Lost Voyage (2001) Ritorno dalle acque maledette

Ritorno dalle acque maledetteGuarda caso le navi scompaiono sempre nel Triangolo delle Bermude: com’è che non spariscono mai in un gelido fiordo nordico? Mistero!
Nel 2001 la famigerata UFO (Unified Film Organization) ha già prodotto Epoch (2001) e Shark Hunter (2001): mica vorremo chiudere l’anno senza un altro bel filmaccio a basso costo? Così affida all’inesperto Christian McIntire – tecnico degli effetti speciali promosso per l’occasione regista e sceneggiatore, che incontreremo di nuovo per Warnings (2003) – la realizzazione raffazzonata di Lost Voyage, che arriverà sugli schermi americani solo l’11 maggio 2002.
Stavolta gli italiani fanno il colpaccio, e prima ancora della messa in onda americana la Eagle Pictures riesce a portare il film in DVD italiano il 10 aprile 2002, a noleggio, e poi il 29 luglio 2002 in vendita, affibbiandogli il titolo Ritorno dalle acque maledette. Chissà come ci sono rimasti male gli americani ad essere stati battuti nella distribuzione di questo gioiellino…

Effettoni speciali di quelli buoni...

Effettoni speciali di quelli buoni…

Ritrovatosi a dover inventare una sceneggiatura del genere Ghost Ship, McIntire inizia a scopiazzare a man bassa nel tentativo di dar forma all’informe progetto: i due titoli più celebri che mi sento di identificare come “ispirazioni” sono Sfera (1998, tratto dal romanzo di Michael Crichton) e Virus (1999, di cui avrò modo di tornare a parlare), anche se pure quelli non è che fossero originali al 100%.
Nel maggio del 2000 viene depositato il copyright della sceneggiatura di questo film, firmata da Patrick Phillips su soggetto di lui stesso insieme a Christian McIntire. Sei mesi dopo “nascerà” la sceneggiatura di Nave fantasma della Warner Bros: per saperne di più su questa strana “coincidenza” rimando al citato film.

«Io non sono uno che si impressiona, ma ho paura dei fantasmi!» Con queste idee chiare un gruppo eterogeneo sale a bordo della Corona Queen, nave scomparsa molti anni prima nel Triangolo delle Bermude e ora riapparsa misteriosamente. Cosa è successo nel frattempo? Dove sono andati tutti? Chi ha spinto la nave a tornare? Ci sono degli spingitori di navi fantasma?
Tutte domande inutili che servono solo da labile scusa per far muovere i personaggi nei corridoi bui della nave così da morire uno alla volta, come vuole la regola.

Qualcuno avverta Judd Nelson che la sua carriera è morta negli anni Ottanta...

Qualcuno avverta Judd Nelson che la sua carriera è morta negli anni Ottanta…

Nel ruolo di Aaron Roberts troviamo Judd Nelson, che ha avuto belle occasioni nella sua carriera ma ormai fa sempre lo stesso ruolo: la parodia fallita di se stesso. Per fortuna il titanico caratterista Lance Henriksen solleva il morale dello spettatore, ma poveraccio non può fare tutto da solo in un film morto e dalla fattura dozzinale.

Lance Henriksen, il mito più mito di tutti

Lance Henriksen, il mito più mito di tutti

Il grande Lance interpreta David Shaw, il capo del manipolo di mercenari che fa da apripista agli studiosi della nave misteriosa, guidati dall’inutile Dana Elway (Janet Gunn, che abbiamo incontrato in Carnosaur 3), ma tanto nessuno obbedisce ai suoi ordini, oppressi come sono tutti dai fantasmi che infestano la Corona Queen. La nave infatti a forza di stare nel Triangolo… ha imparato a triangolare!

Ricopiando uno schema fisso già presentato da Triangle (agosto 2001) – appare una nave fantasma, i protagonisti salgono a bordo e iniziano a vedere fantasmi – McIntire pensa bene di basare tutto sugli effetti speciali, essendo in fondo lui un professionista del settore. Il risultato è insulso e imbarazzante: un manipolo di pessimi attori si agita sullo sfondo di pessime location mentre pessimi effetti speciali, fatti al PC di casa, rovinano un prodotto insalvabile.
Il giudizio del Zinefilo è: ma oltre alla nave, non poteva diventare fantasma pure ’sto film?

L.

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15 risposte a Lost Voyage (2001) Ritorno dalle acque maledette

  1. Cassidy ha detto:

    Il pugno in cielo di Judd Nelson è una delle immagini simbolo degli anni ’80, ora se qualcuno alza una mano per lui, è solo per dirgli “Smettila di farti del male!”. Grande Lance, una sicurezza! Su «… ha imparato a triangolare!» sono morto dal ridere 😉 Cheers

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  2. Giuseppe ha detto:

    Ma Judd Nelson quella cosa lassù la sa perfettamente… e, infatti, fra i fantasmi della nave lui ne andava cercando uno in particolare: il fantasma della sua carriera 😉

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