Unrivaled (2010) Il Cine-MMA senza rivali

Unrivaled
Potete pensare e dire quello che volete del Cine-MMA lanciato dall’ex campione marziale argentino Héctor Echavarría, ma il fatto è che funziona: i prodotti sono economici ma incassano bene, grazie principalmente alla presenza di grandissimi veri campioni del momento, nomi molto noti del mondo delle mma (mixed martial arts).
Così alla Grindstone, la casa di Echavarría, si unisce addirittura la Lionsgate, che quando c’è della Z nell’aria arriva subito leccandosi le dita: il 16 marzo 2010 esce in DVD uno dei migliori titoli di questo ciclo, Unrivaled.
Anch’esso, come tutto il Cine-MMA, inedito in Italia.

Unrivaled_ARingo Duran (Héctor Echavarría) è un lottatore in disgrazia, ridotto a bazzicare le arene più malfamate per tirar su qualche dollaro, in incontri molto duri che non badano né alla correttezza né al fair play. Per esempio una notte, scontrandosi con Luca “The Brute” Popoff (interpretato dall’mma fighter Nate Marquardt), questi gioca sporco massacrando Ringo senza che l’arbitro faccia una piega.

Il vero lottatore Nate Marquardt è "The Brute"

Il vero lottatore Nate Marquardt è “The Brute”

Il giovane Link (Steven Yaffee) lo aiuta e gli fa da secondo, ma rimane il fatto che il protagonista è un lottatore finito.

Ma quanto è brutale questo Brute...

Ma quanto è brutale questo Brute…

Quando non viene massacrato in pit fight illegali, Ringo fa il barista al Red Pagoda, localino notturno con ballerine mezze nude gestito da Kara (Jordan Madley).
Neanche qui però può starsene tranquillo, perché c’è Sergio Ponzo (Al Sapienza) che rivuole i suoi soldi e puzza dannatamente di mafioso: non sembra un tipo con cui tirare troppo la corda. Il problema è che il lottatore gli deve 20 mila dollari… ma in tasca non ha che i 100 dollari guadagnati quella sera.
Insomma, tutto il mondo è contro il provero Ringo.

Non ne va bene una, al povero Ringo

Non ne va bene una, al povero Ringo

Invece sembra andar bene per Alonzo Scott, interpretato dal quel montagnoso Keith Jardine già visto in un ruolo secondario di Death Warrior (2009): lì faceva l’amico del protagonista, qui invece è il villain del film.

Torna Keith Jardine, stavolta nel ruolo di cattivone

Torna Keith Jardine, stavolta nel ruolo di cattivone

Scopriamo che a New York il campione Christopher “The Pressure” Holland (interpretato dal vero lottatore Rashad Evans, anche lui già visto di sfuggita in Death Warrior) lancia il Maximum Cage Warrior League: un torneo per dilettanti per scoprire i campioni del futuro, che dovranno alla fine vedersela con The Pressure stesso.

Rashad Evans nel ruolo del cattivo più cattivo

Rashad Evans nel ruolo del cattivo più cattivo

Ecco perché il ricco Alonzo si sta allenando: vuole vincere quel torneo e diventare professionista.

Un tipetto tostarello

Un tipetto tostarello

Con un curioso espediente di sceneggiatura, l’altro organizzatore dell’evento vuole Ringo Duran tra gli sfidanti, perché è un uomo di cuore e la gente ama queste cose. Holland invece vuole Alonso perché è grintoso, e insomma è tutto un trucchetto per avere i due a confrontarsi sul ring.

Mi spiace, ma il solito training montage non lo reggo...

Mi spiace, ma il solito training montage non lo reggo…

Il torneo inizia e ovviamente il granitico Alonzo è subito tra i preferiti, ma è cattivo ed è cattivo in tutto quello che fa, mentre Ringo è il buono ed è buono in tutto quello che fa. Ehi, che volete? Sono queste le regole dei film marzial-sportivi…

Alonzo il campione

Alonzo il campione

Al povero Ringo tocca come primo avversario Landon “The Brother” Popoff (interpretato dal vero lottatore Forrest Griffin), fratello di quel “The Brute” che l’ha massacrato ad inizio film. Capito? Essendo fratello di un lottatore, si fa chiamare… The Brother! Geniale…

Ringo contro Brother

Ringo contro Brother

Pure questo fratello Popoff è scorretto e infatti ha un peso nel guantone con cui sgommare di sangue Ringo, ma stavolta questi non fa più il buono e reagisce: immobilizzato l’avversario a terra con una di quelle prese mma che non lasciano scampo, lo picchia con il suo stesso guantone truccato! Ok, mille punti per Ringo!

Ringo alla riscossa!

Ringo alla riscossa!

Tutt’altro discorso per l’atteso combattimento contro Alonzo, il quale non muove un dito: è chiaro che si è venduto il match ed esce fuori che Sergio sta manovrando tutto per guadagnare sulle scommesse.

Sembra lo scontro finale, ma non lo è

Sembra lo scontro finale, ma non lo è

Il big fight sarà proprio contro The Pressure, un lungo incontro che rispetterà il format dei film marzial-sportivi: il buono viene gonfiato come una zampogna per mezz’ora poi tira un pugno e vince. Perché è buono, e non c’è bisogno di altre spiegazioni.

Mossa dell'Accucciamento! (nome non ufficiale)

Mossa dell’Accucciamento! (nome non ufficiale)

Non è certo la trama che rende Unrivaled migliore rispetto ai precedenti, bensì l’ottima regia di Warren P. Sonoda che mette in campo una buona fotografia e crea un prodotto molto più cinematografico rispetto ai rozzi prodotti visti finora. Rimane un piccolo film per appassionati, ma Unrivaled è fatto tecnicamente così bene che non ha nulla da invidiare ad un normale film sportivo di serie A.

L.

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6 risposte a Unrivaled (2010) Il Cine-MMA senza rivali

  1. Cassidy ha detto:

    Quindi ci troviamo di fronte a: The brute, the bad and the Brother 😉 Genio assoluto, il film mi manca ma sembra meritevole, segno e recupero. Cheers!

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  2. Denis ha detto:

    Hanno preso dal wrestling la divisione buono (face) e cattivo(heel)

    Piace a 2 people

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