Rose Red (2002)

rose-redDa sempre estimatore degli Invasati di Shirley Jackson, Stephen King ripete l’operazione de La tempesta del secolo (1999) e scrive appositamente per la TV un’altra miniserie: Rose Red, andata in onda dal 27 al 29 gennaio 2002.
La Warner Home Video divide le 4 ore della serie in due DVD e due VHS italiane a noleggio dal 25 settembre successivo, che riscuotono un discreto successo: ancora a novembre 2002 sono tra i sette titoli più noleggiati. Il canale a pagamento Tele+ manda in onda la miniserie dal 2 aprile 2003, dopo di che il titolo scompare nel nulla.

rosered_aAlla regia troviamo la mano sicura del mitico Craig R. Baxley, grande nome dell’action televisivo e cinematografico anni Ottanta e Novanta, che forse qui è un tantino fuori dal suo elemento.

Una Nancy Travis più protagonista che mai

Una Nancy Travis più protagonista che mai

Seattle 2001. La professoressa Joyce Reardon (la brava star televisiva Nancy Travis) vuole a tutti i costi dimostrare che le proprie ricerche nel campo del paranormale sono degne di rispetto come qualsiasi altro campo. Visto che il suo giovane amante Steve Rimbauer (Matt Keeslar) è l’ultimo erede della famiglia che possiede la grande casa chiamata Rose Red, da tempo nota come casa infestata, riesce ad ottenere i permessi per compiere alcune indagini che sicuramente le varranno fama eterna.

La casa bbuia

La casa bbuia

Prima che inizino i lavori di demolizione per un centro commerciale, Joyce organizza un weekend a caccia dei segreti di Rose Red con un gruppo variopinto di medium: l’affascinante Nick Hardaway (Julian Sands), la biondina Pam Asbury (Emily Deschanel), lo sgradevole occhialuto Emery Waterman (Matt Ross), il vecchio Victor Kandinsky (Kevin Tighe) e l’immotivata Cathy Kramer (Judith Ivey), che non fa una mazza di niente per tutto il film.
Sono medium con diversi poteri, di varia potenza, ma nulla in confronto all’autistica giovane Annie Wheaton (Kimberly J. Brown), dai potentissimi poteri mediatici, accompagnata dalla sorella maggiore Rachel (Melanie Lynskey).
Lo scopo di questa armata di medium sarà quello di “risvegliare” Rose Red così che Joyce possa registrarne e dimostrarne l’attività cinetica.

I medium meno medium della storia...

I medium meno medium della storia…

Tutto questo è solo teoria, perché la storia in pratica finisce nel momento esatto in cui i personaggi mettono piede nella casa: iniziano le solite cose fantasmatiche senza che nessuno dei personaggi tenga minimamente fede al proprio ruolo.
La biondina scompare nel giro di un secondo senza che nessuno se ne accorga; il vecchio prevede il futuro ma guarda caso non prevede che il fantasma della bionda lo ucciderà. Nessuno dei medium “media” così come Joyce non registra una sola dannata onda dell’oceano di mille apparizioni di cui Rose Red è generosissima. Appaiono mille fantasmi al secondo ma Joyce, che ha trasportato un furgone pieno di macchinari, non riesce ad annotare nulla: però il tempo di cambiare acconciatura ad ognuno dei tre episodi ce l’ha…
Se fosse un gruppo di calzolai in una casa fantasma la trama non cambierebbe di una virgola.

Salve, sono Stephen King e mi scuso per i peggiori personaggi della mia carriera

Salve, sono Stephen King e mi scuso per i peggiori personaggi della mia carriera

Dispiace dirlo, ma Rose Red è un noiosissimo enorme buco di sceneggiatura di quattro ore. La prima puntata è strepitosa, con la sua storia della casa, le notizie stuzzicanti, la promessa di una ghiotta “caccia al fantasma” e tutto il resto. Sembra una storia densa e intensa, poi si entra nella casa e tutto muore nella banalità più banale, sgonfiandosi in una lunga pernacchia che dura ore. Davvero un gran peccato.
Dobbiamo essere grati a King – che ovviamente si ritaglia il ruolo cameo di pizza-boy – di aver smesso di scrivere per la TV, se è questo il risultato…

L.

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11 risposte a Rose Red (2002)

  1. Cassidy ha detto:

    Oh mammasaura cosa sei andato a ripescare oggi! Me lo ricordo bene “Rose Red” uscito in pompa magna tra squilli di tromba, e poi come giustamente ricordi, caduto nel dimenticatoio. Se non ricordo male esisteva anche un libro, non credo scritto da King, una specie di “Diario di Rose Red” se la memoria non mi inganna.

    Del film ricordo solo l’odioso Emery, il cameo di King e una gran noia generale, non ricordavo affatto che fosse stato diretto da Craig R. Baxley (!).

    Mettiamola così, “La tempesta del secolo” era venuto fuori un pelo meglio, fino a “The Cell” uscito quest’anno, King non ha più scritto sceneggiature, ci sarà pure un motivo no? 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non è detto che un ottimo romanziere sia anche un ottimo sceneggiatore, sono linguaggi diversi e King ha ampiamente dimostrato che deve stare ben lontano da cinema e TV, e fare il lavoro che sa fare. Questo prodotto è talmente scadente che sembra davvero impossibile che King abbia scritto davvero anche solo una parola…

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  2. babol81 ha detto:

    Devo essere sincera: nonostante sia una fan sfegatata di King non ricordo praticamente NULLA di questa miniserie. Solo un cocentissimo senso di delusione che, a quanto pare, è condiviso.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Un prodotto drasticamente inferiore a qualsiasi standard kinghiano, senza ombra di dubbio. Un’oretta scarsa di intrigante presentazione della ghost house poi si entra… e via con tre ore di inutili effetti speciali buttati via a secchiate. Davvero insopportabile…

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        All’inizio della recensione mi ero incuriosito ed ero già pronto a scartabellare per procurarmi la miniserie, poi, giunto altermine, ho abbandonato ogni proposito…grazie per il “semaforo giallo (tendente al rosso”!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Infatti il mio proposito è proprio quello di mettere in guardia da pessime visioni 😉

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      • Giuseppe ha detto:

        Purtroppo esiste un altro prodotto capace di far sembrare questa miniserie un autentico capolavoro, al confronto: il micidiale e “fedele” adattamento televisivo (voluto dal Re in persona) di Shining 😦 Lo vedi una volta, e Rose Red ti diventa una passeggiata di salute. Detto senza la minima ironia, questa volta…
        P.S. A me Rose Red non dispiacque, ai tempi, pur con le sue lungaggini: ecco, magari una formula più “snella” come quella del suo prequel (Il diario di Ellen Rimbauer”) certo male non le avrebbe fatto. Anzi.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il prequel ce l’ho in caldo ma ancora non l’ho visto: ti saprò dire 😉

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  3. canenero ha detto:

    Ricordo anche io quando venne trasmessa su Tele+, da fedele kinghiano la guardai tutta, ma la delusione fu pari solo alla noia 🙂

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  4. Pingback: Il diario di Ellen Rimbauer (2003) | Il Zinefilo

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