Killing Salazar (2016) Tiburon espinado

killing-salazarCi sono uomini che si votano anima e corpo ad una causa: uno di questi è l’hawaiiano Keoni Waxman (classe 1968), che passa la sua vita a creare filmacci inguardabili per Steven Seagal.
Tutti i prodotti peggiori dell’action hero che fu, sia filmici che televisivi, portano la firma di Waxman che, tenendo fede al proprio cognome (“uomo di cera”), si adatta volta per volta a creare il peggio del peggio per l’uomo a cui ha votato la vita.

Piccole case (o casupole) permettono a Seagal di sfornare uno dei suoi sei filmacci del 2016 (e l’anno è ancora lungo da finire): non è chiaro quando Killing Salazar sia uscito in patria – è facile si siano vergognati troppo e sia un prodotto destinato solo all’estero – comunque la Notorious Pictures lo porta in DVD e Blue-ray italiani dal settembre 2016, in vendita dal 20 ottobre successivo.

La faccia di Luke Goss quando si rende conto di aver fatto un film con Seagal...

La faccia di Luke Goss quando si rende conto di aver fatto un film con Seagal…

Un rutilante incrocio di flashback ci fa girare la testa e rende molto difficile entrare nella storia, anche se “entrare nella storia” sembra una battuta quando è riferita ad un film con Seagal. Il principale motivo di sgomento è vedere il 48enne Luke Goss che entra in una squadra d’élite militare composta da giovinastri: sbaglio io a ritenerlo un pizzico fuori ruolo, visto che serviva un giovanotto e lui non lo è più?
Luke Goss è ben noto a questo blog e non è un segreto che ambisca a diventare il principe della Z – e ce la mette proprio tutta, sbucando nei più ridicoli film mai apparsi in home video – ma vederlo in un training montage militare, vederlo cioè impegnato a farci credere che un qualsiasi corpo scelto investa tempo e risorse nell’allenare un 48enne… be’, è davvero da Premio Baldwin!
Ah no, aspetta, vogliono anche farci credere che Seagal sia ancora vivo, quindi a questo punto è come per i tornei di lotta brasiliana: vale tudo!

Ahahahahahahahahah!

Ahahahahahahahahah!

Il super mega agente investigativo John Harrison (interpretato da un cartonato di Seagal, perché non è possibile che quell’ammasso di gelatina con capelli e pizzetto tinti sia un vero essere umano) sta indagando su un affare che scotta: com’è possibile che un corpo scelto accetti un panzone di duecento chili tra le sue fila? Purtroppo a questa domanda non c’è risposta, ma c’è anche un’altra domanda: cosa è andato storto nella missione Salazar?
Un bel flashback incrociato ci fa scoprire che il panzuto Steven ha condotto un’operazione per acciuffare il potente boss Joseph Salazar detto El Tiburon (intrepretato dal macchiettistico romeno Florin Piersic jr.), ma all’ultimo, quando ormai ‘O Squalo si è arreso, Panza-Man gli spara in fronte. Va be’, recita malino, ma addirittura sparargli…

Ditemi che non assomiglia a Jovanotti!

Ditemi che non assomiglia a Jovanotti!

Intanto il maggiore Tom Jensen il Giovane (interpretato dal non più giovane Luke Goss) entra in un corpo d’élite formato esclusivamente dai peggiori attori del mondo: Seagal stesso ha girato il globo facendo provini a vivi e morti, e questi attori sono di gran lunga i peggiori mai visti da occhio umano.
Formato il gruppo, il primo incarico è da colpo di scena: devono trasportare ‘O Squalo, che è bello vivo. Quindi l’operazione di Panza-Man era solo una copertura…
Ovviamente va trasportato nella location d’elezione dove Seagal da vent’anni ambienta tutti i suoi film: la cara vecchia Romania, l’unico paese al mondo ad aver dato ospitalità alla creatura informe che nei primi anni Novanta faceva film di successo.

Panza-Man in tutto il suo splendore

Panza-Man in tutto il suo splendore

Un corpo scelto che deve proteggere un super-criminale: come dite? Vi sembra tanto la brutta copia di S.W.A.T. (2003)? Come darvi torto?

