Penitentiary III (1987) Guantoni insanguinati

Penitentiary 3 (VHS ITA)Recuperata grazie ad eBay la VHS d’epoca di questo film, che mi permette di chiudere la Trilogia dei Pugni in Gabbia, nota come Penitentiary. Ho subito riversato in digitale il film per conservarlo e per poter catturarne le schermate che vedete qui di seguito.

Un logo che da solo scioglie il cuore...

Un logo che da solo scioglie il cuore…

Qualcuno fermi Jamaa Fanaka, perché continua imperterrito per la sua strada fregandosene del ridicolo: di nuovo scrive, dirige e produce un film di boxe con Martellino il pugilino, quel Leon Isaac Kennedy che tutto dovrebbe fare nella vita tranne che film sulla boxe.
Il risultato è Penitentiary III, distribuito dalla mitica Cannon il 4 settembre 1987.

Martellino, il pugilino solitario

Martellino, il pugilino solitario

Dopo aver saltato il secondo episodio, l’Italia torna ad occuparsi di Penitentiary e distribuisce questo terzo capitolo direttamente in VHS: la Warner Home Video e Cannon presentano dunque Guantoni insanguinati nel 1992.
Il film arriva in TV il 7 ottobre 1994 per un unico passaggio noto, su un piccolo canale locale.

Leon Isaac Kennedy in un momento da Michael Jackson

Leon Isaac Kennedy in un momento da Michael Jackson

Rieccoci dunque in compagnia di Martell “Too Sweet” Gordone (Kennedy), che nel primo film del ’78 era un vagabondo che in carcere diventava pugile, e nel secondo dell’82 era un pugile che doveva affrontare detenuti cattivi.
Oggi Martellino se la tira da campione del ring, ma il destino lo attende: mani criminali gli drogano l’acqua e lo portano ad uccidere il suo avversario durante il match. Come, non si sa, visto che ha due braccine rachitiche che non basterebbero a schiacciare un pulsante.

Quel ragnetto al centro è il campione di boxe in piena furia distruttrice...

Quel ragnetto al centro è il campione di boxe in piena furia distruttrice…

Così Martellino si ritrova di nuovo diretto in galera… mentre un detenuto al suo fianco suona il sassofono! Giuro che non mi invento niente: quale poliziotto lascerebbe un sassofono a un criminale diretto in galera? Magia dei film di Fanaka…

Un carcere così duro... che ha il proprio coro!

Un carcere così duro… che ha il proprio coro!

Appena arrivato in galera, il direttore (Ric Mancini) e il boss Serenghetti (Anthony Geary) si litigano Martellino, perché in questa realtà di finzione dobbiamo far finta che lui è un campione di boxe: avendo però dato l’addio al pugilato, egli rifiuta le offerte di entrambi di partecipare al torneo pugilistico del carcere.
Questo porterà conseguenze letali.

Fate i bravi, altrimenti saranno... colpi proibiti!

Fate i bravi, altrimenti saranno… colpi proibiti!

A punire Martellino del gran rifiuto viene inviato il Mostro di Mezzanotte (in originale Midnight Thud), un nano interpretato da Raymond Kessler, noto come The Haiti Kid. Il combattimento tra un nano e un rachitico, entrambi neri in una cella buia, raggiunge alte vette di ridicolo ma ci consola sapere che è solo l’inizio.

Un nano nero di notte... cos'è, uno scioglilingua?

Un nano nero di notte… cos’è, uno scioglilingua?

Martellino vince il nano e questi si affeziona a chi l’ha menato, come un personaggio del vecchio film di culto Bomber (1982). Novello Yoda – e non è molto più alto – il nano di mezzanotte diventa maestro di Martel, il quale a sua volta diventa maestro di un detenuto, in un curioso trenino di maestri che in realtà non hanno idea di quel che stanno facendo.

Per il potere degli indici che puntano!

Per il potere degli indici che puntano!

Il nano insegna a Martellino la filosofia dei diti che puntano, che nella vita serve sempre – tu punta i diti e poi dài un pugno, che non ti batte nessuno! – e il pugilino a sua volta insegna al suo pupillo le basi della boxe, tipo “stai lontano dell’avversario”, e con queste conoscenze approfondite il giovane sale sul ring… e viene gonfiato come una zampogna alla fiera delle zampogne, che le altre zampogne sono lì che dicono “ammazza quanto stanno a gonfia’ quella zampogna”.

Ti ho insegnato tutto ciò che so, cioè come farsi gonfiare

Ti ho insegnato tutto ciò che so, cioè come farsi gonfiare

Se già tutto questo non ricalcasse il citato Bomber – che già a sua volta ripeteva la storia de Lo chiamavano bulldozer (1978) ma almeno si trattava sempre di film del compianto Bud Spencer – ci si aggiunge la trovata nuovissima di Martellino che sale sul ring per vendicare il giovane allievo sdrumato di mazzate.

Due diti di violenza!

Due diti di violenza!

L’applauso scatta quando come avversario del protagonista sale sul ring Magic Schwarz, rude caratterista che nel 1990 ritroveremo contro Van Damme in Lionheart: è il biondone in canotta che Lyon manda a rompere una vetrata con la schiena in una specie di palestra.

Perché non hanno fatto vincere Magic Schwarz?

Perché non hanno fatto vincere Magic Schwarz?

Ora immaginate un cristone muscoloso che affronta un gambo di fiore come Kennedy e deve perdere da copione: il film davvero diventa ridicolo col botto. Per fortuna ci pensa Kennedy a peggiorare la situazione, cominciando a fare gridolini marziali e pose plastiche con i ditini che puntano, come se fosse Bruce Fuckin’ Lee: è da lodare il fatto che stia anticipando di qualche anno le idee che daranno il successo a Van Damme, ma il risultato è che si ride della grossa alla faccia del protagonista!

Il vincitore del Premio Espressione Magnum 2016 è.... Martellino!

Il vincitore del Premio Espressione Magnum 2016 è…. Martellino!

Ci sono due momenti spettacolari da segnalare, in questa buffonata di film.
Il primo è quando il nano a bordo ring lancia al suo allievo Martellino delle inutili stupidate come se fossero illuminati consigli pugilistici.
Il secondo è quando il direttore dice al boss Serenghetti «Il tuo problema è che vedi troppi brutti film sulle prigioni», e il criminale non può che ammettere: «Sì, non ce ne sono di buoni».

L.

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4 risposte a Penitentiary III (1987) Guantoni insanguinati

  1. Cassidy ha detto:

    Il logo Cannon fa partire l’esultanza, mentre tra la Magum, e il novello Yoda mi sono spaccato da ridere,, altro che potere di Greyskull, potere dei ditini! 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il finale è degno delle comiche di Benny Hill: il protagonista fa le facce alla Bruce Lee mentre alza i ditini, col nano che grida frasi a caso sentendosi l’allenatore di Rocky: solo la Cannon poteva creare una baracconata simile 😀

      "Mi piace"

  2. Giuseppe ha detto:

    Un nano nero di notte non al netto del ridicolo rincorre rozzamente la rovina rivolgendo la rabbia su di un raro rachitico realmente renitente al ring che lo ramazza rapido e rude 😉

    Piace a 1 persona

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