Totò Tarzan (1950) Io Tarzan, tu bona

TotoTarzanA parte i primissimi titoli degli anni Trenta, il fenomeno di Tarzan esplode potente in Italia tutto insieme nel 1947, quando cominciano ad arrivare tutti i film di Johnny Weissmuller. In poco tempo il re della giungla è un fenomeno di costume e non poteva essere ignorato da un altro “nobile”, sempre attento al costume italiano: il principe della risata Totò.

TotoTarzan_AUn team affiatato di sceneggiatori scrive per Mario Mattoli il film TotoTarzan, un condensato di parodie burroughsiane e di satira sociale che esce nei cinema il 10 novembre 1950. La RHV (Ripley’s Home Video) lo rimasterizza in DVD dal 7 luglio 2009.

TotoTarzan [1950-11-10]Dimenticate Lord Greystoke, perché a morire disperso nella giungla africana è il nobile italianissimo Della Buffas, che lasciò un infante allevato dalle scimmie. Oggi il ragazzo è cresciuto e potrebbe pretendere la ricca eredità paterna se solo qualcuno lo andasse a prelevare nella foresta: ci pensa il più che interessato trio composto dal bieco Stanis (il mitico Mario Castellani, eterna spalla di Totò), il forzuto Spartaco (Tino Buazzelli) e l’avvenente Iva (Marilyn Buferd).
Proprio la donna ballerà nella giungla e trarrà in trappola la “scimmia bianca”.

TotòTarzan e suo fratello Bongo

TotòTarzan e suo fratello Bongo

Con un profluvio di battute entra in scena Totò dopo un’irresistibile scena in cui “parla” con Bongo, suo fratello scimmiesco: mentre il Tarzan originale si esprime a parole nel linguaggio delle scimmie, Totò Tarzan non ha problemi a farsi capire a gesti… in un linguaggio assolutamente universale!

Il linguaggio universale della giungla!

Il linguaggio universale della giungla!

Avvicinato così dal terzetto di esploratori, si scopre che il selvaggio parla benissimo italiano, anzi comincia una serie di battute da antologia… alcune delle quali scritte dal giovanissimo ed esordiente Ettore Scola!

— Io Tarzan, tu bona!

«Come primo lavoro, [Metz e Marchesi, due degli sceneggiatori del film] mi diedero il soggetto di Totò Tarzan e mi dissero di studiare delle gag, delle battute, piccole scenette» racconta Scola in “Umorista con la cravatta” (in Qui comincia l’avventura del signor…, Firenze 1984, pag. 90). «Io le scrivevo e le portavo all’albergo Moderno, dove stavano loro. Lavoravano in una stanza matrimoniale, con tutti i copioni sparsi sul letto. Leggevano velocemente le mie cose, le scartavano quasi tutte, solo due o tre se ne salvavano e me le pagavano seduta stante. Mi davano i soldi e il nostro rapporto finiva lì. Ci saremmo visti per il prossimo film. La prima battuta della mia vita cinematografica la scrissi, appunto, per Totò Tarzan […]: — Lei Cheeta, io Tarzan, tu bona

Ecco chi ha ucciso l'amico leopardo!

Ecco chi ha ucciso l’amico leopardo!

Scoperto di essere il rampollo Antonio Della Buffas, il nostro eroe viene portato un po’ controvoglia nella civile Europa, culla del progresso e piena di tutte quelle comodità che rendono la civiltà occidentale superiore all’Africa. Ovviamente tutto questo è lo spunto per una serie di gag satiriche su quanto sia fasullo il senso di progresso e di civiltà.
Chiuso in una stanza d’albergo a combattere con le diavolerie del progresso tecnologico, dopo aver distrutto tutto Totò dice a Tarzan una battuta spettacolare:

— Caro Bongo, questa è le civiltà: hai tutto quello che non vuoi, quando non ti serve.

I piani della banda di Stanis sono rovinati dall’arrivo del barone Rosen (il bravo Vinicio Sofia), che con i suoi avvocati riesce a diventare tutore di Totò: ora basterà fare in modo che muoia per mettere le mani sull’eredità dei Della Buffas.
Stanis riesce però a rovinare questi piani facendo arruolare il selvaggio: se fa il servizio militare sarà considerato un cittadino emancipato senza bisogno di tutori. Basterà fargli sposare Iva per carpirgli l’eredità.

Povero re della giungla, tutti contro di lui!

Povero re della giungla, tutti contro di lui!

Dopo una serie di battute irriverenti anche sull’esercito, il povero Totò manda tutti a quel paese: stanco della civiltà e del progresso, raggiunta Iva fugge con lei in Africa, dove caccia a pedate chiunque gli porti oggetti “comodi”, frutto della civiltà.

Vita famigliare nella giungla... con scimmia ad ore!

Vita famigliare nella giungla… con scimmia ad ore!

Come sempre nei migliori film con Totò, oltre le gag e le battute immediate ci sono critiche taglienti che appartengono ad un’epoca d’oro ormai lontana. Si poteva criticare la società “civile”, anche se velatamente e sotto forma di commedia, così come le mode del momento e chi critica le mode del momento, anch’essa una moda…
Rivisto mille volte fa mille volte ridere ma ogni volta si coglie qualcosa di più: TotoTarzan rimane un mito immortale e uno dei prodotti collaterali dell’arrivo massiccio del “vero” Tarzan sugli schermi italiani.

Totò a luci rosse!

Totò a luci rosse!

Una curiosità. Quando dall’avvocato entra una donna con una pelliccia di leopardo – non a caso la donna si chiama Giacoma – Totò si infuria e, convinto sia stata lei ad uccidergli l’amico leopardo, le strappa via la pelliccia lasciandola in sottoveste.
La foga dell’attore, unita sicuramente alla sua passione per le attrici, fa sì che esageri e in pratica Totò lascia a seno scoperto l’attrice. Subito un cambio di inquadrature rimette a posto la situazione, ma rimane una brevissima sequenza di qualche secondo… molto hot!

L.

amazon

– Ultimi post simili:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Scimmie e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Totò Tarzan (1950) Io Tarzan, tu bona

  1. Cassidy ha detto:

    La battuta sulla cività può rientrare nelle “frasi maschie” che ci piacciono tanto? Il dettaglio hot non lo ricordavo, il film si invece, la scena dei gesti con la scimmia mi fa sempre ridere 😉 Cheers!

    Piace a 2 people

  2. Giuseppe ha detto:

    E quando lui e Bongo, macchinisti improvvisati, lanciano il treno a una velocità da TGV ante-litteram senza fermarsi a nessuna stazione? Guardando i passeggeri sulle banchine che si sbracciano “Li vedi (a Bongo)? Loro mi salutano, ma io non li conosco! Sono un indipendente” 😀

    Piace a 2 people

  3. loscalzo1979 ha detto:

    Tuttora la scena del Treno è fra quelle più surreali e triviali di questo film.

    Il costume di Bongo è in una scala Pezzente forte da 1 a 100 direi 101

    Piace a 1 persona

  4. Pingback: TotòTarzan (1950) | IPMP – Italian Pulp Movie Posters

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.