The Amityville Curse (1990) Il ritorno

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Ve lo ricordate Hans Holzer, investigatore del paranormale nonché autore del libro Murder in Amityville (1979)? Spacciandolo per una “indagine”, l’autore raccontava i terribili eventi della casa in 112 Ocean Avenue che culminarono con Ronald DeFeo jr. che sterminava la propria famiglia, il tutto poi trasformato nel film Amityville Possession (1982) dal nostro Damiano Damiani.
amityville-curseNon pago, Holzer vuole continuare a sfruttare l’argomento e nel 1981 presenta il romanzo The Amityville Curse (anche questo inedito in Italia) che si presenta come ulteriore prequel alla celebre storia di Amityville.
Holzer infatti torna ancora indietro nel tempo a quando la celebre casa era una canonica: la morte di un prete la renderà infestata e il demone sarà quello protagonista degli eventi (romanzi e film) successivi. Quindi non siamo più di fronte ad un demone evocato da uno stregone di Salem fuso con un cimitero indiano violato – quest’ultima idea nata solo dopo l’uscita del film Poltergeist (1982) – ma ad un’entità molto più recente.

Visto che il mito di Amityville tira sempre, piccole case e casupole producono un bel filmaccio pensato per una distribuzione esclusivamente in home video, curata dalla blasonata Columbia Pictures: tanto per ricordare che da sempre grandi case distribuiscono anche tanta spazzatura.
Lo sceneggiatore improvvisato Michael Krueger si occupa di trasformare il romanzo in copione e si assicura di sballare tutti i riferimenti, così che venga fuori un delirio completo: è inquietante che Krueger muoia a 39 anni… solo tre mesi dopo l’uscita di questo film. Mi sa che il suo lavoro non è stato apprezzato dal demone!
Visto che la sedia del regista è vuota, ci mettono il primo che capita: il produttore Tom Berry, che ovviamente non sa nulla di regia…

Altra casa, stesso demone (forse)

Altra casa, stesso demone (forse)

Il risultato di questo satanico mix di cialtroneria e qualunquismo è The Amityville Curse, stesso titolo del romanzo di Holzer a riprova che di Amityville sono più i libri a tirare che i film.
Uscito in patria il 7 maggio 1990, la LIFE e Columbia Tristar lo portano in VHS italiana nel 1991 con il titolo Amityville: il ritorno: dopo anni di giusto silenzio, la Stormvideo e MHE (Mondo Home Entertainment) lo riesumano in DVD dal 23 agosto 2006, in vendita dal 4 ottobre successivo.

Una delle tante scene senza alcun senso del film

Una delle tante scene senza alcun senso del film

Ve lo ricordate il demone bricconcello della casa in 112 Ocean Avenue? Ecco, dopo tanto tempo s’è stufato di starsene sempre in casa così va fuori a prendere una boccata d’aria, e chi ti incontra? Un prete.
Già che si trova fuori, decide di infestare la casa del pretino – così, tanto per farsi due risate – e lo segue “in ufficio” uccidendolo nel suo confessionale. Ma perché tutto ciò? Boh, giusto per passare il tempo. Pure i demoni, nel loro piccolo, si annoiano…
Passano degli anni e un gruppo di amici arriva a Long Island con una precisa idea di business: vogliono comprare a poco una vecchia catapecchia, restaurarla e venderla a tanto. E ovviamente quale casa ti vanno a comprare? Ovvio, quella del prete.

Proprio la casa giusta per un buon business...

Proprio la casa giusta per un buon business

Non si sa se il demone è rimasto a vivere a casa del prete dopo averlo ucciso o fa il pendolare dal 112 di Ocean Avenue, comunque eccolo che ricomincia il tran tran quotidiano: rumori, scricchiolii, elettricità che va e viene, insomma la solita roba. Che noiosa che è, la vita di un demone…
Per fortuna a ravvivare la situazione arriva la pazzerella signora Moriarty (Helen Hughes), ex badante del prete e con poteri medianici. Vede alcune cose, ma non che sta per morire spinta dal demone per le scale. Perchè il demone ha ucciso direttamente il prete mentre la vecchietta deve buttarla giù dalle scale? Misteri demoniaci.

Finalmente si ride!!!

Finalmente si ride!!!

Nulla è comprensibile in questa sceneggiatura delirante, che non sa cosa dire né come dirlo. C’è un ragazzo che ogni tanto appare impiccato, poi un cane satanico, un gatto mammone, il sorcio e l’elefante: solo non si vedono i due liocorni… Ma neanche idee, si vedono.
I personaggi si muovono in video senza alcun motivo apparente, fanno cose senza senso e poi superati i tre quarti di film uno di loro comincia a fare le boccacce come fosse posseduto. Ma chi l’ha posseduto? Boh…
Comunque il posseduto è un giovane Kim Coates, il mitico Tig della serie televisiva Sons of Anarchy.

Dove ha lasciato il giacchetto di pelle dei Samcro?

Dove ha lasciato il giacchetto di pelle dei Samcro?

È abbastanza chiaro che il mito di Amityville ha perso del tutto il lume della ragione, ormai siamo davanti a pellicole buffonesche che miagolano nel buio: troverà mai un po’ di dignità questo povero demone? Lo scopriremo continuando questo ciclo…

L.

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9 risposte a The Amityville Curse (1990) Il ritorno

  1. Cassidy ha detto:

    Kim Coates ha la faccia di uno posseduto anche pettinato e ben vestito, figuriamoci quando è posseduto sul serio! 😉 Cheers

    Piace a 2 people

  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Ciclo ricco di “soddisfazioni” questo su Amityville e recensione spassosissima ma d’altronde anche il film deve far ridere…per non piangere! Gli Amityville li ho visti quasi tutti ma questo mi sa che mi manca ma soprattutto…hanno pure cambiato casa? Era una delle poche cose che salvava i titoli precedenti…!

    Piace a 1 persona

  3. Giuseppe ha detto:

    La signora Moriarty, purtroppo per lei, non era abbastanza forte per affrontare un tale potere demoNOIAco (e nemmeno gli spettatori, a dirla tutta) 😛

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