Tarzan e il figlio della giungla (1968)

tarzan-e-il-figlio-della-giunglaAl grande Ciclo di Tarzan si unisce la Paramount Pictures, che vuole guadagnare pure lei da questo moneymaker in perizoma.
Rilevato l’aitante e muscoloso Mike Henry dalla Allfin del Tarzan nella valle dell’oro (1966), gli fa girare Tarzan e il grande fiume (1967) e questo Tarzan and the Jungle Boy. Che è anche l’ultima volta che l’attore interpreta il personaggio, rimanendo l’unico Tarzan con il petto villoso!

Uno dei rari italian credits di Tarzan

Uno dei rari italian credits di Tarzan

Apparso in patria nel maggio 1968, il film esce distrattamente in Italia il 25 luglio 1969 con il titolo Tarzan e il figlio della giungla, non reputato degno neanche di una locandina sui giornali.
Gira per le sale italiane fino al 1976 poi scompare nel nulla, riapparendo nel pomeriggio di Rete4 il 17 dicembre 1997. Dopo un paio di passaggi televisivi, del film scompare ogni traccia.

Scusi, è lei il nerboruto re della giungla?

Scusi, è lei il nerboruto re della giungla?

Dimenticato il tour mondiale, Tarzan (Mike Henry) è di nuovo nella sua giungla africana e riappare anche Cheeta, da anni dimenticata. Ma anche qui non è che abbia molta importanza nella trama.

Boccacce scimmiesche a casaccio...

Boccacce scimmiesche a casaccio…

Un giorno dal cielo atterra la photoreporter d’assalto Myrna – interpretata da Aliza Gur, nota per il suo catfight con Martine Beswick nel film 007 Dalla Russia con amore (1963) – con un suo collega: i due informano Tarzan che anni prima un esploratore è morto nella giungla e ci sono ragioni di credere che suo figlio, all’epoca un bambino, sia ancora vivo.
Visto che il nostro eroe ha vissuto la stessa esperienza, crescere cioè tra le belve africane, decide di aiutare i due a trovare il giovane Erik (l’esordiente Steve Bond).

Appena finisce la posa plastica, partiamo per la missione

Appena finisce la posa plastica, partiamo per la missione

Per cercare il ragazzo, però, i nostri eroi devono entrare nel territorio degli Zagunda, fiero popolo che considera sacra la propria terra ed uccide qualunque straniero tenti di passarci. Malgrado il re Nagambi (Rafer Johnson) sia amico di Tarzan, lo stesso non può contravvenire ad una legge del suo popolo.
Però il fratello di Nagambi ordisce per ottenere il potere e così inizia la noiosa sottotrama dei due che lottano mentre gli altri cercano il bambino.

E ora, contraete tutti gli addominali e gonfiate i muscoli!

E ora, contraete tutti gli addominali e gonfiate i muscoli!

La trama è eterea e serve solo da sfondo ad immagini di animali prese da vari documentari, alternate con Cheeta che fa le boccacce mentre tutti ridono, a Tarzan che passa tutto il suo tempo in posa plastica, sempre sudato così da far luccicare i muscoli, e parole varie in libertà. Anche se c’è da notare come il re della giungla abbia perso la sua parlata “primitiva”.
Tutto è molto “fisico”, la telecamera incede quasi sempre sui muscolosi protagonisti e le loro prove muscolari, come se al semplice adventure esotico si stesse aggiungendo un certo gusto per l’estetica maschile che conoscerà grandi fortune nei decenni a venire.
A parte un paio di Tarzan yell, che evidentemente la Paramount ha acquistato dalla MGM – oppure ha usato senza permesso – non c’è davvero altro da segnalare di questo filmetto.

L.

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7 risposte a Tarzan e il figlio della giungla (1968)

  1. Cassidy ha detto:

    Immagini prese dai documentari? Allora lo faceva già qualcuno prima dell’Asylum 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ma la Asylum almeno prende roba buona e si assicura che la qualità sia omogenea: in questi Tarzan invece tagliavano con l’accetta scene da documentari di altro formato e grana della pellicola e l’appiccicavano con lo scotch 😀

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  2. Giuseppe ha detto:

    Visto lo stile è meglio chiamarlo un quasi-documentario, intervallato qua e là dalle pose plastiche dei protagonisti: in pratica, un documenTARZANario 😉

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  3. Belushi ha detto:

    Cazzo, ti meriti tutti i complimenti possibili per il lavoro che stai facendo. Sono arrivato qui per caso e mi sono ubriacato! Grande!!! Da vecchio appassionato non posso che stringerti virtualmente la mano (o ‘le mano). Minchia, pure “Spermula” qui di fianco!!! Un grande saluto!!!

    Piace a 1 persona

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