Hellbound (1994) All’inferno e ritorno

hellboundLascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage! Gli lascio volentieri la parola: io mi limito alle didascalie.
L.

«Il buio ha paura di Chuck Norris», «Chuck Norris può allacciarsi le scarpe con i piedi», «Quando Chuck Norris ti sta per uccidere non rivedi la tua vita. Rivedi tutte le puntate di Walker Texas Ranger».
Signori miei, pochi giri di parole: i Chuck Norris facts sono arte allo stato puro. E allora, sentendomi ispirato, ne aggiungo uno: «Chuck Norris ha recitato in Hellbound».

Come? Cos’è Hellbound? Semplicemente un film porcheria del 1994 in cui forse si sarebbe rifiutato di farsi scritturare anche uno Zequila o un Interrante qualsiasi. Ma non il buon Chuck, lui ha fegato per certe cose. E ha pure un cuore grande così visto che il regista di questo immondezzaio è il fratello Aaron, quello candidato più volte all’Osc… ah no.

Comunque la pellicola inizia con un’introduzione scritta che scorre verticalmente su schermo nero e subito pensi che per sbaglio hai fatto partire il DVD di Star Wars ma quando viene citato un certo Prosatanos, emissario di Satana, ti tranquillizzi e rimembrando il sottotitolo italiano (All’inferno e ritorno) ti dici «Ah, tutto torna».
Poi ci ritroviamo proiettati al tempo delle Crociate con tanto di cavalieri guidati da Riccardo Cuor di Leone e… boh. In un millisecondo siamo passati da Guerre Stellari a Indiana Jones e di Chuck non c’è traccia. Non sarà nulla ma, vista la sbornia narrativa, come minimo mi aspetto di vedere sbucare un Gremlins entro 3… 2… 1… Niente.

Invece si palesa il nostro Prosatanos (Christopher Neame) che vorrebbe evocare il diavolo ma viene interrotto dal prode re e rinchiuso in un sepolcro. Sulle modalità della sua sconfitta mi permetto una perplessa “alzata di ciglia”: i demoniaci nonché mostruosi servitori del maligno sono annichiliti senza troppe difficoltà e spesso con sonori cazzottoni, insomma, per il potere di Bud Spencer! Addirittura Prosatanos si fa sorprendere alle spalle come il bambino più sfigato del nascondino. Vi segnalo sommessamente che dovrebbe essere il prediletto di Satana. S’andà bene.

Salto temporale, 1951: due gaglioffi in cerca di tesori lo liberano per sbaglio dal suddetto sepolcro, ancora niente Chuck ma sento che il momento si avvicina. E infatti quando passiamo ai giorni nostri, udiamo il tonfo di uno sganassone e un tizio si lamenta per i metodi brutali del poliziotto Frank Shatter, capiamo di aver fatto centro: l’agente è ovviamente il sommo Norris che, col collega Jackson (Calvin Levels), si diverte a fare il giochetto del poliziotto buono/poliziotto cattivo.
Peccato che nei pressi ci sia Prosatanos che sta cercando di ricomporre lo scettro testé diviso da Riccardo Cuor di Leone e fonte del suo potere. Così ne acquista un pezzo da un rabbino che poi tenta di ucciderlo, il demone, per tutta risposta, gli estrae il cuore, spaventa una squillo che, sopraggiunta, fa un urlo da Actors Studio “de noattri” e, probabilmente irritato dalla scarsa vena recitativa di quest’ultima, la scaglia dalla finestra. Giusta punizione.

La sventurata peripatetica plana sull’auto di Chuck, la quale auto ha preso dal possessore i poteri terapeutici visto che la malcapitata è irrealisticamente sopravvissuta. E Chuck lo capisce con uno sguardo. Fatta la diagnosi, trova il colpevole e gli spara ma Prosatanos, che dopo aver perso a nascondino con re Riccardo è un po’ migliorato, ne esce indenne e scappa. E visto che il nostro divo non accetta mai (mai) la sconfitta, parte un’indagine che porta Shatter e Jackson prima a conoscere Leslie, un’esperta di reperti antichi che espone loro la leggenda di Prosatanos, e poi a recarsi in Israele per “scortare” le spoglie del rabbino. Dietro l’angolo dunque.

In terra straniera intanto Jackson, da buona spalla comica, fa solo battute che non fanno ridere: non vedevo una persona così poco divertente dai tempi de La sai l’ultima. Chuck invece litiga col capo di polizia locale per questioni di vestiario (sul serio… e d’altronde presentandosi con giacca e, sotto, maglietta con palme stile Hawaii il nostro non fa proprio una figura da Pitti Uomo) e decide di indagare in proprio. In ogni caso ormai da molto, troppo, tempo, nonostante una trama già delineata che avrebbe bisogno di qualche scossone per interrompere il torpore, l’azione latita paurosamente.

Niente marzialità, botte da orbi ridotte ai minimi termini (ma minimi minimi), al massimo ci viene concesso qualche inseguimento causato da un irritante ragazzino truffatore.  I colpi di scena, come la presenza in Israele di Leslie o il fatto che lavori per un professore che poi è Prosanatos sotto mentite spoglie, sono a dir poco telefonati, strano perché con un regista come Aaron… ah no, nulla. Tutto nella norma.
E allora tu, sventurato spettatore in preda alla noia più annichilente, vai avanti con la sola speranza di vedere il nostro eroe prendere a calci rotanti nelle chiappe il figlioccio di Satana; vi risparmio lo spoiler reale che toglierebbe ogni residuo di senso alla visione ma mi chiedo: Chuck come ti hanno ridotto? Senza contare che le colpe sono da attribuire al sangue del tuo sangue. Anche alla luce di ciò ribadisco che «Chuck Norris ha recitato in Hellbound» è un emerito Chuck Norris facts. Un fottutissimo Chuck Norris facts.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film ma ora nasce un problema: possedendo io tutti i film di Norris usciti in Italia… devo per caso iniziare a presentarli qui sul blog? Fatemi sapere…
L.

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15 risposte a Hellbound (1994) All’inferno e ritorno

  1. Cassidy ha detto:

    Chuck Norris con camicia alla Magnum P.I.? In effetti i baffoni ci sono, forse puntava a sostituire Tom Selleck, e prendersi tutto il palinsesto mattutino della tv Italiana, la mattina “Magnum P.I”, la sera “Walker Texas Ranger” 😉 Cheers

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  2. Evit ha detto:

    Certo il trailer lo spaccia come un horror forse niente male, poi vedi che c’è Chuck Norris e ti ricordi che anche Schwarzenegger ha combattuto il diavolo una volta, e il pubblico si è addormentato.

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  3. Giuseppe ha detto:

    Quando qualcuno manda al diavolo Chuck Norris, il diavolo si converte. Per poter recitare le sue ultime preghiere 😉
    Ammiro il coraggio di Willy nell’essersi risciroppato tutto questo: io, come primo ricordo, ho l’indemoniato Christopher Neame nei momenti di incaprettamento oculare (cioè con occhi e pupille orizzontali da capro malefico) e, per me, vedere Neame conciato così è già doloroso. Il fatto è che poi mi torna alla mente anche tutto il resto 😛

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  4. Pingback: Street Knight (1993) Il cavaliere della strada | Il Zinefilo

  5. Pingback: Chuck Norris 23. Hellbound (1994) | Il Zinefilo

  6. Kuku ha detto:

    Avevo sbagliato e leggere e avevo letto Prostatanos…

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