Tarzan sul sentiero di guerra (1951)

tarzan-sul-sentiero-di-guerraIl mito di Tarzan – che vi sto raccontando ogni venerdì – è inarrestabile e il muscoloso Lex Barker convince, masticando film dopo film che Sol Lesser produce per la RKO.
I registi non importano, se ne cambiano a raffica (qui tocca a Byron Haskin), così come Jane non ha più alcun peso nelle storie, quindi la si può cambiare appena l’attrice apre bocca (qui tocca a Virginia Huston).
Tutto cambia basta che rimangano fermi alcuni elementi di sicuro successo:

  1. Tarzan parla poco ma si tuffa tanto
  2. Cheeta fa le boccacce e i rutti
  3. L’azione finale del film dev’essere introdotta dal Tarzan yell.

tarzan-1951_aUscito in patria il 13 marzo 1951, Tarzan’s Peril arriva in Italia il 19 marzo 1952 con il titolo Tarzan sul sentiero di guerra.
Non si conoscono edizioni per l’home video ma ha una vispa vita televisiva sulla RAI, a partire dal 5 novembre 1974

E vai con la capoeira!

E vai con la capoeira!

Siamo nell’Africa coloniale dove i bianchi si assicurano che i neri vivano in pace. Curioso, i neri vivevano benissimo prima dell’arrivo dei bianchi, ma negli anni Cinquanta non è ancora stato capito.
Con aria paternalistica e cripto-razzistica i “padri bianchi” guardano sorridenti i bambini neri, perché gli adulti neri fanno schifo – lo testimoniano ancora oggi le campagne di solidarietà, che mostrano sempre bambini neri malati e mai adulti.
Si dice che alcuni cattivi contrabbandieri stiano portando alcol e armi tra i bravi selvaggi e questo non va bene. Renderli schiavi dei bianchi sì, ma dar loro alcol e armi no…

«Oltremodo pittoresca codesta popolazione nera, non trovi George?» «By Jove, concordo con te Steve.»

«Oltremodo pittoresca codesta popolazione nera, non trovi George?»
«By Jove, concordo con te Steve.»

Il perfido Radijeck (George Macready) organizza il trasporto di armi e fa il doppio gioco con i suoi stessi uomini, perché è cattivo malgrado porti per tutto il film una borsa a tracolla: ma che cacchio c’era di così importante da tenerla stretta pure mentre minaccia Tarzan? Boh…
Tarzan e Jane vivono uno strano rapporto, si guardano come se qualcosa si fosse incrinato: il loro rapporto non è più quello d’un tempo, la quotidianità logora e a prendere sempre la stessa liana e a cavalcare sempre lo stesso elefante ci si stufa. E poi mai che Tarzan gli porti un diamante, sempre e solo banane…

Caro, basta banane. ora ci vuole il brillone!

Caro, basta banane. ora ci vuole il brillone!

Immaginate il maritino che torna a casa: «Tarzan portato due banane. Così almeno una tu mangiare!» Insomma, pare che il rapporto non sia più quello di una volta.
Tutto questo però è taciuto, è un semplice gioco di sguardi: credo sia principalmente dovuto al fatto che il personaggio di Jane non ha più alcun peso nella storia, è una semplice comparsa e basta.

Jane è ormai assente, così Tarzan da re della giungla... passa ai fornelli!

Jane è ormai assente, così Tarzan da re della giungla… passa ai fornelli!

Il perfido Radijeck fa cose perfide, in quanto perfido, ed organizza una specie di milizia della giungla che non si sa bene cosa voglia fare. Tanto poi arriva Tarzan che mena a tutti, con uno spettacolo che ricorda le scazzottate dei film italiani anni Sessanta e Settanta: trampolini sul set e attori che saltellano di qua e di là.

«Mo' Tarzan mena...»

«Mo’ Tarzan mena…»

L’importante è infatti che i buoni non risultino mai violenti, così si dà giusto qualche pugnetto fintissimo e poi tutti a svolazzare in giro: perché se butti giù il nemico con una capriola è meno violento che se lo prendi a calci.
Finito di svolazzare, arriva Cheeta e rutta: ammazza che classe, ‘sti film di Tarzan!

Prima dell'urlo di Tarzan... c'è il rutto di Cheeta!

Prima dell’urlo di Tarzan… c’è il rutto di Cheeta!

Cosa c’è rimasto di esotico nel filone di Tarzan, che deve la sua fortuna a belve feroci e al fascino della natura selvaggia? Ormai siamo sempre più nella pubblicità delle Gocciole e non c’è più alcun accenno ad animali feroci: c’è solo cita che fa le boccacce.
Ormai Tarzan è un prodotto per bambini, e infatti la RAI fa a botte per trasmetterne le innocue avventure: tornerà mai ad essere il re della giungla? Chissà…

L.

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5 risposte a Tarzan sul sentiero di guerra (1951)

  1. Cassidy ha detto:

    Ok dai, il film è la forgia su cui è stata modellata la pubblicità delle Gocciole, ma vale solo per la tua descrizione della crisi della vita coniugale tra Tarzan e Jane, meraviglia, sono scoppiato a ridere sul bus come un cretino 😀 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Malgrado non sia ufficiale, credo sia la prima manifestazione di una crisi di coppia nella giungla! 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Jane: “Sai, io ho bisogno di un uomo che mi ascolti, mi capisca, mi faccia ridere… Sì, le banane fanno bene, lo so, per via del potassio. Ma…”
        Tarzan:” Ma tu a potassio preferisce carbonio di grande brillone per vantarsi con amiche, come se io non sapere questo. E dove io andare a trovare gioielleria aperta in giungla, eh? Tu non chiedere me aspettare ladri di brilloni che passa, perché io buono e non rubare a ladri!”
        Jane: “Non ti permetto di parlarmi in questo modo, razza di scimmione senza pelo!”
        Tarzan: “Oh, ma tu scusare me! Mia liana non bastare più? Io non abbastanza ricco per signora? Non abbastanza raffinato, eh? Tu avere ragione! Io rimanere me stesso, anche se non andare bene te! Adesso tu sente mio nuovo grido, Cheetah dato ispirazione me… BUUUuUuUUUuUuUUURRRPP!”
        Cheetah: (scuote la testa, rassegnata) 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah capisci che il rapporto non è più idilliaco come una volta! 😀

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  2. Pingback: Tarzan sul sentiero di guerra (1951) | IPMP – Italian Pulp Movie Posters

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