Black Cobra (1987) Il nero che ti fa nero

black-cobraLunedì scorso abbiamo festeggiato i trent’anni in Italia del film Cobra con Sylvester Stallone, e vi avevo lasciato con una “tentazione”: sarebbe stato bello parlarvi del remake trash italiano dell’anno successivo.
Eccomi dunque a voi per presentarvi l’incredibile versione italian black di un film già tamarro di suo, la “parodia nera” del film di Stallone diretta da Stelvio Massi su sceneggiatura di suo figlio Danilo: eccovi dunque Black Cobra.

Ahhh, i titoli crediti falsi americani anni '80...

Ahhh, i titoli crediti falsi americani anni ’80…

Essendo un film italiano, non esistono informazioni sicure né fonti certe: solo il marasma più totale e infondato. A partire dal titolo, che l’IMDb attesta erroneamente come “Cobra nero”. L’ANICA (Archivio del Cinema Italiano) registra per il 25 giugno 1987 il visto di censura per il film The Black Cobra di Stelvio Massi e questa è l’unica fonte certa.
Malgrado l’IMDb attesti la data del 18 dicembre 1987 come uscita cinematografica, non ho trovato conferme di alcuna distribuzione del film prima del suo primo passaggio televisivo del 25 gennaio 1989, in prima serata sulla mitica Odeon TV: Black Cobra è uno degli Eroi di Odeon!

L’edizione in VHS Antoniana non si sa in che data sia stata rilasciata.
E questo è solo il primo di una serie di quattro film con lo stesso protagonista, che non si sa neanche se, dove, come e quando siano stati distribuiti…

Sly è di origini italiane in un film americano, Fred è americano in un film italiano...

Sly è di origini italiane in un film americano, Fred è americano in un film italiano…

Non si chiamerà Cobretti, ma il detective Rorbert Malone non ha nulla da invidiare in quanto a cazzutismo coatto. E poi è interpretato da un idolo italiano sin dagli anni Settanta, quel Fred Williamson che deve la sua carriera proprio agli autori nostrani che l’hanno infilato in ogni genere possibile e immaginabile, stregati dalla sua potenza black.
Così entra in scena ricalcando il suo collega pallido, entrando cioè con disinvoltura in un edificio dove ci sono degli ostaggi. Merita di essere riportato il breve dialogo con il capo dei rapitori:

«Apri bene le orecchie, negro: vogliamo un’auto per l’aeroporto e un aereo che ci porti fino in Messico.»
«Andrete più lontano…»

Detto ciò tira fuori (non si sa da dove) fucile e pistola e con due colpi ammazza tre uomini. Tutti in piedi, e applausi per il detective Malone!

Robert Malone: l'unico che porta il fucile nascosto nella tasca dei jeans!

Robert Malone: l’unico che porta il fucile nascosto nella tasca dei jeans!

Il resto è un classico filmaccio anni ’80 italiano sotto copertura. C’è il super cattivo americaneggiante che strizza l’occhio ai cattivi dei grandi film hollywoodiani dell’epoca, ma gli si perdona tutto perché ha il volto del mitico Bruno Bilotta (che qui si nasconde dietro il curioso pseudonimo Karl Landgren), bravo caratterista nostrano che all’epoca andava per la maggiore: tra film di Carlo Verdone e ruoli da cattivo ha davvero spopolato al cinema. Ancora oggi spunta in piccoli ruoli di grandi film.
Qui interpreta un cattivo super cattivo che non viene nominato ma ha un serpentone tatuato sul braccio: è facile evincere che sia lui il Black Cobra del titolo.

Bruno Bilotta: il vero duro italiano!

Bruno Bilotta: il vero duro italiano!

Esattamente come il film di Stallone, anche qui i cattivi sono totalmente privi di motivazioni: semplicemente girano ammazzando la gente a caso. Finché non una vittima non sfugge loro di mano in modo fortuito.
Ora hanno finalmente uno scopo nella vita, cioè far fuori l’unica persona che sappia riconoscere la faccia di Black Cobra: la fotografa Trumbo (ok, niente battutacce!) interpretata dalla (all’epoca) sexy diva Eva Grimaldi.

Eva Grimaldi nella parte di Brigitte Nielsen

Eva Grimaldi nella parte di Brigitte Nielsen

L’anno prima la Grimaldi aveva esordito con La monaca del peccato (1986) e l’anno dopo si sarebbe lanciata nel “caldo” Intimo (1988), e posso dare testimonianza personale che all’epoca il suo nome faceva ribollire ormoni a manetta.
Qui è castigatissima e non le si intravvede neanche un lembo di pelle: al confronto vediamo più carne della Brigitte Nielsen, a parità di ruolo…

Altro che Sly e Gitte: questa è la vera coppia d'azione!

Altro che Sly e Gitte: questa è la vera coppia d’azione!

