Quadrato di sangue (1991)

Quadrato di sangueLascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage! Una chicca rarissima del 1991 che all’epoca ho avuto per le mani in VHS ma che non ho saputo conservare. Un film ghiottissimo per i fan marziali che Willy ci racconta e recensisce, dunque gli lascio volentieri la parola.
L.

Quadrato_AQuadrato di fuffa

Ring of fire, Quadrato di sangue, Don “The Dragon” Wilson… gente, qui prende bene a bestia: tra titolo originale, traduzione italica ed attore protagonista pare volino, fuoco, sangue, draghi, violenza, turpiloquio, tutta roba di cui sono goloso quanto Bud Spencer (buonanima) è bramoso di fagioli e megafrittate.
Inizio così la visione del suddetto Quadrato di sangue (1991) di Richard W. Munchkin ingrifato come un bastone da pollaio nel mezzo dell’aia… non l’avessi mai fatto.

Quadrato_BÈ vero, le arti marziali prendono subito il sopravvento ma con modalità diciamo opinabili: un primo incontro (non si sa dove si combatta né perché) viene vinto da un membro del parentado di Wilson, come scopriremo poi; questi, nell’abbandonare il ring, con gufata vergognosa, lascia il posto all’amicone preannunciandogli un facile successo mentre te, che sei cresciuto a pane e randellate, sai già che verrà sicuramente martoriato: il malcapitato cade nelle grinfie del buon Gary Daniels che, per i suoi capelli lunghi e il riscaldamento prolungato, è additato dal pubblico con fare omofobico manco fosse un Mexes qualsiasi.
Subito dopo ecco due surfisti con la passione marziale di cui uno va a lottare perdendo, causa calcio negli zebedei (insomma, là dove non batte il sole), con uno spettatore ubriaco che chiede (ed ottiene!) un match mentre l’altro dà vita ad una scena di sesso bollente con la sua ragazza nello spogliatoio PUBBLICO e PRIMA dell’incontro, insomma un tipo discreto e professionale.

Quadrato_DStacco, inquadratura successiva, ecco finalmente Wilson che fa il medico (sigh) in un ospedale e discute con un poliziotto che in poche parole lo ritiene un lestofante perché muso giallo. E con questa equazione made in Salvini si conclude un fatidico quarto d’ora che vi prego di rivisitare leggendo sopra: trovatemi una logica.
Forse il regista, chiaramente preda di scimmie urlatrici asserragliate nel suo cervello, voleva solo presentarci le innumerevoli macchiet… ops, personaggi del film. Ora però va anche detto che questo incipit effettivamente un pregio ce l’ha: le arti marziali ci sono, abbondano, spaccano, oh yes. Ecco, peccato che sia il loro canto del cigno: eh sì perché il buon Wilson, medico ex lottatore, pensa bene di innamorarsi della “sorella di quello che faceva sesso negli spogliatoi” nonché attuale fidanzata (Maria Ford) di “quello che è stato sconfitto con un calcio negli zebedei” e da quel momento non si lotta più, Quadrato di sangue una bella cippa, solo love story tra i due, romanticismo e tanta, tanta fuffa. Ma tanta.

Quadrato_CTalmente tanta che mi piace ricordarne alcuni “vertici”: come quando Wilson per sbaglio si dichiara a un’ottuagenaria (in una scena che dovrebbe far ridere e invece lascia esterrefatti) o come quando i due si scambiano effusioni marziali sulla spiaggia (e allo spettatore deluso sale l’omicidio preterintenzionale) o ancora come quando, dopo una sera intrisa d’amore assoluto, lei dichiara al nostro che ha in programma il matrimonio con “quello che è stato sconfitto con un calcio negli zebedei”. Really?
In tutto ciò vola via senza pathos la storia parallela, che da titolo dovrebbe essere quella principale, in cui il parente di Wilson guida la riscossa contro i prepotenti surfisti fino allo scontro col loro leader ossia il fratello della Ford. E qui si tocca l’apice dell’assurdo.

SPOILERO un po’ ma, vi prego, concedetemelo: Wilson va dal parente e gli dice di non combattere consigliandogli, per non passare da codardo, di proporre la lotta con frammenti di vetro sulle fasciature sicuro che il surfista si ritirerà. Il surfista non si ritira e uccide il malcapitato: bravo Wilson, il consiglio più idiota nella storia della filmografia.
Un bravo anche al regista, le scimmie urlatrici stanno trionfando, giusto?

