Sopravvivere al gioco (1994)

survivingDopo Jungle Fever (1991) e Malcolm X (1992) Ernest R. Dickerson si stufa di essere considerato il direttore della fotografia di Spike Lee e decide di fare il gran passo diventando regista: il secondo film con questa sua nuova mansione è Surviving the Game, prodotto dalla New Line Cinema.
Devo confessare che ignoravo l’esistenza di questo film – evidentemente all’epoca non c’è stato alcun tipo di lancio pubblicitario – finché non me l’ha fatto conoscere Denis, uno degli attenti lettori di questo blog (nonché curatore della rubrica sui videogiochi).
Il film non ha lasciato molte tracce di sé anche perché è stato un clamoroso flop al botteghino: costato circa 7 milioni di dollari, pare non ne abbia incassato neanche uno! Viene citato solamente per la sua qualità principale: essere uno dei tanti “Hounds of Zaroff“, come vengono chiamati i film che si ispirano al celebre film di quasi un secolo fa – La pericolosa partita (1932) – in cui il perfido Zaroff dava la caccia agli uomini per gioco.

Per mettere le cose in chiaro, scopiazziamo subito Hard Target...

Per mettere le cose in chiaro, scopiazziamo subito Hard Target

Girato tra l’agosto e l’ottobre 1993 – proprio mentre nei cinema americani viene proiettato Hard Target di John Woo, con cui questo film ha più di un debito – Surviving the Game esce in patria il 15 aprile 1994.
Arriva in Italia direttamente in TV il 17 ottobre 1998, in seconda serata su Italia1, con il titolo Sopravvivere al gioco mentre la Medusa Video lo porta in VHS il 28 dicembre 1999. (Ma forse è una ristampa di una cassetta uscita già a metà degli anni Novanta.)
Riappare il 1° agosto 2002 sul canale satellitare a pagamento Stream, finché il 7 marzo 2007 la Medusa ne rilascia un’edizione in DVD.

Ice-T coi capelli rasta: grosso errore...

Ice-T coi capelli rasta: grosso errore…

Invece di rifarsi al protagonista del film di Woo, qui ci si focalizza su un altro personaggio di quella storia: il barbone di colore. Così il celebre rapper Ice-T – che stava già dando l’addio alla carriera da attore protagonista al cinema – interpreta Jack Mason, barbone dai capelli rasta che dopo aver provocato la morte della propria famiglia non ha nulla per cui vivere.
In pochi minuti gli muoiono il cane e il migliore amico, quindi mi sa che ‘sto Mason porta una sfiga da paura: non dispiace che tenti il suicidio.
Salvato all’ultimo secondo da Walter Cole (Charles S. Dutton), viene da questi invitato a partecipare come guida ad una battuta di caccia organizzata da un gruppo di ricconi. Perché no? Già la moglie e il figlio morti sono dimenticati…

Vieni a cacciare con noi, vedrai che ridere...

Vieni a cacciare con noi, vedrai che ridere…

In breve tempo Mason si ritrova sperduto in una foresta in mezzo a riccastri sorridenti, un bel gruppo formato da: lo psichiatra folle Hawkins (il solito Gary Busey caciarone, che per fortuna esce subito di scena), il “lupo” di Wall Street Wolfe (F. Murray Abraham) e suo figlio imbranato Derek (William McNamara), il citato Walter Cole e il disturbato John Griffin (John C. McGinley con i suoi soliti occhi da pazzo). Chiude la fila l’organizzatore Thomas Burns, un Rutger Hauer gigionesco che cambia maschere e trucco in continuazione, per tutto il film. Sempre senza alcuna motivazione apparente.

Padre e figlio in cerca di emozioni forti

Padre e figlio in cerca di emozioni forti

Basta una cena insieme perché Mason capisca che quelli sono ricconi che non ci stanno con la testa, ma non ha ancora capito fino a che punto questo sia vero: la mattina dopo si ritrova un pistolone in faccia, e scopre che deve cominciare a correre se vuole salvarsi la vita. La stagione della caccia è appena iniziata.