S.W.A.T. in salsa romena...

S.W.A.T. in salsa romena…

Tutto il resto del film si svolge in un albergo dove comparse romene vanno e vengono, e in alcuni casi credo siano personaggi noti in patria, da come si comportano.
Il momento dell’azione arriva quando l’ex braccio destro vuole liberare Salazar ‘O Squalo: si tratta dello spietato Bruno Sinclaire, interpretato dall’mma fighter canadese Georges St-Pierre, poco prima di partire per il set di Kickboxer Vengeance (2016).

Georges ci prova ma è una causa persa

Georges ci prova ma è una causa persa

Come sto raccontando nello Speciale Cine-MMA, molti veri lottatori di mixed martial arts hanno trovato spazio nel mondo del cinema ed è curioso che il meno espressivo di tutti come St-Pierre stia lavorando così tanto, rispetto per esempio ad un mattatore nato come Quinton “Rampage” Jackson.
Pur recitando malissimo (anche perché non è un attore!) St-Pierre ci regala ottimi momenti marziali perché invece della pistola usa le sue leve da stritolamento: uno dei poveri giovinastri del gruppo d’élite lo spiegazza di brutto, a forza di applicargli leve e grappling a terra.

L'unica scena marziale di un minimo interesse

L’unica scena marziale di un minimo interesse

Essendo dunque l’unico lottatore, tocca proprio a St-Pierre affrontare il big boss finale… e più big di Seagal non esiste nessuno…
Criticare il “combattimento finale” degli ultimi venti o trenta film di Seagal è come menare un cieco, quindi evito di farlo, però mi chiedo quanto in basso dovrà scendere quell’uomo prima di morire di vergogna…

Provo imbarazzo io per loro...

Provo imbarazzo io per loro…

Da almeno 15 anni Seagal fa film con il copia e incolla, girati in Romania con donne bellissime quanto inabili – qui ci sono ben due donne forti, la cui totale inutilità e incapacità di recitare brucia la pelle – con primi piani del suo faccione immobile e scene d’azione da barzelletta: tutto questo va bene, non è una critica bensì una semplice constatazione.
La cosa che invece mi fa impazzire è che Seagal gode ancora di grande considerazione: «È fortissimo, te lo ricordi in Nico?» Sono passati 50 cazzo di film da Nico e 50 chili dal Seagal dell’epoca, eppure è ancora un “mito marziale”, perché lui «le fa davvero quelle cose». E allora fa bene, Panza-Man, a fare ‘sti schifo di film: i fan ad oltranza non si meritano altro!

L.

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11 risposte a Killing Salazar (2016) Tiburon espinado

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Film davvero balordo ma d’altronde, se la matematica non è un’opinione, Seagal (degli ultimi 15-20 anni) + Goss (di sempre)= emergenza rifiuti!

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  2. Cassidy ha detto:

    Nemmeno vedere Panza-Man contro il sosia di Jovanotti serve a salvare questo film, concordo con il tuo discorso finale, ci sono mento in cui il fanatismo diventa masochismo, meglio rivedersi dieci volte “Nico”. Cheers!

    Piace a 1 persona

  3. Cassidy ha detto:

    Ah dimenticavo (in questi giorni faccio come il Tenente Colombo, torno indietro perchè mi ricordo le cose dopo), il titolo del commento è geniale, Carlos Santana apprezzerebbe 😉 Cheers

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  4. Denis ha detto:

    Infatti Hollywwod lo fece morire nel film Decisione Critica……

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  5. Giuseppe ha detto:

    “Creatura informe che nei primi anni Novanta faceva film di successo”… Non avrei trovato modo migliore di descrivere non la quintessenza, ma la PANZessenza del Seagal attuale 😀
    Quanto a Goss non so, a un certo punto dev’essersi convinto di poter far sempre bene anche senza Guillermo del Toro. Invece farebbe bene a fargli una telefonatina, di tanto in tanto, e senza far passare troppo tempo…
    P.S. Più che per la recitazione, deve sparato perché gli ricordava Jovanotti 😛

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