House on Haunted Hill (1999) Il mistero della casa sulla collina

mistero-della-casa-sulla-collinaIl successo travolgente (quanto immotivato) di The Haunting (di cui parlerò in seguito) ha un curioso effetto: il celebre produttore Joel Silver e il celebre regista Robert Zemeckis fondano la casa Dark Castle Entertainment con il chiaro scopo di fare filmacci in onore di William Castle.

darkcastleQuale modo migliore per iniziare l’attività se non dirigere il remake del più celebre dei titoli di Castle? Il 27 ottobre 1999, appoggiandosi alla capillare distribuzione della Warner Bros, esordisce così il terrificante (nel senso che è un filmaccio terribile) House on Haunted Hill.

househauntedhill1999_aDick Beebe ha la pesante responsabilità di adattare il testo originale di Robb White e rovinarlo il più possibile: dopo questo film, al povero sceneggiatore televisivo tocca in sorte anche il copione di Blair Witch 2 (2000), al che molla tutto e abbandona il cinema.
Sorte simile per il regista televisivo William Malone, che dopo pochi altri film si ritira dalle scene nel 2008… cioè la data in cui muore Dick Beebe… Che sia maledetto, ‘sto film?

Quando serve uno scienziato pazzo, Jeffrey Combs è lì

Quando serve uno scienziato pazzo, Jeffrey Combs è lì

La Buena Vista International lo porta nei cinema italiani il 20 aprile 2000, stando bene attenta a NON far capire il collegamento con l’originale di Castle: entrambi i film hanno lo stesso titolo originale, ma il primo da noi diventa La casa dei fantasmi (1959) e questo secondo si trasforma ne Il mistero della casa sulla collina.
La stessa Buena Vista lo porta in VHS il 13 luglio 2000: dopo un passaggio televisivo del 19 settembre 2003, del film non rimane per fortuna traccia.

Quando serve un viscido bastardo, Geoffrey Rush è lì.

Quando serve un viscido bastardo, Geoffrey Rush è lì.

Visto alla TV un documentario su una strana villa arroccata su una collina, sede negli anni Trenta di un controverso manicomio gestito dal sadico dottor Richard Benjamin Vannacutt (Jeffrey Combs), Evelyn Stockard-Price (Famke Janssen) decide di far organizzare lì una festa al marito Stephen H. Price (Geoffrey Rush), miliardario possessore di una catena di parchi-gioco. (Non sfugga il suo cognome, in omaggio al fatto che sta ricoprendo il ruolo che fu di Vincent Price.)

Quando serve una stronza tagliagole, Famke Janssen è lì.

Quando serve una stronza tagliagole, Famke Janssen è lì.

Evelyn stabilisce una lista degli ospiti, ma il marito la cancella e ne stila un’altra… che viene a sua volta cancellata e sostituita da un’altra ancora da forze misteriose. Ok, prima immensa vaccata di sceneggiatura…

Una perfetta coppia di infami.

Una perfetta coppia di infami.

Quattro sconosciuti si presentano dunque alla festa nella villa, scortati dal proprietario Watson Pritchett (Chris Kattan). Price e la moglie, in eterno scontro per divorziare, pensano ognuno che quegli invitati li abbia scelti l’altro e la festa inizia.
In realtà non c’è alcuna festa, ma solo la proposta del miliardario: c’è un milione di dollari per chi rimarrà tutta la notte nella “villa maledetta”, e se qualcuno muore… ci saranno più soldi per gli altri.

La futuristica e posticcia casa sulla collina

La futuristica e posticcia casa sulla collina

Il piano però non prende in considerazione che la casa è viva ed è animata da uno spirito di vendetta nei confronti degli ospiti, che ha scelto lei stessa: i quattro ospiti e il proprietario, infatti, sono i discendenti dei perfidi dottori sadici che sopravvissero alla rivolta del manicomio negli anni Trenta.
Inizia la parte peggiore e imbarazzante del film.

Quando serve una faccia da schiaffi, Peter Gallagher è lì.

Quando serve una faccia da schiaffi, Peter Gallagher è lì.

Tutta la pellicola – scandalosamente anni Novanta, con le donne esagerate in tutto, dal trucco alle espressioni alle spalline – è un lungo, continuato e ridicolo “rimani qui che vado a vedere”. Invece di rimanere nell’ampio salone, gli ospiti dopo solo dieci secondi si buttano nei sotterranei della villa, più vasti ed intricati delle fogne di Parigi, e lì passano il resto del film. Sempre ovviamente isolati, così da morire uno alla volta.

Un lungo e sfiancante viaggio nei sotterranei misteriosi...

Un lungo e sfiancante viaggio nei sotterranei misteriosi…

Il rimaneggiamento dello sceneggiatore Dick Beebe è ispirato nei primi venti minuti ma totalmente delirante e cialtronesco nel resto della storia, creando un abisso di immondizia che brucia gli occhi a guardarla.
La realtà non esiste nella casa, e ci tocca assistere a scene oniriche senza senso mentre gli attori recitano poco convinti un copione che sembra davvero scritto da uno degli “ospiti” del vecchio manicomio.
Se il film originale era una storia noir con atmosfere paranormali, questa è solo pura spazzatura che vorrebbe essere completamente paranormale.

Effetti speciali delle grandi occasioni!

Effetti speciali delle grandi occasioni!

Personaggi che vagano senza meta e voragini di sceneggiatura grandi quanto la villa stessa: un film maledetto che nessun esorcista potrà mai salvare.

L.

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15 risposte a House on Haunted Hill (1999) Il mistero della casa sulla collina

  1. Cassidy ha detto:

    Hai confermato il ricordo che avevo di questo filmaccio, una disastro pieno di personaggi che fanno e dicono cose sceme, un applauso alle didascalie multiple, hai riassunto parecchie carriere di altrettanti attori in poche e semplici righe 😉 Cheers!

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  2. Denis ha detto:

    Pensare che Rush nel film insistette con la costumista di non farlo assomigliare a Price si vesti lui da solo ed era quasi una copia del grande Vincent!

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  3. Giuseppe ha detto:

    Ecco: questo poteva forse funzionare giusto come cortometraggio “omaggiante” di 20/30 minuti al massimo, ma niente, ci hanno voluto fare per forza un film intero… qui il paranormale, senza una solida sceneggiatura a sostenerlo, diventa solo caotica serie di paraculate senza senso e, stando così le cose, non possono di certo bastare nemmeno dei bravi attori a dargliene uno 😦

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Se non ricordo male in una scena perdono un componente della “missione” quando uno dei presenti esclama “è nella casa!”, virata di camera e vediamo un bozzolo nel soffitto…le risate mie e dei miei amici universitari, a quella scena, riecheggeranno nell’eternità!

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  5. gioacchino di maio ha detto:

    Mi piace l’espressione un copione scritto da uno degli “ospiti” del vecchio manicomio. Nonostante ciò ricordiamo un ennesimo sequel del 2007 🙂

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  6. canenero ha detto:

    Questo non ricordo di averlo visto! Ho però visto il seguito, terrificante… Cercando info in rete ho trovato anche una recensione che lo esalta come imperdibile e remake ideale 😀

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