipo di rapporti sia rimasto con lo sceneggiatore.

Il futuro, come sempre, è bbuio

Il futuro, come sempre, è bbuio

L’episodio 2×01 della serie TV da noi poco nota “The Outer Limits” (19 settembre 1964), il famigerato Soldier – scritto da Ellison traendolo dal proprio racconto Soldier from Tomorrow, “Fantastic Universe”, ottobre 1957, inedito in Italia – ci porta in un futuro bbuio come tutti i futuri, in uno scenario in effetti molto simile a quello di Terminator. Incontriamo due soldati perfetti che, nel momento esatto in cui si affrontano, svaniscono risucchiati da un vortice temporale.
Perché nel futuro ci sono vortici temporali? Non si sa.
Perché ha risucchiato quei due soldati e non altri? Non si sa.
Perché…
Oh, ragazzi, non è che Ellison può mettersi a scrivere come un vero sceneggiatore: lui butta lì un paio di idee poi il resto lo devono fare gli spettatori!

Vengo dal futuro, che è scuro scuro scuro...

Vengo dal futuro, che è scuro scuro scuro…

Il primo soldato (Michael Ansara) si ritrova in una città americana del 1964 e ovviamente viene arrestato. Quando l’esperto linguista Tom Kagan (Lloyd Nolan) lo interroga, il soldato ripete un’unica frase smozzicata come un disco rotto: «Name is Quarlo Clobregnny, Private, R-M-E-N-T-N-D-O», cioè il suo nome, il grado e numero di matricola.

Uè, uomo del passato: tieni sssigarèt?

Uè, uomo del passato: tieni sssigarèt?

Il brizzolato Kagan è un ottimo linguista e pure se il soldato non spiccica parola e se lo fa è incomprensibile, capisce che viene dal futuro: precisamente dalla Terra tra 1.800 anni da ora. A questo punto il dottore può fare quello che fanno tutti gli americani quando trovano un alieno o un assassino dal futuro: lo portano a casa propria.
Il perfetto soldato Quarlo conosce così il calore della famiglia tradizionale americana, dove appena entrato l’uomo si svacca in poltrona a leggere il giornale e la donna con la figlia femmina rassettano casa, mentre il figlio maschio fa il monello: basta poco perché il soldato del futuro decida che preferisce una famiglia non tradizionale…

Alla famiglia tradizionale americana... preferisco il gatto!

Alla famiglia tradizionale americana… preferisco il gatto!

Intanto il secondo soldato venuto dal futuro trova Quarlo e lo aggredisce a casa dei Kagan. Ora però il nostro Quarlo ha imparato l’amore guardando come il dottore tratta la moglie come una schiava, così difende strenuamente la finta famiglia tradizionale anni Sessanta: i due soldati lottano un po’ e poi spariscono. Perché spariscono? Non si sa, Harlan Ellison ha finito le idee quindi l’episodio finisce…
Cos’è che ha fatto viaggiare i due soldati? Qual è la morale dell’episodio? Amatevi a patto di essere tradizionali? La vera domanda è: tra 1.800 anni ci saranno buoni sceneggiatori?

Chiamatemi Quarlo...

Chiamatemi Quarlo…

Passa un mese e ad Ellison scappa un altro episodio – inedito in Italia come il precedente – il 2×05 (17 ottobre 1964): Demon with a Glass Hand.
«Sono nato dieci giorni fa. Mi sono svegliato in una strada di questa città: non so chi sono, dove sono stato o dove andrò.» Così si presenta Trent (Robert Culp): l’ultimo uomo della Terra del futuro, l’ultima speranza del pianeta… che ha una mano-computer che gli dice cosa fare!

Anche questo futuro è scuro scuro scuro...

Anche questo futuro è scuro scuro scuro…

Tra mille anni la Terra sarà invasa dagli alieni di Kyba, che la conquisteranno sterminando tutti gli umani. Trent è l’ultimo uomo rimasto e riesce a fuggire indietro nel tempo grazie ad un “Time Mirror”. Come, non sapete cos’è un “Time Mirror”? Non è un problema di Ellison, mica è uno sceneggiatore lui! Comunque Trent viene inseguito dagli alieni che per l’occasione assumono forma umana con tanto di cuffia da piscina in testa: vai a capire le mode di Kyba…
Prima di partire, gli umani dotano Trent di una curiosa glass hand, una mano di vetro che è un computer “che risponde a tutte le domande”. Ma cos’è? Perché continuano ad entrare in scena robe strane senza alcuna spiegazione? Ameno il computer ci sa dare qualche risposta razionale? No, perché gli mancano le dita…
I Kybeani hanno tre dita mentre a Trent rimangono pollice e mignolo: la sua missione nel passato è… fare aloha con la mano! E anche trovare le altre tre dita così da formare il computer perfetto e avere da lui la soluzione per salvare l’umanità del futuro.

