Martial Girls 3. Il Sol menante

Nuova puntata di uno speciale che ho ripescato dagli archivi del 2011 di ThrillerMagazine: anche questa è però una puntata nuova di zecca!

Martial Girls 3. Il Sol menante

Il Giappone ha iniziato a mostrare “donne toste marziali” molto presto, e credo che la narrativa popolare abbia sicuramente aiutato – come cerco di spiegare nel mio saggio Ninja (2014) – visto che già nel 1958 Yamada Futarô inizia i suoi ninpôchô (“racconti magici di ninja”) con il romanzo Kôga ninpôchô, che mezzo secolo dopo diventerà il film Shinobi: la spada contro il cuore (2005). Una parte della trama è in pratica una versione ninja di Romeo e Giulietta dove però la ragazza… è una fenomenale guerriera.

Mekura no Oichi, "Oichi la cieca"

Mekura no Oichi, “Oichi la cieca”

Negli anni Sessanta c’è il mangaka Teruo Tanashita che presenta una spadaccina cieca: Mekura no Oichi, “Oichi la cieca”. (In pratica la versione femminile di Zatôichi, “il massaggiatore cieco”, nato dal romanzo del 1948 The Tale of Zatôchi di Kan Shimozawa.)
Passata al cinema, la giustiziera viene interpretata in quattro film da Yôko Matsuyama, la mogie di Tanashita: al di là del nepotismo, la Matsuyama ha una grinta fenomenale e non ha nulla da invidiare ai maschietti che popolano il chanbara dell’epoca.

Ma quello... non è il bastone-katana rosso che usa Kitano in Zatôichi (2003)?

Ma quello… non è il bastone-katana rosso che usa Kitano in Zatôichi (2003)?

Dal 1969 al 1970 il pubblico giapponese assiste ad una violenza al femminile che è comunque ancora legata all’uso di un’arma onorevole come la spada. Anche la spregiudicata Sasori – lo “Scorpione” protagonista di alcuni WIP storici – dal 1972 usa le lame per uccidere, così come la stessa attrice Meiko Kaji farà per i suoi personaggi violenti – in Wandering Ginza Butterfly (1972) e Lady Snowblood (1973) e relativi seguiti.
Con l’inizio degli anni Settanta, però, le lame si vanno dimenticando perché da Hong Kong arriva il gongfupian – dove si combatte a mani nude – e il Giappone non rimane certo a guardare…

Una intro in stile Hong Kong, ma con kata giapponese!

Una intro in stile Hong Kong, ma con kata giapponese!

Dal 1987 è moglie, mamma, cantante, scrittrice e personaggio pubblico impegnato in opere di beneficenza, ma nel 1973 Etsuko Shihomi è una diciottenne grintosa che fa parte di uno dei circoli più “tosti” del Giappone: il JAC – Japan Action Club. Ok, voi vi chiederete cosa ci sia di “tosto” a far parte di un circolo di attori… Be’, se a gestirlo è Sonny Chiba, cambierete idea…

Shin'ichi "Sonny" Chiba, il più cazzuto di tutti!

Shin’ichi “Sonny” Chiba, il più cazzuto di tutti!

Dimenticate il Chiba visto in qualche film americano e in Kill Bill: quello è il signore attempato di oggi. Negli anni Settanta Chiba è Rambo che mena Rocky, è la coattaggine più coatta e la gagliardiaggine più gagliarda: in video mena la gente come nessuno al mondo ha mai menato. Avete presente le espressioni e i gridolini di Bruce Lee? Ecco… moltiplicate per dieci!

Sotto l'ala marziale di Sonny Chiba

Sotto l’ala marziale di Sonny Chiba

La sua scuola marziale cinematografica vanta ottime “donne toste”, e Sonny le fa partecipare ai suoi film in cerca di volti nuovi da lanciare. Dopo averla voluta al suo fianco in Bodigaado Kiba: Hissatsu sankaku tobi (1973) e nel celebre The Street Fighter (Gekitotsu! Satsujin ken, 1974), Sonny rende Etsuko protagonista del ruolo della vita: I 2 che spezzarono il racket (Onna hissatsu ken / Sister Street Fighter, 1974).

i-2-che-spezzarono-il-racket-1976-09-22Il film è uno dei rarissimi titoli di Chiba ad aver conosciuto una seppur aleatoria distribuzione italiana: esce infatti nei nostri cinema il 22 settembre 1976, ma i due protagonisti diventano… Susy Lee e Jonny Wang! Evidentemente l’inondazione di film cinesi rendeva più “appetibile” dei nomi che suonassero cinesi piuttosto che giapponesi… (Però tra il cast c’è un curioso Nancy Chiba!)

Tra le prime vere grandi martial girls a mani nude...

Tra le prime vere grandi martial girls a mani nude…

Il film, uscito in patria nell’agosto del 1974, è un po’ una scopiazzatura de I 3 dell’Operazione Drago (Enter the Dragon, luglio 1973). Li (o Tina, nel doppiaggio anglofono) vede suo fratello poliziotto infiltrato ucciso da mafiosi cinesi, così decide di andare anche lei sotto copertura per sgominare la banda. Da notare che se per i cinesi i giapponesi sono tutti cattivi, per i giapponesi i cinesi sono tutti mafiosi…
Alcune location sono praticamente identiche – come i sotterranei di Han – e il big boss finale ha tanto di pugnale a tre lame sulla mano! Al di là di questo, il film è una incredibile parata di eccezionali arti marziali a mani nude, ma non mancano splendidi combattimenti a suon di nunchaku, sai e tonfa.

Altro che principessa di Hong Kong!

Altro che principessa di Hong Kong!

Lo stesso anno il personaggio torna in Sister Street Fighter 2: Hanging by a Thread (Onna hissatsu ken: kiki ippatsu) e poi in Sister Street Fighter 3 (Kaette kita onna hissatsu ken, 1975), presentando sempre un’alta qualità di scontri marziali, quasi sempre a mani nude.
Ormai il cinema di Hong Kong è costretto a prendere atto che le martial girls funzionano, non solo le principesse volanti: e questo grazie alla potenza di Sonny Chiba e dei suoi “angeli”.

I Sonny's Angels

I Sonny’s Angels

Una curiosità. Sonny Chiba ed Etsuko Shihomi nel 1978 sono protagonisti di Message from Space (Uchu kara no messeji): la fusione giapponese di Star Wars e I sette samurai

(continua)

L.

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8 risposte a Martial Girls 3. Il Sol menante

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Grande Sonny Chiba, se non ricordo male un altro dei pochi film distribuiti in Italia è in coppia con Roddy Piper! Quindi meritvole di approfondimento zintage! 🙂

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  2. Cassidy ha detto:

    Marzialismo ad altissimo voltaggio oggi, Sonny Chiba è un gigante, mi sto godendo ogni nuovo capitolo di questa rubricona 😉 Cheers!

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  3. Giuseppe ha detto:

    Ah, la “cinesizzazione” forzata dei nomi, che rischiava di farti dimenticare dove già avessi visto quell’attore o quell’attrice in altri film… tipo quel Jonny Wang (marzialissimo) tanto somigliante al Sonny Chiba (più “tranquillo”) de L’Astronave fantasma e I mostri della città sommersa, proprio due gocce d’acqua. Anzi una, essendo la stessa persona 😀

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  4. marco ha detto:

    Sonny Chiba è stato un grande, carismatico come pochi e con uno stile personalissimo!

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