The Conjuring (2013) L’evocazione

Conjuring 1Per la prima volta nella storia del cinema… Ed e Lorraine Warren vengono mostrati a fare qualcosa di concreto in uno dei loro casi, al contrario della solita inconcludenza a cui siamo abituati. Quindi… vai con il banner!

WarrenNell’inverno del 1970 Roger e Carolyn Perron comprano Arnold Estate, una bella proprietà di 200 acri nella campagna di Harrisville, nel Rhode Island. Qualche tempo dopo – si parla del 1971 ma in realtà non è chiaro – dei fastidiosi eventi paranormali disturbano la pace familiare.

Conjuring1_INel 1974 i Warren, la famiglia di demonologi, chiamati ghost hunters senza motivo (visto che non hanno mai catturato alcun fantasma), vengono chiamati da un gruppo di fan del paranormale di Rhode Island ed invitati a visitare la tenuta dei Perron. Come sempre, appena la chiaroveggente Lorraine entra in una casa in cui tutti dicono esserci degli spiriti… incredibilmente lei conferma la loro presenza.

Conjuring1_JIl rapporto “ufficiale” dei Warren è che la casa dove abita la famiglia Perron è posseduta da molti spiriti, alcuni benigni altri maligni, e l’origine delle esperienze negative lamentate dalla famiglia risiede in Bathsheba Sherman: strega e satanista che ha ucciso la propria figlia in un sacrificio a Lucifero nel 1863, uccidendosi poi a sua volta mediante impiccagione. Ammazza che precisione: di solito gli operatori dell’occulto rimangono sul vago per paura di essere sbugiardati, ma i Warren non hanno nulla da temere.
Ricerche storiche – condotte non si sa da chi – non confermano nulla e anzi pare che questa Sherman sia morta anziana ma sono solo informazioni vaghe: l’unica cosa che conta… è la parola dei Warren.

Una foto del 1885 di Arnold Estate, con (forse) Bathsheba Sherman sulla sinistra

Una foto del 1885 di Arnold Estate, con (forse) Bathsheba Sherman sulla sinistra

Per ripulire casa Perron, i Warren organizzano una séance, termine francese che scopro indicare una seduta spiritica: detto in una lingua straniera fa sempre più figo. Seduta in cui esce fuori che Carolyn Perron è posseduta dalla strega Sherman. (Nella realtà la donna era già manifestamente posseduta prima di chiamare i demonologi.)
Al contrario della solita inconcludenza, pare che i Warren stavolta facciano qualcosa ed organizzino un esorcismo utile (quando di solito non serve ad una mazza) e i Perron si liberano della strega invadente. O no?

Le vere Perron Sisters (dietro) e le relative attrici (davanti)

Le vere Perron Sisters (dietro) e le relative attrici (davanti)

I Perron abbandonano la casa infestata nel 1980 e, stando a quanto dice Andrea Perron, anche i successivi inquilini della casa – Gerry e Norma Sutcliffe – hanno vissuto esperienze similari. Mi sa che come al solito i Warren non hanno risolto un bel nulla, e il saggio Parapsychology: Ghosts and Hauntings (2015) di Robert Young lo specifica: i Warren hanno semmai peggiorato le cose, tanto che i Perron hanno chiesto loro di andarsene…
I proprietari odierni della casa – stando al saggio Spirit Possession around the World (2015) di Joseph P. Laycock – a seconda di chi hanno davanti dicono di aver avuto o di non aver avuto esperienze paranormali.

Andrea Perron e i suoi libri con la "vera storia".

Andrea Perron e i suoi libri con la “vera storia”.