Aloha la vista, baby

Aloha la vista, baby

Essendo girato in assolute ristrettezze economiche, l’episodio è molto parlato e la furbata è che tutte le dita mancanti e il “Time Mirror” si trovino nello stesso palazzo, guarda a volte la coincidenza, così l’attore si limita a fase su e giù per le scale e si può risparmiare sulle location.
La domanda che i vari alieni pongono a Trent, prima che questi li rimandi indietro nel tempo strappando loro il medaglione temporale – perché c’è anche un medaglione temporale! – è perché 70 miliardi di persone siano scomparse nottetempo… lasciando solo lui. Solo Trent. Possibile che sia così antipatico che non l’hanno voluto nel loro nascondiglio?

Io vengo da Kyba, che il cielo vi attraversa, e trovo inopportuna la paura per una cultura diversa... (cit.)

Io vengo da Kyba, che il cielo vi attraversa,
e trovo inopportuna la paura per una cultura diversa… (cit.)

Spero perdonerete se svelo il finale, perché serve a identificare gli elementi in comune con il film di James Cameron.
Una volta ricostruita la mano-computer di vetro, è questa stessa a rivelare a Trent che lui non è un essere umano: è un robot che custodisce al proprio interno l’intera umanità futura “codificata”, trasformata in bit per nascondersi agli alieni.
Ora dovrà attendere mille anni prima di adempiere al lavoro per cui è stato progettato: liberare l’umanità futura. Come? Non si sa, ad Ellison sono di nuovo finite le idee…

Let's rock!

Let’s rock!

A parte alcune atmosfere, non mi pare proprio che si possa parlare di plagio: sono entrambe trame totalmente diverse da quelle di Cameron, oltre ad essere abissalmente inferiori a livello qualitativo. Ellison butta a casaccio idee senza sentirsi obbligato a legarle secondo un filo logico: diciamo che è il J.J. Abrams degli anni Sessanta!

La cosa curiosa è che questi episodi del 1964 lanciano una specie di moda, perché nel 1965 Ted White crea il suo proto-terminator per il romanzo Nato d’uomo e di macchina (Android Avenger), nel cui seguito ci sarà una Skynet ante litteram, e nel 1966 esce al cinema Cyborg anno 2087 con Michael Rennie, questo sì con molti spunti straordinariamente simili al film di Cameron, compresa l’avversione dei robot per i pastori tedeschi. Mettiamoci pure Il mondo dei robot (Westworld, 1973) ed ecco che tanti avrebbero avuto molto più diritto di Ellison ad essere considerati gli “antenati” di Terminator, altro che le sue confuse sceneggiature!

L.

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30 risposte a Il Terminator con la mano di vetro (1964)

  1. Cassidy ha detto:

    Sapevo bene della storiaccia tra Harlan Ellison e Jimmy Cameron, risolta a colpi di soldoni, ma non conoscevo la storia in questione, per fortuna la tua rubrica sulle origini di Terminator colma anche questa mia lacuna. Per il resto “Aloha la vista, baby” è ufficialmente il saluto della settimana! 😉 Cheers

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  2. theobsidianmirror ha detto:

    Davvero un paraculo quell’Harlan Ellison. Strano che non abbia ristampato il suo libro mettendo una bella fascetta in copertina.: “il romanzo da cui è stato tratto Terminator”

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  3. solarlord ha detto:

    Beh, da uno scrittore che mette il copyright accanto al suo nome ci si puo´ aspettare questo e altro. 😀 Scherzi a parte, va anche detto che Harlan Ellison ha anche scritto la sceneggiatura di uno dei migliori episodi di Star Trek e devo dire che da quel poco che sono riuscito a leggere delle sue opere in italiano l’ho sempre apprezzato. Detto questo nel caso in questione non mi esprimo: mi spinge pero´ sempre piu´ a vedere ‘Outer Limits’ di cui un episodio sembrerebbe aver ‘ispirato’ (metto il virgolettato apposta) il finale di uno dei capolavori di un noto scrittore di fumetti (e non solo).
    Ah, comunque la parodia della figura di Ellison se non ricordo male compare nel film ‘Elf’ con Will Ferrell e James Caan. 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non sapevo della parodia di Ellison, la cercherò 😛
      Sono sicuro che abbia scritto ottimi racconti, ma questi due del 1964 rendono malino in TV: sono troppo letterari, si vede che è roba scritta trasformata (malamente) in episodio televisivo.
      Rimane la domanda: perché Ellison non ha denunciato “Cyborg Anno 2097” che è molto più simile al suo racconto di Terminator? Forse perché quello è un filmaccio che non si è filato nessuno mentre il secondo ha fatto bei soldoni?

