The Sacrament (2013)

the-sacramentRagazzi, il finto giovane Ti West ha la ricetta giusta per la nuova frontiera dell’horror: ripetere esattamente quanto già detto ma farlo molto, ma molto male. Ideona, no?

Cominciate pure a sacramentare...

Cominciate pure a sacramentare…

Così porta a cena una decina di produttori, tra cui Eli Roth, li fa ubriacare e propone loro: «A rega’, se buttamo tutti in un prato in Georgia, mettiamo due panche e diciamo che è una comunità, mettiamo seduto un panzone che spara parole in libertà e diciamo che è un santone, i due camerieri che ci hanno appena serviti diventano giornalisti, due telecamere diventano un found footage che piace sempre, e con dieci dollari abbiamo fatto un film. Lo scrivo e lo dirigo io, voi non dovete fare niente: giusto Eli Roth deve mettere il nome in locandina perché la gente misteriosamente lo considera uno famoso.»
Il progetto va in porto e il risultato è il ridicolo ed imbarazzante The Sacrament, che è molto meno complesso di come l’ho appena descritto.
Uscito in patria il 1° maggio 2014, la Midnight Factory lo porta in DVD e Blu-ray dal 16 giugno 2016.

Telecamera nascosta che riprende solo buchi del naso...

Telecamera nascosta che riprende solo buchi del naso…

Perché c’è del sangue nella locandina italiana del film? Perché nel nostro confuso Paese, dove si chiama “horror” qualsiasi cosa, tanto che ormai la parola non ha più alcun significato, questo filmaccio viene spacciato come “di paura”?
È la finta vera reinterpretazione buffonesca del triste noto episodio di Jonestown, nella sudamericana Guyana, dove il 18 novembre 1978 quasi mille adepti del pastore fondatore Jim Jones si tolsero la vita bevendo cianuro. L’evento fa così parte del background culturale americano che riciccia fuori ogni tre per due, anche perché in America ci sono più santoni che abitanti e ognuno di loro può essere il nuovo Jim Jones.
Prima che lo faccia il pencolante Verità sepolte (The Veil, 2016), che almeno però è veramente horror, Ti West vuole raccontare quella storia di massacro di massa fingendo che sia di paura. E in effetti qualcosa mette paura: il fatto che ci sia riuscito…

Sembra Maurizio Mattioli, ma è un santone...

Sembra Maurizio Mattioli, ma è un santone…

The Sacrament è il nulla con il buco intorno, è la storia sfarlocca e fintamente posticcia di tre giornalisti ebeti che volano fino ad un prato, spacciato per località esotica, e intervistano il santone di turno (interpretato da Gene Jones… capito? Il santone Jim Jones interpretato da Gene Jones…) che, temendo l’arrivo di forze occidentali capitalistiche e consumistiche, guerrafondaie e avanti popolo alla riscossa, corrotte e chi muore per la patria vissuto è assai, non ci sono più mezze stagioni ed è tutto fatto con le polverine, decide un bel suicidio di massa. Anche per far finire ‘sta buffonata di film.
E in effetti il film finisce. Non una goccia di sangue, non un momento di tensione, non un qualsiasi spunto che faccia capire perché abbiano fatto il film, non un qualsiasi minimo elemento che possa far scambiare questa porcata per un film, invece del nulla che è realmente.

Alcuni spettatori che si suicidano dopo la visione di questo filmaccio

Alcuni spettatori che si suicidano dopo la visione di questo filmaccio

Finto found footage, con telecamerine che dovrebbero testimoniare i veri finti eventi, finti attori – ma veri cani – e un protagonista che ha lo stesso carisma di un bicchiere vuoto. Un bicchiere di cianuro, vuoto.
Probabilmente un film simile è stato fatto vedere da Jim Jones ai suoi adepti, che hanno tutti scelto la morte volontaria…

L'inquadratura migliore del film

L’inquadratura migliore del film

È questo il nuovo cinema horror? Il cinema “giovane” guidato da registi nati vecchi? Ho capito che non ci sono soldi e tocca sfornare film fatti con il pongo, ma la inutile nullità alla base di questo titolo non è colpa del budget…

L.

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10 risposte a The Sacrament (2013)

  1. benez256 ha detto:

    Da quando una volta per sbaglio Tarantino ha puntato su Eli Roth sembra che lui sia diventato il nuovo dio del cinema. Addirittura adesso siamo arrivati al punto di metterlo in locandina solo perchè ha contribuito con due spicciloli. Ty West me lo ricordo cortonetraggista assieme ad altri 10mila registi ma senza mai uscire dallla massa…

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  2. Cassidy ha detto:

    Ty West è un hipster, quando rilascia interviste viene voglia di picchiarlo per quanto se la tira, poi però con due film come “The House of the Devil” e “The Innkeepers” fa tutto giusto, lì davvero non succede NULLA, ma sono due film che tengono davvero in tensione. Poi arriva questo “The Sacrament” che da un bel calcio al secchio del latte. Dici bene, il nulla, ma senza la minima tensione. Non vedo l’ora di leggerei tuoi altri pezzi, hai anche il nome della rubrica “Ty il terribile” 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se il meglio Ty lo ha dato con i titoli precedenti, mi sa che andiamo male 😀
      Se Ty il Terribile è la nuova frontiera dell’horror, allora Blair Wirth Project era il Dio dell’Horror! E metti che un giorno arriva qualcuno che magari ha anche un’idea che non si basi sul nulla? Come lo chiamiamo? Per fortuna non succederà mai…

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    La citazione di Maurizio Mattioli mi ha steso. Grazie, davvero.

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  4. Denis ha detto:

    Gia in Mangiati Vivi di Lenzi c’era una figura come Jones,meglio quell’altro di Karyn Kusama mi sembra Testament il titolo,ho visto un film d’assedio che potrebbe piacerti Tower Block:)

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  5. Giuseppe ha detto:

    1) Mi hai rubato la battuta già con la didascalia sotto il titolo 😉
    2) Io l’ho amato il Ti West dei due film che cita Cassidy, ma questo francamente… bah 😦

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