The Amityville Asylum (2013) No, non quell’Asylum!

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E mica solo l’americani sanno fare filmacci! Con questa filosofia nel 2012 nasce la casa britannica North Bank Entertainment con un unico scopo: sfornare spazzatura che ammicchi a spazzatura famosa. Tanto per dare un’idea, il film d’esordio è Night of the Living Dead: Resurrection. Capito il genere di spazzatura?
In attesa di Babbi Natale assassini, pecore indemoniate, “ultime case”, esorcismi e stupidate varie, già il secondo film paga pegno al Mito di Amityville: il 3 giugno 2013 esce in Gran Bretagna The Amityville Asylum, per fortuna inedito in Italia.
Capito? “Asylum”… Così paghiamo pegno pure alla celebre casa americana… Capito? “Casa”…

La scelta di una fonte schifosa fa subito capire la qualità del film

La scelta di una fonte schifosa fa subito capire la qualità del film

Quando ho parlato di “casa britannica” forse non mi sono espresso bene, perché in realtà tutto quello che vi ho detto ha un nome e cognome solo: tutti i filmacci che dal 2012 stanno infestando la Gran Bretagna sono prodotti, scritti e diretti dal giovane Andrew Jones (classe 1983), che dev’essere cresciuto a pane e horror e ora vuole infangare il più possibile ogni classico esistente.
Così ecco per la miliardesima volta assistiamo all’assassinio multiplo di Ronald DeFeo jr. che introduce la storia, ma tranquilli: la trama non si svolge nella casa al 112 di Ocean Avenue, bensì nell’ospedale psichiatrico “High Hopes Hospital” nella cittadina di Amityville, Long Island. (Spero vi ricordiate che davanti alla famigerata casa campeggiava un cartello con su scritto “High Hopes”, grandi speranze…)
In questo ospedale Lisa Templeton (Sophia Del Pizzo) trova lavoro come donna delle pulizie nel turno di notte… Ok, una donna sola di notte in un manicomio di Amityville… il film si scrive da solo!

Uno degli infiniti primi piani di Sophia Del Pizzo

Uno degli infiniti primi piani di Sophia Del Pizzo

Personale strano che straneggia, matti strani che matteggiano, inquadrature di primi piani che scoraggiano, insomma la porcata è grossa e fa discretamente male quando ti arriva fra capo e collo.
L’insana predilezione di Andrew Jones per i campi stretti trasforma il film… va be’, “film”, non esageriamo… trasforma questo video amatoriale in un’esperienza intima tra Jones e se stesso. Non si vede mai una parete, non si vede mai un corridoio o una stanza: l’intero film è un unico primo piano di qualcuno, e questo lo rende incomprensibile, oltre che particolarmente fastidioso.

La scena più "forte" del film... figuratevi il resto!

La scena più “forte” del film… figuratevi il resto!

Qual è la solita carta che si gioca nei film sui manicomi? I veri matti sono quelli che li dirigono. Jones non se la sente di infrangere questa regola e scrive così la solita inutile minchiata, tipo Nel buio da soli (1982) ma almeno lì c’era un’ottima regia e bravi attori.
Paradossalmente un eccesso di dialoghi ammazza la storia, perché la trama non ha tempo di dipanarsi visto che in video c’è sempre l’ossessivo primo piano di qualcuno che chiacchiera: a parte un paio di gocce di sangue e qualche simbolo satanico questo film non ha nulla di horror. È solo inutile chiacchiericcio vuoto.
Se è così che Andrew Jones fa filmacci ogni anno, teoricamente ne può girare mille al mese: basta uno smartphone e due tizi che parlano per un’ora e mezza…

L.

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13 risposte a The Amityville Asylum (2013) No, non quell’Asylum!

  1. Denis ha detto:

    Ma sei un eroe non so come fai a soppravivere alla catalessi congenita mi sa proprio al genere,ieri mi son rivisto Seasoning House quello si meritevole in pratica una versione più cattiva della Casa Nera di Craven e di Amityville hanno recetemente passato in chiaro quello che hai recensito con Meg Ryan di sfuggita mi sembra il 3.

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  2. Cassidy ha detto:

    Siamo sicuri che al simpatico Jones non sia rimasto bloccato lo Zoom tutto avanti? Magari non padroneggia ancora la macchina da presa e questo spiegherebbe l’abbondanza di primi piani 😉 Cheers

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  3. gioacchino di maio ha detto:

    La locandina però è molto gotica, abbastanza inquietante tipo Casa Usher, con i corvi di Poe, forse serve per ingannare lo spettatore 🙂

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  4. canenero ha detto:

    Sicuramente l’hai già notato, ma per il tuo ciclo delle case stregate potrebbe risultare interessante Rowan’s Ruin, appena uscito per la Cosmo 🙂 http://cosmoeditoriale.fumetto-online.it/index.php?COLLANA=ROWAN%27S%20RUIN%20-%20LA%20CASA&vall=1

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  5. Giuseppe ha detto:

    La scena “forte” del film, lassù: “Per la salvezza delle nostre anime e di quelle degli spettatori, ti scongiuro: prendi questo e, quando vedi Jones, spara al suo smartphone!” 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah e dobbiamo pure ringraziare che, stranamente, le nostre casacce italiane non si siano accorte di questo potenziale e non abbiano invaso le videoteche di questa spazzatura economica: non vorrei aver fatto io da apri-pista 😛

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    No, davvero c’è anche questo??? Stiamo sconfinando nel genere fantascienza! Sono abbastanza allibito ma la citazione di Nel buoi da soli mi ha un po’ ringalluzzito 🙂
    Non che sia bello eh ma appartiene a quel filone slasher che qualche anno fa mi rapì il cuore

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