Kickboxer (1989) L’origine del mito

kickboxer-vhsVisto che i “ragazzi terribili” del blog Doppiaggi Italioti hanno rilasciato un videocommento su Kickboxer (1989) – che vi riporto in fondo al post – è il caso di lanciare un bel blogtour per ricordare questo mitico film.

kickboxer_doppiaggiVi segnalo che in fondo al post, prima del videocommento, c’è un mio personale regalo ai lettori del Zinefilo: il raro video d’epoca del trailer italiano di Kickboxer… quando il protagonista veniva chiamato “Van Dèm”! Lo conservo da 25 anni: è il momento di lasciarlo andare libero…

Ecco gli altri amici che hanno voluto dire la loro:

kickbottePochissimi fortunati spettatori italiani hanno potuto ammirare su grande schermo Kickboxer. Il nuovo guerriero, titolo apparso nelle sale italiane il 30 novembre 1989 e rimastoci giusto un paio di mesi: così come nel resto del mondo, anche in Italia Jean-Claude Van Damme è esploso solo dopo Senza esclusione di colpi!, nell’estate 1990.
È noto che la Cannon non ha mai creduto molto in J.C. Vuole la leggenda che il nostro Muscles from Bruxelles abbia intercettato Menahem Golan in un ristorante e sia saltato sul suo tavolo in spaccata per farsi notare: nei primi anni Novanta Van Damme raccontava questa storia a tutti, decidete voi quanto crederci.

Un film da urlo!

Un film da urlo!

J.C. fa la sua gavetta, anche prima della Cannon, e finalmente nell’ottobre 1986 ha l’occasione della vita ma Bloodsport viene distribuito tardi (e male) e l’attore continua a lavorare da sconosciuto quando in realtà ha sparato la cartuccia giusta senza saperlo.
Nell’estate del 1987 gira Black Eagle, nel giugno del 1988 Cyborg e il successivo agosto Kickboxer: è una gavetta di tutto rispetto e va lodato un attore che non si lascia scoraggiare dal fatto che quelli che sta girando sono filmacci da due soldi. (Che però, confrontati con i filmacci di oggi, sono capolavori inarrivabili!)
Finalmente nell’estate 1988 Bloodsport viene distribuito bene ed esplode il successo che arriverà anche due anni dopo in Italia, e via a tirar fuori tutti i film precedenti. Il Van Damme che vediamo in Kickboxer è dunque un divo a sua insaputa, è un attore marziale che ha sfondato ma “resta umile” (come Zalone) perché non lo sa ancora.
Soprattutto, è il divo marziale che ha cambiato per sempre il cinema di genere, ma non sapendolo ha la freschezza del bambinone che balla da finto ubriaco e gigioneggia in giro.

Una recitazione da Oscar... non necessariamente quell'Oscar!

Una recitazione da Oscar… non necessariamente quell‘Oscar!

Visto oggi, Kickboxer sicuramente ha mille difetti e può sembrare una stupidata, al massimo un classicone scontato, ma va ricordato che non è un classico: è il film che ha inventato i classici!
Ogni film marziale occidentale che avete visto nella vostra vita è debitore di Kickboxer, semplicemente perché prima di Van Damme non esisteva il cinema marziale occidentale: dopo alcuni vagiti negli anni Settanta, gli anni Ottanta occidentali hanno saputo produrre solo ninja movie. Così i tanti frequentatori di palestre – tipo me – per vedere combattere in video dovevano farsi bastare i tre film di Bruce Lee (perché il quarto, I 3 dell’Operazione Drago, avrà una buona distribuzione solamente nel 2003) il ciclo American Ninja e altra robbetta di Hong Kong che i canali TV trasmettevano. (Neanche Jackie Chan, rarissimo negli anni Ottanta e “scoperto” solo nei Novanta.)
Insomma, il cinema marziale in Italia era di una qualità davvero bassina, così quando arrivarono i film di Van Damme, che avevano una regia, una fotografia, una colonna sonora originale notevole, ma soprattutto che avevano un culto del corpo assolutamente ignoto agli asiatici, è stata un’esplosione.

Ci ho provato anch'io, in piscina...

Ci ho provato anch’io, in piscina…

Nel 1990 la CBS-FOX lo porta in VHS, ristampato nel 1991 nella mitica versione economica Silver&Gold, mentre la Eagle Pictures nel 2012 sforna un’ottima versione DVD e Blu-ray, ristampata il 6 luglio 2016.
Dal 1990 dunque ho cominciato a studiare Kickboxer fotogramma per fotogramma, facendoci videoclip dove remixavo le mosse (da quella data avevo due videoregistratori in casa con tanto di mixer!), ho comprato d’importazione alcune compilation in CD con i brani della colonna sonora (roba tedesca, perché in Germania J.C. ha sempre spaccato di brutto) e addirittura un poster cinematografico originale. No, non il classico 70×100… ma il quadruplo! Una intera parete di casa mia era ricoperta dal faccione di J.C. con i pugni invetrati!
Insomma, ero leggermente impazzito per il film e quindi non sono una fonte oggettiva, però sottolineo che non esisteva nulla di anche solo paragonabile alla qualità di quei prodotti, all’epoca in Italia, quindi va considerato anche questo nello studiare il fatto che Kickboxer ha creato il cinema marziale occidentale.

È innegabile che fisicamente J.C. è una "bestia"!

È innegabile che fisicamente J.C. è una “bestia”!