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      • solarlord ha detto:

        It’s the American way of life, Lucius.

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      • Giuseppe ha detto:

        Parlando di similitudini, non sono stupito più di tanto dal fatto che Ellison abbia taciuto a suo tempo sul Soldier non ufficiale della Marvel, visto che parimenti non spese una parola -o, almeno, io non ricordo polemiche- nei confronti di un altro personaggio della casa editrice caratterizzato (al netto dei viaggi nel tempo) da più di un punto in comune sia con Trent che con i suoi futuribili soldati: sto parlando del cyborg Deathlok (Cybernus, da noi) di Rick Buchler e Doug Moench…
        Purtroppo Ellison è anche questo: un eccellente scrittore (nello specifico delle sceneggiature, MOLTO meglio fece per Star Trek che per Outer Limits, visti i risultati) con un carattere di merda. E a Cameron è toccato di farne le spese 😦

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Comunque ha scritto un solo episodio di Star Trek ed è l’unico lavoro che tutti citano: del mare di altro materiale scritto qualcuno ha mai avuto notizia? Ha scritto episodi per decine di telefilm, oltre racconti apparsi anche in Italia, eppure tutti citano solo quel piccolo lavoro per Star Trek… Continuo a pensare ad una sovrastima 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        C’è un’altra possibilità: non è da escludere che un discreto numero di quelli che insistono su “The city on the edge of forever” lo facciano perché di Ellison non conoscono praticamente altro né mai hanno avuto voglia di approfondire (tv compresa, quindi nemmeno la sua consulenza creativa a Babylon 5). E se chiedessi loro cosa ne pensano, che so, di “Jeffty ha cinque anni” o de “Il guaito dei cani battuti” rimarrebbero con occhi a palla e salivazione azzerata… Limite loro però, questo, non di Ellison 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Guaito dei… noooo questo film lo voglio assolutamente recensire 😀

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      • solarlord ha detto:

        Oppure chissa´ cosa direbbero di un racconto come ‘L’esecutore dei bambini deformi’. 😀 Mi permetto di aggiungere solo un paio di note: il racconto in questione come pure quello citato dal signor Giuseppe ‘Jeffty ha cinque anni’ l’ho letto nell’unica (che io sappia) antologia di racconti di Ellison pubblicata in Italia (da Fanucci con il titolo di ‘Idrogeno e idiozia’). Il resto l’ho dovuto pescare qua e la´ : addirittura a suo tempo avevo comprato il volumone dell’Editrice Nord dedicato ai Premi Hugo dal 1955-1975 solo per poter leggere dei racconti come ‘Non ho bocca, e devo urlare’, ‘Pentiti Arlecchino!, disse l’uomo del tic-tac’ e ‘La bestia che gridava amore al cuore del mondo’. L’antologia curata da Ellison ‘Dangerous Visions’ penso che ormai sia un articolo da collezionismo dato che non e` stata piu´ ristampata dal 1991. Ora non so se nel frattempo le cose siano cambiate (vivendo all’estero faccio sempre piu´ fatica a stare al corrente a riguardo) ma ho sempre trovato un autore come Harla Ellison alquanto bistrattato dall’editoria italiana. Per quanto riguarda il suo contributo nelle serie televisive bisognerebbe anche citare la seconda serie de ‘Ai confini della realta´’ (che va dal 1985 al 1989) di cui gia´ il primo episodio ‘Shatterday’ e` il racconto che da il titolo all’antologia sopracitata. Se poi volessimo anche citare qualcosa a livello cinematografico il primo titolo che mi viene in mente e` l’adattamento sempre di un suo racconto ‘Un ragazzo e il suo cane’ con protagonista un giovanissimo Don Johnson.
        Chi trovo invece abbastanza sopravvalutato e` proprio il creatore di Babylon 5 ma questa e` un’altra storia…

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  4. loscalzo1979 ha detto:

    Riesco a sintetizzare la critica su due sceneggiati e le somiglianze con Terminator in una sola frase:

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  5. Giuseppe ha detto:

    L’antologia “Incubo – 17 Chiavi per l’Abisso”, pubblicata da Mondadori nel 1980, conteneva almeno due racconti di Ellison: “Frammenti di un folletto di vetro” e “Il guaito dei cani battuti”, appunto (è lì che l’ho potuto leggere, infatti). E meno male che ci riuscii anni fa a reperire quell’antologia, oggi purtroppo difficile da trovare anche tramite il mercato dell’usato… “Jeffty ha cinque anni” , invece, lo lessi su di un numero -recuperato, benedette siano le bancarelle- della mitica rivista ROBOT facente parte della sua prima fase di vita editoriale (seconda metà anni ’70), quando era ancora pubblicata da Armenia Edizioni.

