Amityville Dollhouse (1996)

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Negli anni Novanta il Mito di Amityville è più vivo che mai, non solo per i filmacci che infestano TV e videoteche ma soprattutto per le varie trasmissioni scandalistiche che amano parlare di “misteri misteriosi” a spettatori boccaloni.
Non si può creare il palinsesto di una trasmissione del mistero senza parlare della celebre casa al 112 di Ocean Avenue, e infatti ne parla “E! Behind the Scenes” (1995), “The Serial Killers” (1995), “City Confidential” (1998) ed “History’s Mysteries” (1998), tanto per citare qualche titolo.
Il cinema direct-to-video non vuole certo rimanere indietro, ecco perché continua a sfornare pessimi prodotti che tengano acceso il fuoco: titoli come Amityville: Dollhouse.

Da casa dell'orrore... a casa di bambole!

Da casa dell’orrore… a casa di bambole!

Dopo aver esordito in Gran Bretagna nell’ottobre 1996, il film esce in patria americana solo il 18 febbraio 1997. Arriva su Italia1 la notte del 4 agosto 1998 (quindi tecnicamente il 5 agosto): dopo la replica dell’11 agosto 2001 e del 12 gennaio 2002, sembra scomparire dalla TV.
Giunto in VHS per la Number One Video in data non chiara, la compianta Stormovie lo porta in DVD nel 2007 e nel 2010.

Il film è disponibile su Prime Video.

Una facciata ormai diventata icona

Una facciata ormai diventata icona

Curiosamente una sceneggiatura con il titolo Amityville Dollhouse viene scritta nel 1987 da Elliot Geisinger, piccolo ma prolifico regista e produttore che chiude la sua carriera l’anno successivo producendo La bambola assassina (Child’s Play, 1988), la nascita del personaggio di Chucky. Che quest’ultimo suo progetto avesse degli elementi presi dalla sceneggiatura “amityvilliana”?
Non lo sappiamo, ma nel 1995 l’esordiente Joshua Michael Stern – futuro regista del pessimo Jobs (2013) con Ashton Kutcher – deposita la sua sceneggiatura dal titolo identico.
A chi facciamo dirigere quest’opera prima di Stern? Non si riesce a trovare un candidato, così si prende il produttore Steve White e gli si dice: «Ora fai il regista». L’esperienza dev’essergli così piaciuta che non l’ha mai più ripetuta…

A chi non è mai capitato di trovare una enorme casa di bambole in garage?

A chi non è mai capitato di trovare una enorme casa di bambole in garage?

Checché ne dicano i benpensanti italiani, le famiglie allargate sono sempre problematiche. Claire (Starr Andreeff) e Bill (Robin Thomas) si amano, ma i rispettivi figli non sembrano andare d’accordo. Il grandicello Todd (Allen Cutler), figlio di Bill, non sembra trovare un equilibrio con il piccolo fratellastro Jimmy (Jarrett Lennon): di sicuro preferisce uscire con la ragazza Dana (Lisa Robin Kelly).
Se a questa situazione ci si aggiunge il fatto che tutta la famigliola infelice va a vivere nella nuova casa costruita dallo stesso Bill, la situazione non è certo delle più piacevoli.

La vera parte bella del film!

La vera parte bella del film!

In garage Bill trova una enorme casa della bambole che riproduce esattamente Amityville, anche se lui non lo sa. Appena liberata dal telo, la casupola comincia prendere vita e fa muovere cose, tipo l’auto in garage che schiaccia la bici che Bill e Claire volevano regalare alla piccola Jessica (Rachel Duncan).
E che le regaliamo, ora? Semplice: la grande casa della bambole amityvilliana. Era dunque questo il piano machiavellico della casetta? Farsi spostare dal garage?

Molto più bello il set in miniatura che quello vero!

Molto più bello il set in miniatura che quello vero!

Senza che venga data alcuna spiegazione, la casa fa cose e il film procede stancamente finché non torna dal regno dei morti il papà di Todd: quindi il demone che immaginiamo sia nella casa ha il potere di richiamare i morti? O è solo un’allucinazione? Non si sa.
La casa della famigliola è costruita su dei resti di un’altra casa: questa è una notizia importante ai fini della trama? Non si sa.
Ci sono degli strani insetti che dovrebbero metterci paura: ma che c’entrano? Li ha chiamati il demone? Non si sa.
Più che un film horror questo è un film del mistero: cioè ogni aspetto della sceneggiatura rimane un mistero per lo spettatore.

Amico mio, sono tornato dalla tomba per dirti: molla 'sto film!

Amico mio, sono tornato dalla tomba per dirti: molla ‘sto film!

Dopo che il pericolo unisce maggiormente la famigliola, si dà fuoco alla casa delle bambole a forma di Amityville e tutto finisce: quindi un demone così potente era imprigionato in una miniatura di legno? Non si sa…
Il film non si sente in dovere di alcuna spiegazione e finisce così come è iniziato: nel nulla. Fanno molta più paura i documentari che “infestano” le TV americane…

Ormai il Mito di Amityville ha perso completamente smalto, è un semplice nome da appiccicare sulla VHS di turno per vendere qualche copia in più, ma non ci si sforza neanche di studiare una qualsiasi storia.
Non hanno imparato niente dai coniugi Lutz? Loro sì che sapevano come raccontare una storia che funzioni…
Tranquilli, però: la casa non ha ancora esaurito il suo percorso.

L.

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A FORMA DI AMITYVILLE

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10 risposte a Amityville Dollhouse (1996)

  1. Cassidy ha detto:

    Persino il regista ha deciso che dopo questa roba era meglio smettere per sempre 😉 Un film che piacerebbe agli amanti della famiglia tradizionale insomma… Ok forse ha fatto davvero bene a smettere 😉 Cheers

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  2. benez256 ha detto:

    …”il diavolo ha trovato una nuova dimora”. Direi di no, visto che la casa è sempre la stessa dal 1683…

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  3. canenero ha detto:

    La saga che proprio non vuole saperne di finire!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il che è la prova che è davvero posseduta da un demone 😛

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Questo l’ho visto anche io! E me ne sono pentito assai…ma che lo dico a fare a te che, eroicamente, te li stai sorbendo tutti…!

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      • Giuseppe ha detto:

        Sì, ma qui devono sbrigarsi a trovare un bravo esorcista, altrimenti quel povero diavolo un giorno arriverà ad averne le palle talmente piene da andarsene da solo…
        “E la cantina, e il pozzo, e la lampada, e lo specchio, e la casa delle bambole, e il remake, e BASTA! MA ANDATE TUTTI AL SOTTOSCRITTO!” 😛

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  4. Pingback: Amityville Horror (2005) Il risveglio della mediocrità | Il Zinefilo

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