Kid Galahad (1937) L’uomo di bronzo

Uomo bronzoCome può un grande cast spagliare un film sul pugilato in un’epoca in cui queste storie vanno per la maggiore? Basta guardare il noioso Kid Galahad per scoprirlo.
Il film di Michael Curtiz – che diventerà immortale per Casablanca (1942) – è sceneggiato dal prolifico Seton I. Miller partendo dal racconto Kid Galahad di Francis Wallace, apparso a puntate sul “The Saturday Evening Post” dall’11 aprile al 16 maggio 1936 (inedito in Italia).

KidGalahad1937_AUscito in anteprima americana il 26 maggio 1937, il film viene presentato alla Quinta Mostra Cinematografica di Venezia e l’attrice protagonista Bette Davis vince la Coppa Volpi. La pellicola esce poi nei cinema italiani (con il lancio «l’infernale atmosfera della “boxe” americana») il 18 ottobre 1937 con il titolo L’uomo di bronzo.
Gira in VHS per Pantmedia e la Warner Home Video lo porta in DVD il 17 febbraio 2009, mentre la Golem Video lo ristampa il 29 aprile 2015.

Edward G. Robinson e una insopportabile Bette Davis

Edward G. Robinson e una insopportabile Bette Davis

Nick Donati (Edward G. Robinson) è un piccolo boss italo-americano – che il doppiaggio nostrano fa ovviamente parlare in broccolino – specializzato nel mondo del pugilato. Una sera però uno dei suoi lottatori, Jim Burke (Hank Hankinson), gli fa uno sgarro: accetta dei soldi per perdere l’incontro, facendo sfigurare Nick davanti a tutti.
E chi si è permesso di pagare 25 mila dollari per far sfigurare il boss Donati? È stato un gangster concorrente: Turkey Morgan, interpretato dall’immarcescibile Humphrey Bogart.

Bogart is in da House...

Bogart is in da House…

Mentre Nick sta studiando un modo per farla pagare a Turkey, la sua insopportabile donnetta Fluff (una inutile Bette Davis) – che il doppiaggio italiano rende con… Piume! – fa la sciocchina con il bel cameriere Ward Guisenberry (Wayne Morris). Turkey è infastidito dal fatto che il giovane cameriere piaccia alle signore e lo umilia, ma poi tratta male Fluff/Piume e Ward interviene: alla fine manda a tappeto il pugile Chuck McGraw (William Haade), vicino ad essere un campione mondiale.
Nick coglie la palla al balzo e organizza un bel match tra il campione di Turkey e il giovane cameriere biondo, rozzo ma potente.

Cameriere pugilatore

Cameriere pugilatore

L’incontro è velocissimo e ripreso malissimo – con i pugili “velocizzati” perché evidentemente gli attori non erano capaci di muoversi sul ring – e il biondo Ward vince il campione del perfido Turkey, ed ora è caccia aperta: il perfido gangster vuole mettere le mani sul biondo campione perché firmi con lui.
Ma Nick non è uno sprovveduto, e appena sceso vittorioso Ward dal ring lo manda via insieme a Fluff/Piume: che lo porti in salvo dalle losche mani di Turkey. La donna fa la civetta come se non esistesse un domani ma poi va a nascondere il biondone a casa della madre di Nick… dove c’è anche la giovane sorellina biondina appena tornata dal convento. (Con la voglia dunque di “sgranchirsi” un po’…)
Inizia la noia mortale di un triangolo amoroso degli anni Trenta…

Un amore campagnolo

Un amore campagnolo

Ogni tanto si apre un varco nella noia zuccherosa e continua la saga pugilistica di Ward, che come nome di battaglia sceglie Kid Galahad: il nome di un cavaliere senza macchia che conosce solo l’autore della sceneggiatura.
Questi vince ogni incontro e Nick fa i soldi, ma quando scopre che il biondone vuole sposare la sorella tutto crolla: per liberarsi del pugile in grande stile organizza un ricchissimo incontro con McGraw e così potrà scucire i soldi per le scomesse a Turkey.
Ma ovviamente i buoni sentimenti prevalgono e alla fine dà a Kid Galahad il consiglio giusto e questi vince, scatenando le ire del boss Turkey: un confronto finale deciderà chi deve redimersi e chi deve invece stirare le zampe.

Combattimenti davvero raffazzonati

Combattimenti davvero raffazzonati

Questo è uno di quei rarissimi casi in cui il remake è meglio dell’originale. Nel 1962 la storia viene rielaborata per diventare Pugno proibito con Elvis Presley e Charles Bronson: ok, è un filmettino canterino da pomeriggio di Rete4, ma è sempre meglio di questa mattonata noiosissima devastata da dialoghi ridicoli e stereotipati al massimo.
Su tutto incombe la pappagalla starnazzante Bette Davis, abissalmente insopportabile in un ruolo inutile e altamente fastidioso: preferisco ricordarla da vecchia…
L’uomo di bronzo è un film che non si è conservato con il tempo e dimostra tutti gli anni che ha: peccato, visto il grande cast.

L.

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7 risposte a Kid Galahad (1937) L’uomo di bronzo

  1. benez256 ha detto:

    Ma nel tuo ciclo dedicato alla boxe perchè non hai ancora recensito “Ahia Ma Sei Scemo?” dell’immortale Alejandro Ramirez Inariditu?

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  2. Cassidy ha detto:

    Ora abbiamo una prova, anche Humphrey Bogart toppava le scelte dei film, non solo delle mogli 😉 Cheers

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  3. Giuseppe ha detto:

    Gli attori ci sarebbero anche stati, ma è il film a non esserci proprio del tutto (come la boxe autentica): al confronto, davvero, anche Elvis the Pelvis mi diventa un pugile professionista…

    Piace a 1 persona

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