Visto che questa storia non ha né capo né coda, come tutte le storie paranormali, Andrea Perron ne approfitta per tirarci fuori un bel librozzo, House of Darkness, House of Light. The True Story, addirittura il primo di una trilogia di saggi iniziata nel 2011… Aspetta, aspetta, la Perron ha vissuto delle terribili esperienze paranormali iniziate nel 1971… e ci scrive un libro quarant’anni dopo? Sicuramente sarà un saggio frutto di memorie fresche…
Un maligno potrebbe pensare che si è sbrigata a farlo in vista dell’uscita del film che le avrebbe assicurato grandi vendite.
Andrea Perron Interview«I Warren vennero ad aiutarci: io ci crederò sempre – è l’incredibile inizio del capitolo del terzo volume (2014) in cui la Perron racconta dell’intervento dei due demonologi. – Hanno commesso degli errori, ma in fondo sono semplicemente umani. Sebbene sia rimasto un punto controverso per decenni, io non penso che Lorraine Warren abbia preso il diario di mia madre per fare un dispetto, ma semplicemente come un atto goffo di protezione. […] Lei crede negli oggetti infestati, non nelle persone infestate. Va detto che non aveva il diritto di prendere una proprietà di mia madre ed includerla nella sua collezione di oggetti infestati, insieme ad altri oggetti presi alla fattoria e poi ritrovati nel suo museo.»
Il paranormale vende, bisogna solo avere pelo sullo stomaco per offrire il prodotto migliore: Andrea Perron usa la sua verità per vendere la propria storia, ma è noto che qualsiasi verità non ha scampo di fronte alla fiction.

Conjuring1_APare che negli anni Novanta Ed Warren sia andato dal piccolo produttore Tony DeRosa-Grund e gli abbia proposto di fare un film sul caso della famiglia Perron: per convincerlo, il demonologo ha fatto sentire al produttore una musicassetta con registrata la testimonianza di Carolyn Perron “posseduta”. Curiosamente proprio la stessa voce che nella sceneggiatura finale ci hanno detto NON essere stata incisa su nastro. Non so se è l’Ed Warren vero o quello cinematografico, ma qualcuno ci sta prendendo bellamente per il naso.

Ti giuro che negli anni Novanta la voce di Carolyn c'era... ora non c'è più!

Ti giuro che negli anni Novanta la voce di Carolyn c’era… ora non c’è più!

Comunque i filmetti televisivi degli anni Ottanta non erano sufficienti per lo sbarco su grande schermo dei Warren nei Novanta, così non se ne è fatto niente.
Tutto cambia con il grande successo di The Haunting in Connecticut (2009) e il relativo fiume di polemiche: più i testimoni raccontano che i Warren sono truffatori di lunga data, più i film si vendono. Tony DeRosa-Grund raccoglie l’idea di Ed Warren – che nel frattempo è morto – e cerca di vendere il plot di una serie televisiva: la Warner Bros se ne infischia altamente e procede per conto suo ad una serie di film con i Warren protagonisti.
Ne nasce una aspra battaglia legale dove il piccolo produttore e la grande major fanno a gara a chi la fa più sporca, e il risultato è che dopo mazzate da orbi Tony DeRosa-Grund risulta tra i produttori del film The Conjuring… basta che sta zitto se no gli menano.

Conjuring1_KLa Warner inizia sin da subito la campagna pubblicitaria del paranormale, pronta anche in seguito a sputare in giro storie di spettatori che sono svenuti e le solite stupidaggini che regolarmente infestano i giornali. Addirittura si parla di un esorcista chiamato a “pulire” una sala cinematografica! Geniale…
Fa la sua parte anche il regista malese James Wan, autore del primo Saw e produttore degli altri seguiti, che capisce benissimo di essere di fronte al film che darà una svolta alla sua carriera: ha già lavorato con Kevin Bacon – in Death Sentence (2007) tratto dal romanzo Il giustiziere delle notte 2 di Brian Garfield – lo stesso Bacon che faceva l’invasato in un precedente caso dei Warren. A Wan basterà ricreare identiche le atmosfere del suo Insidious (2010), con tanto di albero degli impiccati, e il gioco sarà fatto.
Wan dunque ha affermato che lavorava di notte alla sceneggiatura – non spiegando perché mai un regista dovrebbe occuparsi di questo! – quando il suo cane cominciò a ringhiare ad una stanza. Una stanza vuota. Paura, eh? Io comunque lo preferisco in Fast & Furious 7

Conjuring1_HPresentato al Nocturna (Madrid International Fantastic Film Festival) l’8 giugno 2013, esce in patria il 15 luglio successivo. La Warner Bros lo porta nei nostri cinema il 21 agosto 2013 (fonte ComingSoon.it), poi in DVD e Blu-ray dal 5 dicembre successivo. Il titolo rientra nella strana nuova moda italiana: frase stupida in italiano seguita dal titolo originale. L’evocazione. The Conjuring.