Quadrato_EForse l’unica cosa che salvo di questo film sono dei personaggi di contorno talmente ridicoli da risultare spassosi: la ragazza del cattivone ad esempio compare 4/5 volte e nelle prime tre mostra SEMPRE le zinne quasi con protervia (il mammellometro nei film di Wilson sale alle stelle), poi c’è il poliziotto, quello un tantino razzista, che, supportato dai surfisti, ogni volta se ne esce con allusioni e battute scorrette riguardanti i cinesi, il Vietnam, il riso, Pearl Harbor e poi ecco il lottatore ubriaco che beve in ogni sequenza, urina sugli heel del film e col suo comportamento sconsiderato dà il via alla catena di eventi che porteranno alla disfida tra Wilson e il fratello della sua ragazza (ma, ricordiamolo, promessa sposa di un altro).

Su quest’ultima disfida non darò anticipazioni, così come ho taciuto su molte altre anomalie (definiamole così, via) della pellicola, ma vi basti sapere che anche nel finale le scimmie urlatrici “si batterono come guerrieri. Si batterono come scozzesi. E conquistarono la libertà”. Sì, la libertà di fare un Quadrato… di fuffa.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film, e non è escluso che il Zinefilo prima o poi presenti i mitici film di Don Wilson…
L.

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15 risposte a Quadrato di sangue (1991)

  1. Cassidy ha detto:

    Sempre uno spasso i commenti di Willy l’Orbo, Don “The Dragon” Wilson è uno dei nomi grossi dell’action anni ’90, ma personalmente non mi ha mai fatto impazzire, questo “Quadrato di fuffa” me lo sono perso, per fortuna ci sono i giovedì Zintage 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      All’epoca onestamente detestavo Wilson perché se la tirava: veniva dai veri incontri e irrideva le star “finte” tipo Van Damme. Era vero, ma il risultato è che in video Wilson rendeva malissimo, sembrava goffo, mentre Van Damme è perfetto. La prova che per il cinema non bisogna saper fare, ma saper fingere bene.
      Gli anni ormai hanno assopito le polemiche e dovrei rispolverare i titoli che sono riuscito miracolosamente a salvare in italiano del The Dragon…

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  2. Denis ha detto:

    Perchè in copertina non hanno scritto campione dell’universo?
    Insomma una trashata.
    Ti sto preparando una review su un gioco sui ninja^_^

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  3. Giuseppe ha detto:

    Ecco, Wilson non ha mai fatto impazzire particolarmente nemmeno me. Magari non al punto di farmi venire gli zebedei della forma del quadrato di cui sopra, anche se in effetti più di una volta c’è andato vicino…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per un certo periodo è arrivata un sacco di roba sua in home video, poi con la stessa velocità è scomparso: forse è durato troppo poco per stabilire l’importanza di ciò che ha fatto…

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      • Giuseppe ha detto:

        … Tenendo conto che per lui dev’essere rimasto un problema costante l’essere -a differenza di Van Damme e non solo- troppo “vero” rispetto alle esigenze di un set cinematografico: alla fin fine, questo più di tutto lo limitava in qualsiasi ruolo action gli offrissero di interpretare…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        La parte fisica non era il suo forte, ed essendo un atleta non è che la recitazione fosse il suo mestiere: sorprende sia riuscito a fare così tanti film…

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  9. Marco Vecchini ha detto:

    Sappiate che se avete il prime video è disponibile in streaming, ma è stato titolato “Ring Infuocato”.
    https://www.primevideo.com/detail/0TZZ45IXUT99YQSMR4V8G0QDPX/ref=atv_dp_share_cu_r

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì, l’ho scoperto recentemente e mi chiedo come sia possibile una qualità così alta del film, visto che non esiste edizione digitale in italiano!
      Prime ha tirato fuori splendide chicche, come l’ottimo “Final Impact” (1992) con Lorenzo Lamas, ma da dove arrivino è un mistero: sarebbe bello se finalmente, dopo trent’anni di oblio totale, uscissero fuori delle edizioni DVD di questi film storici 😉

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