La fotografa Trumbo va protetta e ci pensa Malone, in sequenze davvero imbarazzanti che preferisco dimenticare. Ciò che conta è che arriva presto il momento dello scontro con la banda di Black Cobra e Malone si presenta ben preparato.

Chi non ha un armadio così in casa?

Chi non ha un armadio così in casa?

Il suo arsenale è di tutto rispetto e pienamente anni Ottanta: siamo nel 1987, uno degli ultimi grandi “anni ninja” italiani, e infatti… Malone si porta dietro ben due shuriken!

Per ricordare che siamo in anni di potente ninja-mania

Per ricordare che siamo in anni di potente ninja-mania

Ok, non le userà, ma quella scena testimonia quanto la ninja-mania in Italia all’epoca fosse fortissima: erano anni in cui le TV sciabordavano di film ninja e quindi non stupiva trovare quel tipo di armi anche in un film finto-americano.
Dopo una sparatoria coi cattivi, il film decide di mollare Cobra e mirare molto più in alto: vediamo se riconoscete la citazione…

«Ho una calibro .45 in mano, che è caricata con proiettili capaci di spappolare la tua testa bacata. Lo so che cosa stai pensando in questo momento, che ho finito tutti i colpi: può essere così come può non essere. Non lo so neanche io. Possiamo fare solo un’ipotesi: a me il rischio piace. Forza, uccidila, così sapremo se la mia pistola è carica. Avanti, stronzo: voglio vedere quanta strada fa la tua testa con un colpo solo.»

Avete indovinato, è una reinterpretazione del celebre discorso di “Dirty Harry” Callahan (in italiano “Callaghan”) nel film Coraggio… fatti ammazzare (Sudden Impact, 1983). Clint Eastwood finiva con la frase che dà il titolo al film, ma qui pure tirano fuori un discorsetto “maschio” che funziona.

Il segreto del mio successo? Lo sto puntando con gli indici...

Il segreto del mio successo? Lo sto puntando con gli indici…

A proposito, nello stesso anno un altro attore nero – il camerunense Alphonse Beni – convince il regista di filmacci cinesi Godfrey Ho a farlo protagonista di Ninja occhio per occhio, dove Beni interpreta un poliziotto duro che insegue un criminale e poi… gli snocciola pari pari il discorso di Eastwood/Callaghan! Tranne la frase finale, perché sarebbe stato un plagio troppo smaccato. Nel 1987, insomma, quella tirata da duro andava alla grande…
(Per questa ed altre chicche ninja, vi ricordo il mio saggio Ninja.)

Tranquillo... ho finito i proiettili!

Tranquillo… ho finito i proiettili!

Il confronto finale tra Malone e Black Cobra è prolungato e in più riprese, e non è certo gran che, anzi affossa un film che palesemente non si alza mai da terra. Per quanto entrambi gli attori siano bravi, il loro ruolo è talmente posticcio e inesistente che più di questo non possono fare.
Il film rimane divertente per vedere le facce da duro di Williamson e le “cattiverie” ridicole di Black Cobra, ma al di là di questo è davvero un prodotto dimenticabile: è un mistero come abbiano avuto il coraggio di girarne ben tre seguiti…

L.

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17 risposte a Black Cobra (1987) Il nero che ti fa nero

  1. Denis ha detto:

    Di Stallone abbiamo copiato anche Rambo con il rip off Thunder anche quello dovresti mettere ,comunque la Grimaldi era “tanta roba” all’epoca

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  2. Denis ha detto:

    Quello con Micheal Sopkiw(inespressivo) che va in paesino e cè George Eastman villanzone e alle fine usa un fucile speciale per seccarli tutti

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Quanta bellezza in un sol film! Dagli attori all’idea casereccia per finire con i dialoghi (il primo mi ha conquistato); non avendolo visto mi rendo conto di quante lacune ci siano nella mia pur buona filmografia di genere e “incremento” così la voglia di completare la collezione! 🙂

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  4. Cassidy ha detto:

    Sono riusciti a rifare sia Cobra che Callaghan, davvero una chicca incredibile questo titolo 😉 Fred Williamson ha avuto una carriera incredibile, compariva in un sacco di film di serie B (e Z) Italiani, peccato che tutti lo ricordino solo per la sua mezza comparsata in “Dal tramonto all’alba”. Eva Grimaldi dei tempi bene, molto bene 😉 Cheers!

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  5. Giuseppe ha detto:

    Sai… alla fin fine ricordo molto più volentieri (c’ero, c’ero quella sera del 25 gennaio 1989 su Odeon TV) questo Black Cobra al posto dello Sly “parodia di sé stesso” di qualche anno prima 😉

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  8. Lorenzo ha detto:

    Posseggo la locandina originale di “Black Cobra”, acquistata a fine anni ’80. L’ho tenuta appesa in camera per anni e non ho mai capito perché Karl Landgren abbia sei dita nella mano sinistra… o almeno, così mi è sempre sembrato, a meno che non sia il pollice in qualche posizione innaturale.

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