Conjuring1_LIl compito di raccontare eventi “reali” del tutto nebulosi e inconcludenti e renderli una sceneggiatura di pura finzione, con jump scare a manetta per far saltare la gente e farle credere di aver paura, ricade sui fratelloni Chad e Carey Hayes. Il loro curriculum esclusivamente televisivo non sembra un buon biglietto da visita per un horror di alto livello, ma sono passati al cinema firmando il non disprezzabile La maschera di cera (2005) – la cui scena cult è quando ammazzano l’odiosa Paris Hilton! – e I segni del male (2007), pessimo prodotto ma dalla sceneggiatura da non buttar via.
Comunque secondo me la loro colpa peggiore è aver distrutto il geniale fumetto Whiteout (1999) di Greg Rucka per il pessimo film omonimo del 2009: un’occasione davvero sprecata.

Allora? Quand'è che arriviamo noi?

Allora? Quand’è che arriviamo noi?

1971, Harrisville, Rhode Island. La vaga storia dei Perron si trasforma nel più banale e scontato film di possessione hollywoodiano, dove tutto succede nel momento esatto in cui deve succedere e dove la banalità e l’ovvietà regnano incontrastati.
Così abbiamo papone Roger (l’eternamente catatonico Ron Livingston: si dice che qualcuno anni fa l’abbia visto muovere un muscolo facciale, ma probabilmente è solo una diceria) e ma’ Carolyn Perron (Lili Taylor, che dopo l’orripilante Haunting. Presenze del 1999 è già pratica di possessioni) che si trasferiscono con la folta famigliola nella casa infestata.
Sul corpo di Carolyn si formano strani lividi – forse l’unico vero particolare tratto dal “vero” caso dei Perron – mentre la bambina piccola fa quello che fanno TUTTI i bambini piccoli negli horror dagli anni Settanta ad oggi: parla con un’entità che vede solo lei. Ammazza che ideona fresca!
(Sono abbastanza sicuro che questa banalissima trovata sia stata inventata dagli italiani, ma sto ancora studiando.)

Mi è sembrato di vedere Lorraine Warren! (La prima in basso a sinistra)

Mi è sembrato di vedere Lorraine Warren! (La prima in basso a sinistra)

Mentre l’entità lancia la palla come ET, ben presto l’audio del parlato finisce al di sotto dell’orecchio umano e bisogna chiamare un pipistrello per farci raccontare che cacchio stiano dicendo gli attori: un tristissimo trucchetto banale per far schizzare poi a mille il suono di qualche stupidata (porta che si chiude o che altro) così che lo spettatore salti sulla sedia credendo di avere paura.
La cialtronesca ma sempre più viva tecnica del jump scare è come la cioccolata dietetica: una triste presa in giro.
Seguendo ciecamente il copione – che abbiamo già visto ripetersi in questo speciale – la mamma di casa va a sentire una lezione universitaria degli Warren (perché non ci va mai il papà?) e poi li ingaggia per liberare casa. Perché se vedi cose che volano intorno alla tua testa… chi chiamerai? I ghost hunters

«Caro, ma se cambiassimo mestiere e diventassimo sceneggiatori per la Warner?» «No, avrei troppa paura...»

«Caro, ma se cambiassimo mestiere e diventassimo sceneggiatori per la Warner?»
«No, avrei troppa paura…»

Patrick Wilson e Vera Farmiga sono molto bravi ad interpretare dei fittizi Ed e Lorraine Warren, a crearli dubbiosi e fragili, spaventati loro per primi da ciò che indagano: diciamocelo, l’intero film si basa su questa loro ottima interpretazione.
Il caso procede come qualsiasi film di possessione: si va tutti in cantina dove Carolyn è legata e fa cose da invasata. Non vomita verde ma siamo lì.
Parla benissimo latino ma è stata rimandata in greco, dice cose con la voce roca perché curiosa consuetudine vuole che i demoni abbiano la voce roca: mai uno spirito maligno che parli come Alessandro Fullin!