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  6. solarlord ha detto:

    Ti ringrazio per il link Lucius. Mi e` venuto in mente il nome di Vonnegut piu´che altro come scrittore di sf ‘borderline’: ma di questo ne abbiamo gia parlato. 😀

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  7. Sam ha detto:

    Ovviamente Hellison viene perculato nei Simpson per via di questa ridicola accusa di plagio

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  8. Sam ha detto:

    Ho da poco letto “Il leone Nero ” di Go Nagai, ed è incredibile quante siano le analogie con Terminator :ambientato all’ epoca di ninja e samurai, sembra non averci nulla a che fare, ma poi compare un samurai immortale che niente e nesuno può uccidere, e che poi si scopre essere un robot ( con tanto di iconica faccia mezza umana/mezza robotica nel finale ). Questi deve uccidere il protagonista ( un ragazzo ninja ) prima che nel futuro , da adulto , possa guida e una resistenza contro alieni cattivi che vogliono dominare l’universo… ricorda nulla ( ci sarà pure una parte dedicata ai viaggi nel tempo da parte di un agenzia che controlla che la Storia non subisca alterazioni da parte degli alieni )?
    E questo manga è del 1978 !
    Le analogie mi sembrano un pò troppe per pensare che Cameron non abbia perlomeno sfogliato il fumetto originale, in una delle tante librerie giapponesi che infestavano lgli USA all’ epoca ( ci sono ancora ? )
    Giusto per dire chi ha davvero copiato chi, allla faccia di Hellison.

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  9. Sam ha detto:

    Puoi leggerlo gratis in inglese su Manga park col titolo originale ( Kuro no shishi ).
    Ci starebbe bene una recensione in questo ciclo Terminator ..
    Nell’ edizione italiana Nagai parla del suo stupore , quando vide il film di Cameron così somigliante al suo manga ; ma invece chi incazzarsi abbestia come Ellison, dice di sentirsi orgoglioso di come il suo manga abbia forse ispirato uno dei suoi film preferiti ( i più cinici direbbero che deve fare buon viso a cattivo gioco, visto che fare causa a una Major dall’ altra parte del Mondo è tutt’ altro che facile ).

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      UAU grazie della ulteriore dritta, così me lo spulcio 😛
      Considera che il cinema americano ruba platealmente ai giapponesi dagli anni Cinquanta, quindi alla fine magari è sembrata un’usanza stabilita.
      Certo, che Cameron leggesse manga negli anni Ottanta è un po’ duretto da mandar giù, visto che in realtà le fonti precedenti di Terminator sono tantissime, tutte rubate senza accreditarle: sicuri che Go Nagai non abbia preso ispirazione proprio dal Terminator con la mano di vetro del 1964? 😛

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      • Sam ha detto:

        Mm, non credo che Nagai si ispiri ad Ellison, anche perché la seconda parte del manga con alieni e viaggi nel tempo fa molto il verso a Star Wars uscito l’anno prima (c’è pure un simil Darth Vader samurai) . La prima parte, più avvincente, è quella che ricorda Terminator, tanto che se non fosse uscito 6 anni prima, ne sembrerebbe una bizzarra scoppiazzatura .Nagai fsuggerisce che pure Star Wars potrebbe avergli ” copiato” la scena in cui Luke perde una mano e gli viene sostituita con un altra, ma già quella la considero una coincidenza….

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non è questa la sede per approfondire, ma “Star Wars” è la versione fantasy de “La fortezza nascosta” di Kurosawa, quindi siamo finiti in un gomitolo di scopiazzature da cui è difficile uscirne 😛
        E comunque non dimentichiamo “Cyborg anno 2087” (1966), con fortissime anticipazioni di quello che sarà Terminator. Il film di Cameron è un patchwork…

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  10. Sam ha detto:

    Ecco, forse Nagai (e Cameron ) si sono ispirati a Westworld, con il Brinner -robot instancabile e inarrestabile ( c’è una scena del manga che lo cita abbastanza ): da lì a immaginare un robot più cattivo che spara e fa esplodere ogni cosa il passo è breve…..

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