Come ha detto qualcuno... prima ti cucino, e poi ti mangio!

Come ha detto qualcuno… prima ti cucino, e poi ti mangio!

La sceneggiatura è particolarmente sommaria e mal equilibrata. Un inizio lento corrisponde ad uno svolgimento troppo veloce per poter gustare il film: un barbone ex meccanico si trasforma d’un tratto in un miscuglio di John Rambo e Predator, tessendo mille trappole ingegnose ai cacciatori come se non avesse fatto altro nella sua vita precedente.
In rapida successione, e senza la minima enfasi, i riccastri escono di scena uno alla volta senza che neanche ce ne accorgiamo: sono personaggi talmente bidimensionali che non fa né caldo né freddo.
Senza il minimo trasporto il film procede velocemente con un finale che potete benissimo immaginare.

Chiamatemi Rambooooooo....

Chiamatemi Rambooooooo….

Tecnicamente è un ottimo film ma è asettico, il cast è stellare ma completamente sprecato, la storia è la stessa dei suoi predecessori senza che la questione razziale o sociale faccia la minima differenza. Ancora oggi quei pochi che trattano l’argomento lo considerano uno dei titoli migliori del filone, ma spero intendano dal punto di vista tecnico, e anche qui ci sarebbe da discutere.

Forza, Gary Busey, fatti un'altra risata delle tue...

Forza, Gary Busey, fatti un’altra risata delle tue…

La splendida foresta di Washington si vede giusto nelle inquadrature panoramiche: per tutto il film sembra di essere al parco sotto casa con Ice-T che rambeggia in giro. Si lancia pure da una rupe in evidente citazione rambiana!
Peccato, perché con dei nomi così potenti si poteva sperare in un prodottino migliore…

L.

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– Altri post sugli “Houds of Zaroff”:

– Altri post action:

Informazioni su Lucius Etruscus

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12 risposte a Sopravvivere al gioco (1994)

  1. Denis ha detto:

    Incredibile l’hai messo! a me non era dispiaciuto,Ice T aveva fatto l’anno prima anche l’ottimo I Trasgressori di Hill con Bill Paxton,William Sadler e Ice Cube,comunque a Ice T e andato bene ha fatto migliaia di episodi di Law e Order (serie infinita),ma alla fine il gioco di ieri ti è piaciuto?

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  2. Cassidy ha detto:

    I trasgressori era di Walter Hill il che a volte basta e avanza 😉 Mi manca questo titolo dal tuo commento sembra uno di quei film in cui gli attori avrebbero potuto scambiarsi il ruolo sul set senza alterare il risultato finale. Inutile avere tutti questi nomi (anche grossi) e utilizzarli così. Diventa difficile provare empatia per Ice-T lui é l’icona del “tanto mi scivola” 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Infatti quel film lo ricordo con gran piacere: non era un capolavoro ma si lasciava vedere con gusto. Qui purtroppo il gran cast non salva una sceneggiatura poco equilibrata…

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      • Giuseppe ha detto:

        E infatti, con quel fior fiore di protagonisti coinvolti, mi stupisce non ricordarlo quasi del tutto, questo film… certo che se c’è poca storia, in genere, solo con un gran cast non si può pretendere di lasciare grandi tracce di sé.
        Hauer: “Forza, Gary, fatti un’altra risata delle tue…”
        Busey: “Rutger, quella pistola puntala sui citazionisti che rompono le palle sul set. Sai mai che ai geni venga in mente di farmi citare anche Mr. Joshua con l’accendino…” 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Tutti attoroni sprecati, che escono di scena in modo distratto…

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Ah, si può avere recensioni su ordinazione? Allora ci penso e ti faccio risapere 🙂
    Al di là degli scherzi e l’apparente piattume da te testimoniato…mi resta la voglia di vederlo questo film…la ricerca continua!

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