Se gli spiriti di questo museo potessero parlare... avrebbero una voce roca

Se gli spiriti di questo museo potessero parlare… avrebbero una voce roca

Al contrario dei precedenti film e della realtà, per la prima volta i Warren fanno qualcosa di utile per i loro “clienti”: Ed legge dalla Bibbia e tutto va a posto. Ammazza, è così facile? Allora lo voglio fa’ pure io il demonologo!
La conclusione del film è di una velocità del tutto sproporzionata rispetto alla storia: dopo 100 minuti in cui una strega fa le peggio cose e piega la realtà a suo piacimento, zac e tutto risolto?

«Mi guardo allo specchio, arrabbiata e delusa. Al diavolo i miei capelli...» Aspetta, ho sbagliato libro: non è la Bibbia, è 50 sfumature di grigio!

«Mi guardo allo specchio, arrabbiata e delusa. Al diavolo i miei capelli…»
Aspetta, ho sbagliato libro: non è la Bibbia, è 50 sfumature di grigio!

The Conjuring ha guadagnato centinaia di milioni di dollari in tutto il mondo, quindi non avrà paura del giudizio del Zinefilo, che è: la vera paura arriva dalla noia profonda di un film fatto solo di rumori improvvisi!
Da segnalare però la deliziosa “citazione” finale. «Ha chiamato padre Gordon» dice Lorraine nell’ultima scena. «Se possiamo, vorrebbe incontrarci domani. C’è un caso a Long Island di cui vuole parlarci.»
Ovviamente il “caso” è la celebre possessione di Amityville, ma di questo avrò tempo di parlare abbondantemente…

L.

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26 risposte a The Conjuring (2013) L’evocazione

  1. Lucius Etruscus ha detto:

    Visto che stanotte si è misteriosamente accesa da sola la TV, tengo a precisare che con questo mio ciclo di post non sono dissacrante nei confronti degli spiriti ma di chi ci campa sfruttandoli: vi voglio bene, presenze arcane, quindi non svegliatemi più nel pieno della notte 😛

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    • benez256 ha detto:

      Per caso la tua TV è una Samsung? Perchè a volte lo faceva anche la mia. La prima volta mi cono ca**to addosso…

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    • Giuseppe ha detto:

      Sì, sì, sbalzo di corrente, dicono tutti così! C’è sempre una spiegazione razionale, ceeerto, come no… prossimamente al cinema (tratto da una storia vera) The Night Transmitting – La TelEvocazione 😛
      P.S. Mi unisco al club del tubo catodico, con un Philips degli inizi del ’99 ancora perfettamente funzionante (solo un paio di piccole riparazioni), ma senza goliardie notturne 😉

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  2. benez256 ha detto:

    Quindi mi dici che questo è il classico film che fa paura solo per qualche spaventarello qua e là? Strano, chi se lo sarebbe aspettato da un horror degli ultimi anni………il protagonista se non sbaglio è lo stesso di “Insidious”, altro film che mi ha fatto saltare sulla sedia solo per qualche colpo ad effetto qua e là ma al quale mancava mordente…

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  3. Cassidy ha detto:

    Un altro gran pezzo, spero che la tua tv non ti svegli più nel cuore delle notte, ti voglio scattante per affrontare Amityville 😉 Sul film la pensiamo allo stesso modo, Wan forse è ora che va a far sgommare la macchine, ho apprezzato la tua ricostruzione storica dei fatti, e la didascalia su 50 sfumature di grigio, quello si che potrebbe terrorizzare i demoni! 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Le 50 sfumature sono entrate nell’armamentario fisso di ogni esorcista 😀
      Wan è un ottimo regista, ma lo preferisco quando fa saltare le macchine che quando fa saltare gli spettatori , con finto spavento 😛

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  4. Denis ha detto:

    AH AH;si vede anche avrai attivato per sbaglio il timer di accensione,La maschera di cera me l’ho ricordo perchè Paris Hilton faceva un servizietto a un negro,e c’era Jared Padalecki di Supernatural dove in una puntata reincontra Paris!
    Ti ho preparato la recensione delle serie Arkham di Batman,pensa che 2 mesi fa in un cestone dell’Unieuro c’era Batman Arkham Knight per Pc a 0,99 cents!
    Poi mi dovrà arrivare il gioco di Conan!
    Comunque ottimo Death Sentence

    Piace a 1 persona

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