Per la prima volta il mondo ha conosciuto la kickboxe e ogni medium esistente ci si è avventato come un avvoltoio: nei primissimi anni Novanta TUTTO aveva scritto “kickboxe” sopra, ad eccezione dei sempre informatissimi giornalisti italiani che continuavano ad usare l’espressione “full contact”.
Per PC (e parliamo dell’epoca in cui Windows era solo una semplice “finestra!) girava un gioco sulla savate francese che venne prontamente ribattezzato Kickboxe. Fiumi di film di Hong Kong sono arrivati nelle nostre videoteche solamente perché interpretati da attori occidentali – Loren Avedon, Keith Vitali, Billy Blanks, giusto per citare i più mitici – e tutti avevano scritto in copertina “kickboxe”, sempre senza motivo. Tutti questi attori hanno iniziato a lavorare in patria quando prima non li voleva nessuno, e tutti gli attori marziali hanno rifatto un format di Van Damme, in un modo o nell’altro.

E qui si scrive la storia...

E qui si scrive la storia…

L’uscita del recente Kickboxer: Vengeance (2016) ha fomentato gli appassionati – ricordo le recensioni della Bara Volante e del Cumbrugliume – ma non ha creato niente: si è rifatto alla qualità attuale del cinema di genere – in alcuni punti scopiazzando malamente gli ottimi thailandesi – non ha inventato alcuna iconografia e in generale è già dimenticato. Il primo Kickboxer ha cambiato per sempre il cinema marziale limitandosi a prendere i canoni dell’epoca – vendetta, training montage, super-cattivo, super-sganassoni – e a fare qualcosa che in Occidente semplicemente non esisteva: virarli tutti al marziale.
Lo spettatore medio era abituato alla totale inettitudine dei protagonisti di Karate KidAmerican Ninja, quindi davanti alla indiscutibile prestanza fisica di J.C. c’è stato un moto di entusiasmo che è durato per molti anni a venire. Non tantissimi, perché dopo il 1993 Van Damme ha smesso di fare il divo marziale crollando miseramente, ma sono stati anni che hanno scritto belle pagine del cinema marziale.

L.

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18 risposte a Kickboxer (1989) L’origine del mito

  1. cumbrugliume ha detto:

    Grande ricordo come al solito… e grande film! Ora però vogliamo vedere i tuoi mix di arti marziali! 😀

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  2. Pingback: Videocommento a Kickboxer (1989) + BLOG TOUR | Doppiaggi italioti

  3. Evit ha detto:

    “Kiiiiiiiiiiiiiiickboxer!” ottima réclame devo dire.
    Quindi il titolo italiano è oltremodo azzeccato con quel “il nuovo guerriero” visto che prima non c’era stato niente di simile in occidente

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Era il periodo in cui la Cannon lanciava “nuovi guerrieri”, da Chuck a Dolph, tutti con un paio di calci all’attivo, ma J.C. è stato l’unico a totale valenza marziale. Non le solite due tecniche puzzose di Chuck Norris…
      Dopo sono arrivati attori atleti anche più bravi, ma senza di lui sarebbero tutti rimasti a lavorare in Asia e di certo quei film non sarebbero arrivati in Italia…

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      • Evit ha detto:

        Ma Chuck Norris con la Cannon ha mai tirato un calcio? Lo ricordo solo con armi in mano ed iconico baffo che Stalin in confronto non è nessuno.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        A parte rari casi, in Occidente Chuck non ha mai fatto gran che: al massimo nel finale di Missing in Action dà dei colpetti, ma in generale non ha mai fatto nulla di davvero marziale. Si salvano vecchie chicche tipo “La polvere degli angeli” e “Octagon”…

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  4. Cassidy ha detto:

    La tua passione per Van Damme e i film marziali, sta a questo recensione, come l’energia che ci mette JC nella parte di Kurt Sloane per fare il salto di qualità al film 😀 Se normalmente dai il 100% oggi si vedeva che eri in missione per conto di Van Damme!

    Perché è vero tutto, il film è una cosina, ma resta una pietra miliare proprio per aver lanciato quel “Nuovo guerriero”, un talento che non si era mai visto prima, e non è tanto per dire. Cheers!

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  5. mikimoz ha detto:

    La vedo come te sulla questione “pietra miliare” di questo film. E’ stato basilare per tutti, a metà tra gli action usa (Stallone, Swartzie, Seagal) e i prodotti di mazzate orientali. Un nuovo genere.
    Ancora non riesco a vedere il sequel, ma lo farò presto.

    Moz-

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Con tutti i suoi evidenti difetti, rimane insieme a Bloodsport un evento che ha cambiato il mondo e aperto le vie ad una moda marzisle molto ricca.
      P.S.
      Sei “de-spammato” anche dal Zinefilo: qualcuno deve averti “maledetto”!!!

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Grande! Quando fai questi post mi sento a casa…ma l’hai fatto per sdebitarti con Tong Po dopo gli inopinati elogi a Batista nel nuovo film, vero???

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  7. Giuseppe ha detto:

    Eh sì, decisamente Jean-Claude all’epoca fece proprio da spartiacque! E, pur rivedendolo oggi con occhi magari più smaliziati, il fatto rimane… fatto che certo non riguardò altri colleghi come Chuck Norris, poi “infognatosi” ulteriormente in quel Walker Texas Ranger capace di ridurre la marzialità all’abbinata -perfetta per famiglie- calci volanti/avversari cattivi ma coglioni 😛
    P.S. Van Dèm, un autentico pezzo raro d’altri tempi 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sapevo che avresti apprezzato la chicca ^_^
      Chuck rimane uno dei primissimi a “menare” in produzioni occidentali, ma non è mai andato oltre il paio di tecniche pencolanti, tanto che sono rarissimi i suoi film americani che possono considerarsi di arti marziali.

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